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lunedì 5 dicembre 2016

La candela che illumina il buio




Nel percorso di crescita interiore che ci vede impegnati ogni giorno, tra mille prove, successi e fallimenti; che ci chiama inesorabile al confronto con i nostri limiti e le nostre risorse, che quotidianamente ci chiede di scegliere se nutrire quella parte di noi che è Luce o quella parte che è Ombra, che fare nel mezzo di una tempesta? Che fare allorché chi ci è accanto o la vita stessa ci ferisce? Semplicemente, ristabilire equilibrio: rispondi al male con il bene. Proteggiti dal male che senti ti viene inflitto e in risposta metti in circolo nell’Universo un atto d’amore che avvolga chiunque, compreso chi ti ha ferito. Quando il buio si infittisce, sii la candela che illumina l’oscurità.

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Mino Gabriele al Teatro Il Vascello il 28 gennaio per parlare della migrazione dei simboli


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Nella copertina del libro è raffigurato l’emblema ‘L’ da Michael Maier, Atalanta fugiens, hoc est, Emblemata Nova de Secretis Naturae Chymica, Oppenheimi, 1618.
È da pochissimo in libreria l’ultimo libro di Mino Gabriele. “Il primo giorno del mondo”, edito da Adelphi, che approfondisce il tema della “migrazione dei simboli”, oggetto di studio alla fine dell’Ottocento da parte di Eugène Goblet d’Alviella, storico delle religioni e interprete della tradizione massonica, che pubblicò nel 1891 un saggio intitolato proprio La migration des symboles. Trascorso oltre un secolo, Gabriele riprende il tema raccontando la sorprendente migrazione delle immagini simboliche attraverso tempi e luoghi distanti. Ne parlerà sabato 28 gennaio (ore 10:30) al Teatro il Vascello di Roma in un incontro aperto al pubblico organizzato dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia e al quale parteciperà il Gran Maestro Stefano Bisi.
Saranno quattro storie, oggetto del libro di Mino Gabriele, ad articolare la discussione: da un bassorilievo del II secolo che rappresenta il primo giorno del mondo, con il dio orfico Phanes al centro contornato dallo zodiaco – bassorilievo al quale si ispirarono, senza mai menzionarlo, diversi artisti cinquecenteschi – alla raffigurazione di un drago immortale le cui radici risalgono fino a un antico dramma indiano; da un raro amuleto giudaico-cristiano del XVI secolo, subito condannato dalla Chiesa, alla singolare incongruenza astrale, coniugata con la teoria dei quattro elementi, del ciclo decorativo del celebre Studiolo di Francesco I de’ Medici. Gabriele propone un cammino che non ha diluito i pensieri e le idee che a quelle immagini hanno dato forma, ma ne ha anzi arricchito la trama e i concetti in spazi sempre più ampi. Fino ad oggi.
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A sinistra Mino Gabriele con il Gran Maestro Stefano Bisi e il Gran Bibliotecario Dino Fioravanti nel gennaio 2015 in un incontro a Roma, al Teatro Il Vascello
Mino Gabriele è professore presso l’Università di Udine, dove insegna “Iconografia e Iconologia”. Studioso noto per i suoi lavori sulla tradizione simbolica nell’arte e nella letteratura medievali e rinascimentali, come per le ricerche in ambito ermetico e alchemico. Ha pubblicato, fra l’altro, Il giardino di Hermes. Massimiliano Palombara alchimista e rosacroce nella Roma del Seicento (1986); Alchimia. La tradizione in Occidente secondo le fonti manoscritte e a stampa (1986); Le incisioni alchemico-metallurgiche di Domenico Beccafumi (1988); L’arte della memoria per figure (2006); Alchimia e iconologia (2008). Ha curato l’edizione di testi inediti, tra cui il ‘De la trasmutatione metallica’. Poema del XVI secolo di Antonio Allegretti (1981) e Le précieux Don de Dieu(1988); si ricordano inoltre: Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (con Marco Ariani, 1998), Corpus iconographicum di Giordano Bruno (2001), Il Libro degli Emblemi di Andrea Alciato (2009), Sui simulacri di Porfirio (2012). Dirige la collana “Multa Paucis. Opere Rare e Inedite” della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la rivista «Fontes. Periodico semestrale di Filologia Classica e Storia dell’Arte».
Ingresso libero
Info: Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia: 06 5899344-215/221 | bibliogoi@grandeoriente.it


“Avanti, con coraggio”. Seminario di Studi Massonici a Udine dedicato alla costruzione di una futura società migliore


udine1“Dobbiamo andare avanti, con coraggio”. È il messaggio lanciato dal Gran Maestro Stefano Bisi da Udine, dove ha partecipato al Seminario Massonico di Studi ‘in memoriam Antonio Celotti’ del Grande Oriente d’Italia  organizzato dal Collegio Circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia e dall’Associazione Culturale “Libero Pensiero” della città e che si è tenuto a Palazzo Kechler.  “Futuro Chiama Italia. La battaglia delle idee contro gli interessi di parte”,  il tema scelto per l’evento. E di futuro, ha parlato il Gran Maestro. Un futuro per costruire il quale la Massoneria si propone come laboratorio di speranza.  Bisi, che  ha auspicato un “nuovo illuminismo”,  ha invitato tutti “a essere ottimisti, a non piangersi addosso”, a non innalzare muri, ma a sviluppare un senso nuovo di comunità, basato sulla solidarietà, che oggi – ha sottolineato – è quello che manca, ad andare “oltre lo scetticismo e lo sconforto“, cercando sempre di trovare la forza e l’energia dentro se stessi e di trasmetterle agli altri. E questo, ha rimarcato, “è anche il compito che spetta agli insegnanti, se non vogliono perdere i ragazzi e allontanarli dalla scuola“. Essere costruttivi è, dunque,  l’approccio giusto. 
Non c’è notte tanto lunga – ha ricordato Bisi citando le parole pronunciate dal sindaco di Amatrice udine3all’indomani del terribile terremoto di agosto – da impedire al sole di risorgere. Certo ci vuole  coraggio, la paura non deve bloccarci“, ha aggiunto citando illustri esempi da seguire, come Nelson Mandela, Paolo Borsellino. “Il Grande Oriente – ha proseguito il Gran Maestro – è una Comunione massonica in grande salute, custode di memorie del passato, un bel passato, che oggi però deve diventare laboratorio di speranza. Dobbiamo essere una candela sempre accesa nella notte. L’anno prossimo – ha aggiunto – festeggeremo i 300 anni di Massoneria e lo faremo pensando ai 300 anni che ci sono davanti, che affronteremo con il cuore e con la ragione, guardando avanti con forza“.
udine2Una “battaglia delle idee contro le molte sordità” è lo slogan che gli organizzatori  hanno voluto  lanciare per evidenziare l’attenzione della Massoneria alla svolta epocale che la società affronta con molta difficoltà. Perché “la Libera Muratoria è dalla parte dei cittadini, non delle banche e dei poteri forti”. “Nella odierna società – si legge nella brochure –  dovrebbe albergare il senso della responsabilità, dell’impegno concreto per il lavoro, la giustizia sociale, i diritti. Impegno civico e responsabilità, perciò, come alternativa alla decadenza e impegno verso una nuova costruzione sociale, rispetto all’egoismo degli interessi di parte. Il Grande Oriente d’Italia non vuole sia cancellata l’idea di futuro”.
Nel dibattito che si è tenuto a Palazzo Kechler si sono confrontati vari esperti: Giovanni Maria Cecconi, esponente di punta del Grande Oriente d’Italia; Fulvio Salimbeni, docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Udine, il senatore Riccardo Mazzoni, vicepresidente della Commissione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani, e Omar Chessa, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Sassari. A dare il via ai saluti il neo eletto presidente circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia del Grande Oriente d’Italia, Guido Ricci, e il presidente delle logge udinesi Marco De Carli.
Antonio Celotti il giorno del suo centesimo compleanno celebrato nel 2006
Antonio Celotti nel 2006, il giorno del suo centesimo compleanno
Al termine della serata sono state consegnate le due borse di studio bandite con il “Premio Antonio Celotti”  – istituito nell’aprile 2010 con cadenza biennale e riservato a giovani laureati dell’ateneo udinese – dedicato al decano della Massoneria della regione, scomparso nel giugno del 2009 all’età di 103 anni. Antonio Celotti è autore del saggio “La Massoneria in Friuli. Prime ricerche sulla sua esistenza ed influenza”, pubblicato nel 1982 e aggiornato per il suo 100esimo compleanno. Pneumologo nella vita di tutti i giorni, Celotti dedicò la sua esistenza alla cura e alla ricerca medica, conciliando le sue numerose attività con gli impegni nel Grande Oriente d’Italia dove entrò diciannovenne. È considerato tra i promotori della rinascita culturale e intellettuale di Udine nel secondo dopoguerra.
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venerdì 2 dicembre 2016

A proposito di donne. La Massoneria femminile nel mondo nel nuovo libro di Mariano Bianca


mariano-bianca-la-massoneria-femminile-nel-mondoUna “dea madre” prenuragica, simbolo di energia primordiale che regola l’alterna vicenda della vita e della morte, caratterizza la copertina del nuovo libro del filosofo Mariano Bianca che nel suo ultimo saggio, in materia massonica ed esoterica, si occupa di donne e di Libera Muratoria. Viene spontaneo chiedersi il perché di questa scelta iconografica e, andando oltre le radici sarde dell’autore, è sufficiente rispondere che questa raffigurazione femminile si ritrova nel 94,7 per cento di ‘idoletti’ dell’arte preistorica della Sardegna, testimoniando, in linea con la tradizione europea e orientale, l’indiscutibile rilievo della donna, sin dai primordi, nella sfera del sacro.
“La Massoneria femminile nel mondo. Dalle Logge d’Adozione alle Grandi Logge Femminili” è il titolo del libro di Mariano Bianca, edito da Atanór, che percorre la storia della donna nell’ambito della Libera Muratoria. L’ammissione delle donne in Massoneria fu una questione che si pose sin dalla fondazione della ‘Massoneria Speculativa’ nel 1717 con la costituzione della Gran Loggia Unita d’Inghilterra che, seguendo fedelmente le regole della ‘Massoneria Operativa’, non ammise né ammette sino a oggi l’iniziazione femminile. Il processo che portò all’ammissione delle donne nelle logge massoniche fu molto lungo e spesso ostacolato dalle Massonerie maschili e solo nel XX secolo iniziarono a formarsi Grandi Logge interamente femminili. L’autore presenta un resoconto dello stato attuale della Massoneria femminile nel mondo partendo dall’ingresso di alcune donne nelle logge maschili nel XVIII secolo, dalla formazione delle logge cosiddette di “Adozione” tra Settecento e Ottocento sino alla costituzione delle Massonerie miste o co-Massonerie e delle Massonerie interamente femminili. Il libro contribuisce a definire una sezione della storia della Libera Muratoria moderna che si avvia a compiere, nel 2017, i trecento anni di vita.
mariano-biancaMariano Bianca, già Professore Ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Siena, si occupa di filosofia della mente, etica, epistemologia, metafisica e ontologia. Laureato in Filosofia e Logica matematica, ha soggiornato alcuni anni negli Stati Uniti dove ha svolto ricerca in Intelligenza artificiale e simulazione biologica e ha conseguito il Master of Sciences in Computer and Communication Sciences presso l’University of Michigan. Ha pubblicato molti saggi tra cui: Fondamenti di etica e bioetica (2000), Rappresentazioni Mentali e conoscenza (2005), Richiedere e pregare (2006), La mente immaginale(2009), Etica, eugenica e futuro della specie umana (2011), La propria mente e il sé (2014). Ha pubblicato molti articoli di massoneria ed esoterismo e nella casa editrice Atanòr ha pubblicato i saggi L’oltre e l’invisibile-meditazioni iniziatiche (2002) e Le colonne del tempio (2014).

La libertà di stampa in Italia




Su Radio Radicale per parlare anche di Media e Massoneria con Carlo Ricotti (Università LUISS Guido Carli), Giuseppe Monsagrati (ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi La Sapienza di Roma), Giancarlo Tartaglia, direttore della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI). Conclude Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

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Udine. Il Grande Oriente d’Italia a palazzo Kechler | Messaggero Veneto


messaggero-veneto-02-12-2016
Messaggero Veneto del 2 dicembre 2016
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Breve storia del tutto




Breve storia del tutto presenta in forma rivista e aggiornata l'avvincente resoconto delle ricerche di Ken Wilber in merito al ruolo svolto dall'essere umano all'interno di un universo dinamico e interconnesso, fatto di materia, mente, anima e Spirito. Rispondendo alle domande del suo interlocutore in un linguaggio semplice e ricco di esemplificazioni, l'autore esamina il corso dell'evoluzione, intesa come manifestazione dello Spirito dalla materia alla vita biologica alla mente, fino a considerare gli stadi superiori di sviluppo della coscienza nei quali lo Spirito stesso diviene cosciente di sé. Attraverso il dialogo e il confronto, emerge la sua straordinaria prospettiva evolutiva in merito al “grande disegno” dell'universo e a molte criticità controverse ancora irrisolte, quali la guerra di genere, il multiculturalismo, l'etica ambientale, il rapporto tra tecnologia ed ecologia, cultura e natura, trascendenza e immanenza, e le trasformazioni che interessano l'avvenire dell'intera umanità.

«Nelle pagine di questo libro troverete un buffet universale di possibilità umane disposte come uno scintillante arcobaleno, uno straordinario spettro dei vostri potenziali più elevati e profondi. Questa mappa è solamente un invito a esplorare gli ampi territori della vostra coscienza, i potenziali quasi illimitati del vostro essere e divenire, l'espansione pressoché infinita della vostra consapevolezza primordiale, per arrivare così nel luogo che non avete mai lasciato: la vostra natura più profonda e il vostro volto originale».

Il massone Mario Angeloni e il suo amore per la libertà. A Perugia fine delle celebrazioni il 2 dicembre


locandina-convegno-angeloniCon un convegno il 2 dicembre si chiudono a Perugia le celebrazioni in ricordo di Mario Angeloni, illustre perugino leader antifascista in esilio, morto in combattimento all’inizio della guerra di Spagna. Avvocato, repubblicano, Angeloni aderì alla Massoneria del Grande Oriente d’Italia durante l’ascesa fascista continuando a condividere gli ideali liberomuratori anche all’estero nel Grande Oriente in esilio. La singolare circostanza che nel 2016 ricorrano il 120esimo anniversario della sua nascita e l’ottantesimo della morte ha indotto lo scorso anno la storica Società generale di Mutuo Soccorso di Perugia a costituire un Comitato per le onoranze a suo nome al quale hanno aderito vari soggetti istituzionali, culturali e della società civile. Una prima commemorazione è avvenuta il 24 giugno con una lectio magistralis di Valdo Spini nella Sala dei Notari a Perugia.
L’incontro “Mario Angeloni, un antifascista europeo”, questo è il titolo del convegno del 2 dicembre,  chiamerà a raccolta più esponenti del mondo della cultura per delineare il quadro completo di un personaggio che, con la sua vicenda, esprime i valori più alti di un’epoca buia e violenta e il cui esempio si affianca a tanti altri di quella storia poco conosciuta e non troppo lontana. La Università per stranieri di Perugia, a Palazzo Gallenga, ospiterà l’incontro che si svolgerà, per tutta una giornata – dalle ore 10,30 – a cura dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea. Tra i relatori anche la pronipote di Garibaldi, Annita Garibaldi Jallet. La sessione pomeridiana si chiuderà con un concerto, realizzato in collaborazione con l’Associazione Mazziniana Italiana, di Stefano Ragni, musicista di formazione umanistica e apprezzato divulgatore del repertorio italiano che è stato ospite anche del Grande Oriente, al Vascello, in occasione delle ultime celebrazioni per il XX Settembre. Iniziative a corollario del convegno di Perugia saranno la presentazione di una biografia di Mario Angeloni, curata da Renato Traquandi, e lo scoprimento di una lapide collocata in quella che fu la sua abitazione nel centro storico di Perugia.
Nel 1956, in occasione del ventesimo anniversario della guerra civile di Spagna, all’illustre perugino fu conferita la medaglia d’oro alla memoria. Anche il Grande Oriente d’Italia lo ricorda con una loggia a Perugia che porta il suo nome dal 1970.
Un profilo massonico di Mario Angeloni, con la sua tragica esperienza spagnola, è stato pubblicato  lo scorso anno nell’edizione di maggio (numero 9-10) di “Erasmo”, il bollettino del Grande Oriente d’Italia. Autore dell’articolo, che qui riproduciamo integralmente, è lo storico Marco Novarino.
Mario Angeloni
Mario Angeloni
Mario Angeloni, il massone anti-franchista 
Tra i massoni che scelsero la via dell’esilio per non sottostare al regime fascista la figura di Mario Angeloni assume una luce particolare sia per la giovane età, la coerenza delle scelte e la tragica morte facendolo diventare un simbolo della lotta ai totalitarismi. Angeloni rappresenta l’archetipo del libero muratore che pone al centro della propria esistenza la libertà e la difesa dei diritti umani. Figlio di un massone (il padre Publio fu il punto di riferimento della massoneria perugina all’inizio del Novecento), fu un dirigente della Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo e un convinto repubblicano ma al contempo fu uno strenuo sostenitore dell’unità delle forze antifasciste e per questo stimato dagli esponenti di ‘Giustizia e Libertà’ , dai socialisti e persino dai comunisti e dagli anarchici. Iniziato nel 1922, ventiseienne, nella loggia “Concordia” di Perugia, partecipò attivamente alla resistenza antifascista in Umbria, facendo parte della direzione del Partito repubblicano e costituendo, nel 1924, l’associazione “Italia libera”. Vittima delle violenze fasciste, venne arrestato e confinato prima a Lipari, poi a Ustica e infine a Ponza. Nel 1932 riuscì a espatriare in Francia e durante la dura vita dell’esilio divenne uno dei massimi esponenti della Lidu, che svolse un ruolo importante nel ‘fuoriuscitismo’ antifascista, e ricoprì per un breve periodo la carica di segretario del Partito repubblicano. Nel luglio del 1936 fu tra coloro che intuirono che la rivolta militare contro il legittimo governo repubblicano spagnolo, era il sinistro crepitio di una fiammata che nel giro di poco tempo sarebbe diventato un incendio spaventoso. I massoni furono fra le vittime designate dalla coalizione reazionaria facente capo al generale Francisco Franco che il 18 luglio 1936 iniziò «una crociata contro la politica, il marxismo, la massoneria» scatenando una guerra civile, che durò quasi tre anni e fu il preludio sotto molti aspetti, ideologico, politico, militare, della Seconda conflagrazione mondiale. In Spagna, oltre agli orrori della guerra, si instaurò un clima d’autentica persecuzione nei confronti dei massoni mano a mano che i nazionalisti conquistavano nuovi territori. Appartenere alla Libera Muratoria significava la condanna a morte senza processo né appello: esecuzioni sommarie avvennero a Salamanca, Zaragoza, Logroño, Burgos, Ceuta, Algeciras, Valladolid e a Malaga, per 80 massoni l’esecuzione avvenne con la “garrota”, medievale strumento che fu orrendamente usato dal regime franchista fino al 1974. Questo isterismo non colpì solamente i vivi ma si abbatté anche sui morti con profanazione di tombe di massoni, tanto che nel 1938 un decreto impose la distruzione dei simboli libero-muratori nei cimiteri.
Copertina del libro di Francisco de Luis, pubblicato nel 1934, raffigurante un massone incappucciato che tenta d'impadronirsi della Spagna (tratto dal catalogo della mostra "Duecentocinquant'anni di polemica antimassonica", 1997, Grande Oriente d'Italia-Collegio Piemonte e Valle d'Aosta)
Copertina del libro di Francisco de Luis, pubblicato nel 1934, raffigurante un massone incappucciato che tenta d’impadronirsi della Spagna (tratto dal catalogo della mostra “Duecentocinquant’anni di polemica antimassonica”, Grande Oriente d’Italia-Collegio Piemonte e Valle d’Aosta, 1997)
Di fronte a tanta violenza e consci che in terra spagnola erano in gioco i principi di libertà, eguaglianza e fratellanza numerosi massoni accorsero come volontari in difesa della repubblica democratica spagnola. Tra questi non poteva mancare il giovane avvocato perugino che alla fine del luglio 1936 si recò a Barcellona insieme alla moglie, Maria Giaele Franchini, che s’impegnò come infermiera durante la guerra e in seguito diresse l’ufficio consolare italiano di Barcellona. Immediatamente Angeloni si mise in contatto con Carlo Rosselli, Camillo Berneri e ad altri, e il 17 agosto firmò l’atto costitutivo della Colonna Italiana che raggruppava i primi italiani che erano accorsi in Spagna per combattere il fascismo, dato che i generali golpisti avevano ricevuto fin dall’inizio l’aperto e concreto sostegno di Mussolini. Forte della sua esperienza militare acquisita come ufficiale della cavalleria durante la Prima guerra mondiale preparò inizialmente alle armi i componenti della Colonna per poi partire per il fronte di Huesca al comando di una compagnia di mitraglieri. La mattina del 28 agosto, sul Monte Aragón – che venne soprannominato dallo stesso Angeloni, Monte Pelato, per la sua totale mancanza di vegetazione – situato fra Huesca e Almudevar, gli uomini della Colonna italiana vennero attaccati dalle truppe franchiste, e Angeloni venne colpito da una raffica partita da un’autoblindo. Trasportato in ospedale, morì il giorno stesso a Sariñena, piccolo villaggio aragonese. Non fu il solo massone che diede la propria vita in questa guerra e tutti meriterebbero di essere ricordati. I massoni del Grande Oriente d’Italia in esilio lo fecero nel corso dell’Assemblea del 20 giugno 1937, esaltando le loro figure come un esempio per le future generazioni e il loro sacrificio venne collegato a quello dei fratelli Rosselli. (Marco Novarino)
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Libertà di stampa, un lungo cammino. Incontro a Casa Nathan ricordando il giornalista e massone Meoni. Il video di Radio Radicale


p1020837 “La libertà di stampa in Italia. Dal Risorgimento alla Costituente”. E’ il tema del convegno con il quale il Servizio Biblioteca ha inaugurato il 29 novembre il ciclo di incontri dei prossimi mesi a Casa Nathan, il Centro Polifunzionale del Grande Oriente d’Italia a Roma (Piazzale delle Medaglie d’Oro 44).
All’evento, seguito con grande attenzione dal pubblico è intervenuto il professor Carlo Ricotti dell’Università Luiss che ha ricostruito il “lungo e tormentato cammino” che ha portato nella nostra Costituzione al diritto all’informazione “come diritto naturale, recuperando così l’impostazione del 1789, quella cioè della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino elaborata nel corso della rivoluzione francese” ma anche “riprendendo l’articolo 7 della Costituzione della Repubblica Romana del 1849”, che supera l’approccio liberale sulla libertà di stampa, pieno di limiti e di riserve,  contenuto nello Statuto Albertino che all’art. 48 recitava così: “La stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi. Tuttavia le bibbie, i catechismi, i libri liturgici e di preghiere non potranno essere stampati senza il preventivo permesso del Vescovo”.
nathanGiuseppe Monsagrati dell’Università La Sapienza di Roma, dal canto suo si è soffermato a illustrare “il contribuito laico-risorgimentale alla realizzazione dell’unità del paese”, gettando nuova luce, in particolare, sul ruolo della Chiesa, sulla sua influenza, sul modo in cui il suo ruolo andò man mano trasformandosi. Sembra paradossale, ha ricordato il professore, ma fu proprio Pio IX il 15 marzo del 1847, costretto dalla circostanze a “introdurre una parziale libertà di stampa”, che finì per “assumere una valenza simbolica di portata straordinaria per i tempi” .
nathan1Mario Cignoni della Società Biblica ha esaminato l’editto sulla stampa dello Statuto Albertino e la costituzione dello Stato unitario, mostrando un prezioso esemplare della Bibbia di Diodati, testo caro ai protestanti italiani, edito a Ginevra nel 1607,  messo all’indice – non ebbe mai l’imprimatur vescovile come richiesto dallo Statuto Albertino – e  che  per questo divenne un simbolo della libertà di pensiero
Giancarlo Tartaglia, direttore della Federazione Nazionale della Stampa, ha ricostruito la storia del sindacato dei giornalisti italiani dalla nascita fino all’avvento e poi alla caduta del Fascismo, “una storia che ha avuto tra i suoi principali protagonisti – come ha tenuto più volte a sottolineare- Giuseppe Meoni, direttore del Messaggero negli anni della Prima guerra mondiale e massone”, fu eletto Gran Maestro Aggiunto nel 1919, perseguitato dal regime di Mussolini, arrestato e condannato al confino. Le sue instancabili battaglie e quelle di uomini e giornalisti come lui, ha ricordato Tartaglia, hanno contribuito all’affermazione delle libertà di cui godiamo oggi.
Ha concluso il Gran Maestro Stefano Bisi, rammentando quanto sia importante coltivare la speranza, la “speranza di migliorare il mondo”, di preservare i diritti conquistati a  caro prezzo e attraverso tante battaglie.
Il convegno integrale su Radio Radicale
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E’ online il settimo numero di MassonicaMente


MassonicaMente n.7 Set.-Dic. 2016

Laboratorio di storia del Grande Oriente d’Italia

On line il nuovo numero di MassonicaMente, a cui hanno collaborato numerosi storici di varie Università italiane (Bologna, Messina, Firenze e Siena)… ecco il ricco Sommario del n.7 Set.-Dic. 2016, con un focus sulla nascita della Repubblica italiana tratto dal Convegno tenutosi lo scorso settembre a Radicofani:

Saggi
La nascita della Repubblica nei ricordi di un giovane triestino di Luigi Milazzi
Giovanni e Libero Bovio di Giovanni Greco
Ricordo dei volontari di Garibaldi in Serbia di Velimir – Bata Žugic
Per la Spagna repubblicana di Santi Fedele 

Convegno “LiberaMente Massoneria”
Referendum e Costituente: verso il futuro repubblicano di Gianmichele Galassi 
Alle origini della Repubblica: il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea costituente di Daniele Pasquinucci 
Il voto alle donne e le donne al voto di Gabriele Paolini 
I lavori della Costituente di Massimo Nardini 
Conclusioni di Marco Sagrestani

Fra gi scaffali
Giancarlo Rinaldi, Pagani e cristiani. Storia di un conflitto a cura di Gianmichele Galassi
da questo link è possibile leggere e scaricare la rivista

giovedì 1 dicembre 2016

Futuro chiama Italia. XI Seminario di Studi Massonici il 3 dicembre a Udine


udine-2015
Il Seminario di Studi Massonici nel 2015 a Palazzo Kechler
Nuovo appuntamento a Udine il 3 dicembre per il Seminario di Studi del Grande Oriente d’Italia ‘in memoriam Antonio Celotti’ organizzato dal Collegio Circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia e dall’Associazione Culturale “Libero Pensiero” della città. L’iniziativa ha raggiunto l’undicesima edizione. “Futuro Chiama Italia. La battaglia delle idee contro gli interessi di parte” è il titolo dell’incontro che si svolgerà ancora una volta nella suggestiva sede di Palazzo Kechler dalle ore 16. Sarà presente il Gran Maestro Stefano Bisi al quale è stata affidata la chiusura dei lavori.
udine-3-dicembreUna “battaglia delle idee contro le molte sordità” si legge nell’invito del convegno ed è quasi uno slogan che gli organizzatori vogliono lanciare per evidenziare l’attenzione della Massoneria alla svolta epocale che la società affronta con molta difficoltà. Perché “la Libera Muratoria – si legge ancora – è dalla parte dei cittadini, non delle banche e dei poteri forti”. “Nella odierna società – prosegue il testo – dovrebbe albergare il senso della responsabilità, dell’impegno concreto per il lavoro, la giustizia sociale, i diritti. Impegno civico e responsabilità, perciò, come alternativa alla decadenza e impegno verso una nuova costruzione sociale, rispetto all’egoismo degli interessi di parte. Il Grande Oriente d’Italia non vuole sia cancellata l’idea di futuro”. Nella discussione a Palazzo Kechler si confronteranno vari esperti: Giovanni Maria Cecconi, esponente di punta del Grande Oriente d’Italia; Fulvio Salimbeni, docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Udine, il senatore Riccardo Mazzoni, vicepresidente della Commissione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani, e Omar Chessa, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Sassari. In apertura sono in programma i saluti del neo eletto presidente circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia del Grande Oriente d’Italia, Guido Ricci, e del presidente delle logge udinesi Marco De Carli,
Antonio Celotti il giorno del suo centesimo compleanno celebrato nel 2006
Antonio Celotti nel 2006, il giorno del suo centesimo compleanno
Al termine della serata saranno consegnate le due borse di studio bandite con il “Premio Antonio Celotti”  – istituito nell’aprile 2010 con cadenza biennale e riservato a giovani laureati dell’ateneo udinese – dedicato al decano della Massoneria della regione, scomparso nel giugno del 2009 all’età di 103 anni. Antonio Celotti è autore del saggio “La Massoneria in Friuli. Prime ricerche sulla sua esistenza ed influenza”, pubblicato nel 1982 e aggiornato per il suo 100esimo compleanno. Pneumologo nella vita di tutti i giorni, Celotti dedicò la sua esistenza alla cura e alla ricerca medica, conciliando le sue numerose attività con gli impegni nel Grande Oriente d’Italia dove entrò diciannovenne. È considerato tra i promotori della rinascita culturale e intellettuale di Udine nel secondo dopoguerra.
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A Trento il teologo Vito Mancuso parla di Dio e del suo destino | video


Una sala affollatissima al Cinema Vittoria di Trento ha ospitato il 17 novembre la conferenza del teologo Vito Mancuso su “Dio e il suo destino”. L’iniziativa si è svolta a cura del Collegio Circoscrizionale del Trentino Alto Adige del Grande Oriente d’Italia. Autore di numerosi libri di successo, Mancuso rivolge i propri studi alla costruzione di una “teologia laica” che parli di Dio in un discorso rigoroso che possa sussistere anche in ambito filosofico e scientifico.
All’incontro è intervenuto il Gran Maestro Stefano Bisi, al quale sono state affidate le conclusioni, insieme al Grande Oratore Claudio Bonvecchio che ha introdotto il tema. Vito Mancuso ha parlato per oltre due ore rispondendo anche a domande del pubblico. Al centro del suo discorso il rapporto dell’uomo con il divino, la ricerca interiore, la religione, o meglio, le religioni e il loro ruolo, soprattutto oggi, che secondo Mancuso dovrebbero “tradursi” a vicenda per potersi conoscere e capire abbandonando ogni pretesa di esclusività o supremazia.

mercoledì 30 novembre 2016

Futuro chiama Italia






Futuro chiama Italia. Un seminario di studi massonici a Udine, a Palazzo Kechler. Con Fulvio Salimbeni (docente di storia contemporanea all’Università degli Studi di Udine), il senatore Riccardo Mazzoni (vicepresidente della Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani) e Omar Chessa, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Sassari. Le conclusioni GM del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi.

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«Umberto Eco e la Massoneria», a Latina la presentazione del libro di Mauro Cascio





Una serie di iniziative nei caffè della città, Latina, per festeggiare il suo compleanno.  E per parlare di Letteratura, storia, Filosofia con alcuni dei suoi interpreti. Toccherà anche a Mauro Cascio presentare il suo recente «Umberto Eco e la Massoneria», pubblicato da Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno nella collana De Lantaarn. L'appuntamento è al Mocafé, in corso Matteotti 15, alle ore 17.00 il prossimo giovedì 15 dicembre. Interverrà Gian Luca Campagna.

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La catena d'unione. Il nuovo libro sulla Massoneria di Gian Mario Cazzaniga




Dopo gli annali della Storia d’Italia Einaudi, il nuovo libro sulla Massoneria del filosofo Gian Mario Cazzaniga, ordinario di Filosofia Morale all’Università di Pisa. La catena d'unione, il titolo.

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