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sabato 25 marzo 2017

“Il sequestro degli elenchi dei massoni di Sicilia e Calabria è un fatto gravissimo”. Hanno aperto il tempio del Grande Oriente ai giornalisti.







Un viaggio nel passato tra simboli e mistero che ha sempre comunque la pensiate affascinato per secoli.

I massoni di Palermo, impiegati, avvocati, bancari, ma anche operai e disoccupati sono stati accanto al gran maestro Stefano Bisi nella sede che si trova piazzetta Speciale 9 alle spalle di piazza Bologni.

Un palazzo antico, con diverse sale e due tempi: uno più piccolo e uno più grande. “Siamo così segreti – scherza Bisi giornalista nato a Siena – che il posteggiatore abusivo che si trovava nei pressi della sede ci ha detto che sapeva che l’incontro di domani si sarebbe svolto non qui in piazzetta Speciale ma in un hotel”.

Bisi oggi si è sottoposto alle domande dei giornalisti che chiedevano conto di quanto sta succedendo con la commissione antimafia che chiede gli elenchi dei massoni di Sicilia e Calabria. Don Ciotti che nell’intervento a Locri associa mafia e massoneria. Nei giorni scorsi lo Scico della Guardia di Finanza ha sequestrato gli elenchi di tutti gli iscritti in Calabria e Sicilia al Grande Oriente d’Italia.

Giorni difficili. “È stato commesso un atto che fa male alla democrazia del nostro Paese – ha detto Bisi – Vanno colpiti i reati non le intere associazioni”. Poi cita Bertolt Brecht. “Quanto successo è gravissimo e potrebbe capitare a chiunque. Ma noi ci difenderemo”.

A fine febbraio il Grande Oriente d’Italia ha istituito un Collegio difensivo per la tutela del diritto di associazione nell’intento di sviluppare una serie di iniziative a difesa sia degli iscritti che dei diritti fondamentali in tema di libera associazione, “così come garantita – spiegano dal Grande Oriente – dalla Carta costituzionale e dalla normativa comunitaria”. Il Collegio è stato incaricato di valutare e promuovere “tutte le iniziative, anche giudiziarie, dinanzi alle competenti sedi istituzionali”.

I cronisti chiedevano conto delle inchieste a Palermo, Messina, Agrigento e Trapani. Ci sono pentiti che parlano e tirano in ballo la massoneria e il Grande Oriente. “Le inchieste vanno avanti. Se sono coinvolti liberi muratori questi vengono sospesi”.

In Sicilia i massoni sono 2300. Il numero più consistente è a Palermo circa 900, Poi Messina 400, e Catania 300. Ci sono logge anche a Termini Imerese e in piccoli centri come Noto, Castelvetrano. Se ne sta aprendo una a Modica.

La Sicilia per associati è al terzo posto dopo la Toscana con 3050, la Calabria 2650 e poi la Sicila 2350.

Alla fine della lunga conferenza stampa, nonostante le telecamere, le macchine fotografiche, il mistero che aleggiava in quei luoghi è rimasto intatto. E forse lo resterà ancora perchè è così che va avanti da secoli.

“Gli elenchi – ha aggiunto Bisi – li ha chiesto l’inquisizione, il fascismo che è entrato a Palazzo Giustiniani per prenderli. Adesso la commissione antimafia. E’ un fatto grave. Gravissimo e spero che ve ne rendiate conto, e citando Brecht, prima che vengano a prendere anche voi”.

1717-2017. Fieri del nostro passato



La Libera Muratoria Universale è nata dal bisogno ancestrale dell’Uomo di Libertà e per la Libertà. Un forte fuoco interiore ed un’aspirazione ineludibile e irreversibile che da trecento anni impregna lo spirito e la mente dei massoni di tutto il mondo che hanno ereditato dal passato e continuano a fare brillare la grande fiaccola accesa dai fondatori della massoneria moderna avvenuta in Inghilterra nel giugno del 1717.

Tre secoli di Massoneria in cui questa nobile, sublime e necessaria Istituzione ha dato
vita e partecipato a straordinari ed epocali cambiamenti che hanno consentito l’affer-
mazione della civiltà, della democrazia, di tanti diritti.
Il trinomio Libertà-Uguaglianza-Fratellanza ha fatto vibrare le corde di tanti uomini
che vi hanno aderito propugnando ed espandendo più che mai in tante parti del globo
quei valori imperituri che spaziano nel cosmopolitismo e nell’antropologia generale.
Questi principi che si possono condensare nella libertà, nel dialogo, nella tolleranza,
nel rispetto della dignità di ogni uomo indipendentemente dal colore della pelle, dal
credo religioso, nella non violenza, nell’amore per l’Umanità, sono oggi ancora minacciati dall’imbarbarimento della società attuale. Senza la difesa della cultura della libertà non c’è futuro e il grande rischio è quello di ricadere nell’abisso dell’oscurantismo, in una nuova tremenda notte per l’Umanità.

Il compito che attende noi liberi muratori del Duemila è ancora più impegnativo visto che viviamo l’attualità di una di- mensione complessa e deformatrice, in cui si cerca di assonnare e fare scomparire tanti alti valori per formare una subcultura di massa in cui il populismo emerge a scapito della personalità umana, dei diritti e del libero pensiero. Dobbiamo essere perfettamente consci di dover difendere a tanti livelli, persino principi e affermazioni giuridiche che sembravano ormai definitivamente acquisiti.

Forti ed orgogliosi dell’enorme patrimonio genetico ereditato dal passato, dobbiamo adesso essere pronti a gettare con forza, passione e coraggio le nostre forti radici in un futuro che ci dovrà vedere sempre vigili sentinelle del libero pensiero e costruttori di un nuovo sviluppo per il Bene e il Progresso dell’Umanità.



Il Gran Maestro 
Stefano Bisi

Eccidio Fosse Ardeatine. Il Grande Oriente ha reso omaggio alle vittime. Tra loro 20 massoni.


fosse ardeatine 1Toccante cerimonia il 24 marzo alle Fosse Ardeatine dove i liberi muratori del Grande Oriente d’Italia hanno ricordato la memoria dei 335 uomini fra civili e militari trucidati dai nazisti come rappresaglia all’attentato compiuto dai partigiani a Roma  in
Via Rasella contro un battaglione di soldati tedeschi. Il Gran Maestro Stefano Bisi, accompagnato dall’ex Gran Maestro Virgilio Gaito, dal Rappresentante in Giunta del Consiglio dell’Ordine Fabrizio Celani, dal Grande Ufficiale Domenico Bellantoni, e dai consiglieri Leopoldo Muratori, Pino Paino e Paolo Mundula, ha deposto una corona d’alloro e insieme a tanti fratelli ha reso onore alle tombe dei martiri, fra i quali figurano venti fratelli massoni di cui 10 del Grande Oriente.
fosse-ardeatine







fosse ardeatine 2“Questo è il luogo del silenzio non delle parole, il luogo della memoria e del rispetto. Camminando fra le tombe ho avvertito una profonda emozione e mi sono commosso. Fra i nostri doveri c’è quello di non dimenticare  questi uomini, questi italiani ed eroi barbaramente uccisi qui dalla follia nazista” sono state le parole pronunciate dal Gran Maestro Stefano Bisi.




Fosse ardeatine casa nathan1Nel pomeriggio alle 18 la giornata in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine è proseguita con un incontro che si è tenuto a Casa Nathan, al quale hanno preso parte Carlo Ricotti, presidente circoscrizionale del Lazio, il Gran Maestro Aggiunto e docente di Storia contemporanea all’Università di Messina, Santi Fedele, il Gran Maestro Bisi. A moderare il giornalista Angelo Di Rosa. Alcuni fratelli hanno portato la loro testimonianza attraverso il racconto delle loro storie personali.

A Roma l’eccidio delle Fosse Ardeatine del 1944 è una pagina tragica della Resistenza. Per la sua efferatezza, per l’alto numero di vittime e per le circostanze che portarono al suo compimento, divenne l’evento-simbolo della spietatezza dell’occupazione nazista della capitale. Nel dopoguerra le cave scelte per l’esecuzione e  per occultare i cadaveri degli uccisi sono state trasformate in un sacrario-monumento nazionale e oggi visitabili a perenne memoria.

La mattina del 24 marzo 1944 le vittime, scelte a caso tra i detenuti delle carceri di Regina Coeli e di via Tasso, furono condotte nelle cave di pozzolana lungo la via Ardeatina, destinate ad essere luogo dell’esecuzione. Il giorno dopo un trafiletto sul Messaggero rese noto il massacro. I martiri erano prigionieri politici, ebrei, civili. Tra loro, 20 massoni, come l’avvocato Placido Martini, liberale, medaglia d’oro al valor militare alla memoria della resistenza, e Silvio Campanile. Entrambi erano della Loggia Pisacane fondata nel 1931 nel confino dell’isola di Ponza dall’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Domizio Torrigiani.
Ecco i nomi dei 19 massoni trucidati dai nazisti in quel tragico giorno:
ALBANESE TEODATO      nato a Cerignola nel 1904, avvocato
AVOLIO CARLO                 nato a Siracusa nel 1895, impiegato
BUCCI UMBERTO              nato a Lucera nel 1892, impiegato
CAMPANILE SILVIO           nato a Roma nel 1905, commerciante
CANALIS SALVATORE      nato a Sassari nel 1908, professore
CELANI GIUSEPPE            nato a Roma nel 1901, impiegato
FABBRI RENATO                nato a Vetralia nel 1888, commerciante
FIORINI FIORINO                nato a Poggio Nativo nel 1880, musicista
GELSOMINI MANLIO          nato a Roma nel 1907, medico
GRANI UMBERTO              nato a Roma nel 1897, colonnello di aviazione
MAGRI MARIO                    nato a Arezzo nel 1896, colonnello di artiglieria
MARTINI PLACIDO             nato a Montecompatri nel 1879, avvocato
PALIANI ATTILIO                nato a Roma nel 1891, commerciante
RAMPULLA GIOVANNI      nato a Messina nel 1894, colonnello di fanteria
SCATTONI UMBERTO       nato a Roma nel 1884, commerciante
TALAMO MANFREDI           Tenente Colonnello dei Carabinieri
TAPPARELLI Mario            nato a Vicenza nel 1891, commerciante
VIVANTI ANGELO               nato a Roma nel 1884, commerciante
VOLPI GIULIO                     nato a Fabriano nel 1907, impiegato
ZACCAGNINI CARLO         nato a Roma nel 1913, avvocato

E’ online il numero di Erasmo di marzo 2017


copertina erasmo marzo 2017E’ online il numero di Erasmo di marzo 2017. In copertina il logo della Gran Loggia, che si terrà a Rimini il 7-8-9 aprile al Palacongressi. All’interno tutte le notizie e gli appuntamenti della più importante riunione dell’Obbedienza, che quest’anno celebrerà i tre secoli di Massoneria. Tante le iniziative messe in campo, mostre, dibattiti, presentazione di libri di argomento libero-muratorio. In apertura un servizio dedicato all’incontro di Aiello Calabro, al quale sabato 10 marzo hanno partecipato tantissimi fratelli ed esponenti della società civile che hanno espresso solidarietà al Grande Oriente, dopo il sequestro degli elenchi degli iscritti ordinato dalla Commissione Antimafia. Poi la conferenza stampa al Vascello, nel corso della quale il Gran Maestro ha annunciato battaglia contro l’iniziativa messa in atto nei confronti dell’Istituzione  e che ha definito “un atto arbitrario e intimidatorio”  e l’ultimatum lanciato alla Commissione. Spazio anche alle manifestazioni di solidarietà espresse al Goi da Tiziana Parenti, Paolo Guzzanti, Daniele Capezzone, Mauro Mellini. Segue un articolo dedicato al Vascello Letterario, che ha organizzato un incontro sul tema dell’emergenza degli Istituti di pena: al centro il libro a cura di Alessandro de’ Rossi “Non solo carcere” . Nella sezione La Riflessione, un contributo del professore Giovanni Greco. Tante infine le notizie, come sempre, relative alle belle iniziative della Comunione.
ALLEGATI

venerdì 24 marzo 2017

Il Rito di York domani a Gallipoli. Tiziano Busca presenta Massimo Agostini, Mauro Cascio, Nuccio Puglisi



Il comunicato del Grande Oriente di Francia a seguito dell'aggressione subita dal suo Gran Maestro


Invito alla 373a Tornata della Loggia Heredom 1224 - Venerdì 31 Marzo 2017



Carissimo Signore e Fratello,


Sei cordialmente invitato a partecipare alla 373a Tornata di questa Loggia che si terrà presso il Tempio n° 2 della Casa dei Liberi Muratori di Piazza Indipendenza 1 a Cagliari, il prossimo Venerdì 31 Marzo 2017, alle ore 19,30 per le ore 20.00.

Durante questa Tornata verrà celebrata la Cerimonia di Passaggio al Grado di Compagno di Mestiere Libero Muratore del Fr. G.F.

Scarica l'Agenda dei Lavori dall'area Riservata.

Su comando del Maestro Venerabile.

Sinceramente e Fraternamente

Fr. B.L.,
Segretario

The Shriners Emblem

The emblem on the front of the fez, the crescent and scimitar, is an important part of the fraternity’s theme, and is representative of the characteristics embodied by the Shriners. 
The scimitar stands for the backbone of the fraternity, its members. 
The two claws are for the Shriners fraternity and its philanthropy. 
The sphinx stands for the governing body of the Shriners. 
The five-pointed star represents the thousands of children helped by the philanthropy each year. 
The emblem also bears the phrase “Robur et Furor,” which means “Strength and Fury.”

Il Grande Oriente d'Italia alla commemorazione delle Fosse Ardeatine





Questa mattina il Gran Maestro Stefano Bisi, accompagnato da una numerosa delegazione di Fratelli delle Logge del Grande Oriente d'Italia, ha commemorato l'anniversario delle Fosse Ardeatine dove hanno perso la vita molti Massoni.

Brindisi. Al via il 1° Premio “Regina Viarum” per le terze classi della scuola secondaria | newⓈpam.it


BRINDISI – L’associazione “R.L. Regina Viarum” di Brindisi, con il patrocinio ed il contributo finanziario del Collegio dei Maestri Venerabili della Puglia, istituisce il primo concorso per l’attribuzione del premio “Regina Viarum”, diretto agli studenti iscritti nel corrente a.s. 2016/17 al III anno delle scuole secondarie di primo grado del Comune di Brindisi, avente quale scopo e finalità il conferimento di tre borse di studio, del valore complessivo di € 1.800,00 (milleottocento/00), per l’acquisto di libri e materiale didattico, in vista dell’iscrizione degli alunni ad istituti di istruzione superiore.
Il progetto si propone l’obiettivo di avvicinare i giovani studenti del nostro territorio ai valori che caratterizzano l’operato del Grande Oriente d’Italia e che costituiscono il fondamento della Massoneria Universale: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza e Tolleranza.
Ispirandosi al primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”, la prova consisterà nello svolgimento del seguente tema “I Doveri dell’Uomo ed i Diritti dell’Umanità”.
I premi saranno consegnati durante una cerimonia pubblica, che si svolgerà in luogo e data che saranno comunicati a cura della associazione promotrice, alla quale saranno invitati tutti i partecipanti e le rispettive famiglie.
Il bando completo è disponibile presso le segreterie degli istituti comprensivi interessati.
newⓈpam.it 24 marzo 2017

La guerra tra don Ciotti e la massoneria | Il Tempo


Vertici del Grande Oriente disorientati. Il sacerdote li accomuna alla ‘ndrangheta. Il Gran Maestro: “Le nostre associazioni filantropiche collaborano con la Chiesa” (articolo di Dimitri Buffa)

I massoni sono filantropi, che hanno aiutato anche le strutture di recupero gestite dalle cooperative del giro di Don Ciotti, o sono dei paramafiosi? Tra il Grande oriente d’Italia e don Luigi Ciotti si è aperta una polemica dopo le parole proferite dal fondatore di «Libera» a Locri nel corso della giornata dedicata alle vittime delle mafie. In particolare il Gran Maestro Stefano Bisi, a capo del Goi, è stato molto colpito da dichiarazioni sentite più volte al tg di Sky: «Oggi ci sentiamo tutti calabresi e sbirri. Siamo qui per sostenere e valorizzare quella Calabria che non accetta di essere identificata con la ‘ndrangheta, la massoneria e la corruzione». «E che c’entra la nostra istituzione con la mafia e la corruzione? – insorge Bisi che ieri ha anche emesso un comunicato per stigmatizzare questa paradossale situazione – anche noi abbiamo vittime della criminalità organizzata da commemorare, ad esempio il padre del nostro fratello Antonio Salsone, agente di custodia ucciso dalla ‘ndrangheta negli anni ’80». Bisi che ha polemicamente invitato Don Ciotti a «fare pace» e a recarsi a commemorare i 19 massoni uccisi dai tedeschi alle Fosse Ardeatine, ricorda anche i tempi, non lontani, in cui a don Ciotti e ai suoi uomini non faceva così orrore la massoneria. Tanto – dice Bisi – da accettarne aiuti di tipo filantropico per le proprie associazioni, specie a Torino. «È il caso della associazione “la Ragnatela” – dice il gran maestro aggiunto del Goi Sergio Rosso – guidata negli anni ’90 da Francesco Rocco, all’epoca stretto collaboratore di don Ciotti… per qualche anno gli vennero messi a disposizione gratuitamente i locali torinesi di una nostra filantropica para massonica per aiutare i ragazzi raccolti per strada nel loro percorso di recupero». «Ricordo che in un’occasione don Ciotti venne anche a cena da me per ringraziarmi – dice Rosso – e anche se all’epoca non ero ancora Gran Maestro ero pur sempre uno dei massoni più noti d’Italia avendo già fatto parte della giunta del Goi». E «Don Ciotti sapeva benissimo chi fossi», sostiene il gran maestro aggiunto Rosso, «anche se adesso fa quelle dichiarazioni a Locri».
«D’altronde non c’è nulla di male – ricorda ancora Rosso – noi massoni del Goi siamo anche un’istituzione con scopi filantropici. Che spesso ha collaborato con il mondo cattolico come tuttora facciamo con la nostra associazione paramassonica torinese che si chiama “Mammini” dove aiutiamo i poveri, proprio insieme a uomini di don Ciotti, e tra l’altro forniamo gratis le cure dentarie a 5 mila non abbienti ogni anno in quel di Torino e io credo che queste cose quelli di “libera” le conoscano benissimo». E allora? «Delle due l’una – argomenta il Gran Maestro Bisi che crede alla buonafede di Don Ciotti (invano contattato tramite la propria segreteria da chi scrive, ndr) – o noi siamo buoni e non meritiamo di essere accomunati alla mafia e alla corruzione, oppure siamo cattivi… ma allora tutte le associazioni della galassia di don Ciotti dovrebbero rifiutare i nostri aiuti. Come immagino farebbero se a mettere a disposizione beni e servizi fosse una qualche società riconducibile a mafiosi come Matteo Messina Denaro, magari per rifarsi una verginità».

Il Gran Maestro del Grande Oriente di Francia aggredito con un martello e cosparso di benzina


Il Gran Maestro del Grande Oriente di Francia (GOdF), Christophe Habas, 51 anni, è stato aggredito il Mercoledì 22 Marzo. 

L'aggressione è avvenuta intorno alle 23,20 in Rue Cadet, presso la sede del Grande Oriente di Francia mentre il Gran Maestro si dirigeva verso la fermata della metropolitana. 

Una donna di origine nordafricana, armata di un martello, si è scagliata su Christophe Habas gridando ripetutamente frasi antisemite.
  
Il Gran Maestro, caduto per terra, è stato cosparso di benzina dall'aggressore e, poi, salvato, dai passanti.



giovedì 23 marzo 2017

LA PREGHIERA DEI TEMPLARI, SALMO 133



Breve ed intenso, il Salmo 133 recita: “Come è bello e gioioso abitare, vivere da Fratelli la stessa casa”.
Quale il significato di questa preghiera?
Per capire fino in fondo il significato di questa preghiera, dobbiamo dentro di noi, creare dapprima il vero Silenzio interiore, neutralizzando le interferenze che ci derivano dalla frenesia della vita materiale. Trovata la pace interiore, dobbiamo far risuonare in noi tale preghiera attraverso il nostro respiro ed il nostro battito cardiaco, sentirla che avvolge tutto il nostro essere, sentirla risuonare nella nostra mente e nelle nostre membra, con gioia. Allora, a poco a poco, saremo in grado di aprirci all’ascolto dei significati sempre più profondi di questa straordinaria preghiera, che apre il nostro piccolo mondo materiale alla comprensione delle divine regole del Cosmo.
“Come è bello e gioioso abitare da fratelli la stessa casa” esprime – sul piano materiale – la gioia della vita fraterna di un ordine monastico militare, nel quale erano comuni il piatto dove si mangia, il mantello o la corazza – ricordiamo infatti che il Cavaliere non era proprietario di nulla, nemmeno delle sue vesti – e in cui, quindi, non crescevano sentimenti di divisione, di invidia o di ricerca di privilegi, in quanto accettare la Regola significava annullare ogni proprietà materiale, a vantaggio della vita comune.
“Come è bello e gioioso abitare da fratelli la stessa casa” esprime anche – sul piano psichico, dell’anima, la condivisione di valori di amore fraterno che superavano gli stessi confini della cristianità: dove la casa è il mondo, dove Fratelli sono non solo i Cristiani, ma tutti coloro che pregano un Dio dell’Amore: non a caso i Templari incoronarono Federico II di Svevia “Rex Mundi” per la visione di una Fratellanza Universale aperta al dialogo interreligioso con l’Islam; visione di cui l’Ordine del Tempio aveva via via acquisito sempre maggiore consapevolezza, sia attraverso la possente spinta trasmutatoria della Preghiera, sia attraverso processi di apprendimento dei grandi cicli astronomici dell’Universo, che pongono l’Ordine del Tempio su un Piano di consapevolezza che trascende addirittura l’Era Cristiana dei Pesci, per giungere ad una conoscenza universale ed universalista, che copre un arco temporale di almeno dodicimila anni, secondo insegnamenti molto antichi, ben noti a S. Bernardo di Chiaravalle, autore della Regola Templare di 72 articoli.
“Come è bello e gioioso abitare da fratelli la stessa casa” esprime infine – sul piano spirituale – quell’operazione di chirurgia spirituale che, in un Ordine come quello Templare in cui, per la prima volta si affianca al tradizionale voto monastico tripartito di obbedienza, castità e carità, tipicamente lunare, passivo, femminile, il voto dello “stare in armi”, tipicamente solare, attivo e maschile, impone di operare dentro di sé, dentro la propria compagine spirituale, la separazione di chi comanda da chi obbedisce.
Tale operazione di chirurgia spirituale è ben simboleggiata dal Sigillum consuetum dell’Ordine, che raffigura un cavallo sormontato da due Cavalieri. Dentro ciascuno di noi, dunque, è necessario separare un Io che comanda da un Io che obbedisce, il maschile dal femminile, affinché sia generato un Io nuovo, un Uomo risorto a nuova Luce divina, un Uomo Casa di Dio sulla Terra, in grado di comandare a sé stesso e quindi di trasformarsi, riprodursi in un Essere spirituale.
Ecco come dal proprio ascolto interiore, dall’Ascolto della Parola di Dio, ognuno di noi può maturare una consapevolezza superiore, attraverso la Preghiera, massima espressione di libertà dell’Uomo, che attraverso la Preghiera acquisisce quella conoscenza intuitiva che, a differenza dell’apprendimento razionale, diventa partecipazione diretta al Principio della Vita.
Il Vangelo di S. Giovanni inizia così: “In principio era la Parola; e la Parola era presso Dio; anzi, la Parola era Dio”. Anche secondo i cabalisti ebraici la Creazione è innanzitutto creazione del Linguaggio: Dio crea la Parola, le ventidue lettere dell’Alfabeto ebraico, archetipi, simboli dell’intero Universo: dalla combinazione delle lettere deriva tutto il Cosmo. Così l’Uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, attraverso la Parola crea la realtà ad immagine di Dio sulla Terra: la Preghiera è dunque lo strumento trasmutatorio attraverso il quale l’Uomo si fa Casa di Dio sulla Terra, si fa Tempio, e si avvicina alla comprensione del Principio stesso della Vita. La preghiera come squarcio di Luce nella vita materiale e terrena di tutti i giorni, che ci illumina di una Luce superiore, e ci fa capire – in ogni momento della giornata: dalla recita del Mattutino al Vespro, ma soprattutto prima della battaglia – a non avere paura della morte.
Infine, un passo del Vangelo di Tommaso: “Un giorno Gesù ci spiegò i segreti delle stelle. Era un mattino di primavera: dall’alto di un colle vedevamo nella pianura lontana sorgere il sole, là dove, all’orizzonte, ancora brillava una luminosa costellazione. “Passano le costellazioni” – disse Gesù – “dopo l’Ariete , i Pesci. E poi verrà l’Acquario, allora l’Uomo capirà che i morti sono vivi e che la morte non esiste”.

Massoneria e Politica in Toscana. Il nuovo libro di Monica Campagnoli e Gianmichele Galassi.


Gran Maestro Bisi a don Ciotti: “Le sue parole a Locri offendono la massoneria” | Il Dispaccio


Bisi Stefano“Le parole che ella ha pronunciato a Locri hanno profondamente offeso e indignato migliaia di liberi muratori e persone perbene che nulla hanno a che fare con le mafie che lei associa con disdicevole certezza e libera facilità d’espressione tout court alla Massoneria”. Lo scrive il gran maestro del Grande oriente d’Italia Stefano Bisi in una lettera aperta a don Luigi Ciotti. Martedì scorso, nel corso del suo intervento a Locri a conclusione della XXII Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie, don Ciotti aveva detto: “Siamo qui perché amiamo la vita, per sostenere quella Calabria che non accetta di essere identificata con la ‘ndrangheta, la massoneria, la corruzione”.”Le devo sinceramente dire – prosegue Bisi – che quella frase sulla massoneria accostata alla ‘ndrangheta, alla corruzione e all’illegalità mi ha personalmente ferito come uomo e come massone del Grande Oriente d’Italia, istituzione e scuola etica-iniziatica la cui storia e i cui meriti per l’affermazione della libertà, dei diritti dell’uomo, la nascita dello Stato Italiano e della Repubblica sono state ampiamente riconosciute e vivono nei valori e nella grande ed alta considerazione di tanti italiani non tutti appartenenti alla Libera Muratoria che lei ha messo sui roghi della più odiosa inquisizione. Sono deluso perché un simile affronto alla dignità ed alla lealtà di tanti uomini che affermano i principi di libertà, uguaglianza, fratellanza sia venuto da un prete, cioè da chi dovrebbe unire gli uomini, anche se hanno visioni diverse o divergenti, non soltanto per la sua missione spirituale”. I massoni, prosegue Bisi, “sono pronti a dare la vita per la cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro. Come sono pronti a combattere da sempre contro la malavita organizzata. Ha mai sentito qualcuno di noi attaccare la Chiesa di fronte ai numerosi e preoccupanti casi di pedofilia di tanti sacerdoti? Forse qualcuno ha chiesto le liste dei sacrestani calabresi di fronte all’indagine su un noto prelato coinvolto nelle inchieste di Reggio?”.