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venerdì 24 novembre 2017

Massoneria ed Europa.




Nel trecentesimo anniversario della nascita della Massoneria moderna, avvenuta a Londra il 24 giugno 1717, un gruppo di studiosi ripercorre la storia di una Istituzione le cui vicende sono intimamente connesse al divenire d'Europa e del Mondo. Dalla complessa questione delle origini della Massoneria al ruolo da essa svolto nelle grandi rivoluzioni dell'età moderna e nella fase culminante dell'affermazione della civiltà europea, dagli snodi cruciali dei rapporti col movimento operaio e socialista, della Grande Guerra e dell'avvento dei totalitarismi sino alle vicende più recenti, 300 anni di storia della Massoneria europea sono ripercorsi in un volume che approfondisce altresì i rapporti della Libera Muratoria con la Tradizione esoterica, con la cultura musicale e con le fedi religiose. Il tutto in pagine a cura di accademici e noti specialisti che coniugano il rigore dell'argomentazione critica con la linearità e la scioltezza della trattazione di un'opera che si rivolge non solo agli studiosi ma anche al vasto pubblico dei non specialisti. Bonanno editore.

Melchisedec: l’antico dei giorni senza genia


di Vincenzo Liguori




Melchisedec è sicuramente una figura di cui si potrebbe parlare praticamente all’infinito essendo tantissime le versioni e le interpretazioni che aleggiano su di essa.

I nostri dubbi iniziano già quando affrontiamo il problema dell’origine del nome.
Potrebbe significare e tradurre con “Il mio Re è Giustizia” secondo Genesi 14,18. Oppure “Re di Giustizia” che deriverebbe dal sanscrito “dharmaraja”.
Secondo altre teorie potrebbe significare “Il Re sarà giusto” oppure “Re giusto”, in questo caso avrebbe qualcosa in comune con la Cabalà quasi Melchisedec fosse un “Demiurgo” che aiuta a cercare gli angoli più reconditi della propria Anima o anche una sorta di sorvegliante della soglia.

Il suo nome è presente nell’Antico Testamento in Genesi 14,17,20 e nel Salmo 110 e, nel Nuovo Testamento, nella lettera agli Ebrei nei capitoli 5,6,10 in 6,20 e nel 7.

Di Lui parla anche Dante Alighieri nell’VIII Canto del Paradiso definendolo “il religioso” per antonomasia.
La sua figura è poi presente nella Cripta della Cattedrale di Anagni insieme a quella di Abramo. La scena testimonia la sottomissione di Abramo allorquando Melchisedec spezza il pane e versa il vino benedicendolo. Inoltre, su di una placca in rame smaltato che si conserva al Louvre di Parigi, Abramo riceve, dalle mani protette da guanti di Melchisedec, una grande Ostia bianca con impressa una Croce.
Nel De Civitate Dei Sant’Agostino asserisce che la benedizione di Melchisedec ad Abramo conferisce ad esso una sorta di promessa di una discendenza spirituale. «Una discendenza innumerevole non come i granelli di sabbia ma come le stelle del cielo. Parole con cui a me sembra piuttosto che sia promessa una posterità sublime a causa della felicità celeste».
Esiste, quindi, uno stretto legame tra Melchisedec ed il grande mistero dell’Eucarestia. Ulteriore prova di quanto affermato è nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma.
Nel mosaico egli è rappresentato mentre viene incontro ad Abramo offrendogli pane e vino.
In alto è presente una terza figura che, secondo alcuni è Cristo. A me piace pensare che sia, invece, l’Altissimo.
Si chiuderebbe cosi il cerchio in una continuità Dio-Melchisedec-Abramo.

Probabilmente Melchisedec non era Ebreo.
“Il suo nome appare nella Bibbia nell’Antico Testamento, Genesi 14,18 nei seguenti versi: 17 Quando Abram fu di ritorno, dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle di Save, cioè dei Re. 18 Intanto Melchisedec, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo 19 e benedisse Abramo con queste parole: “Sia benedetto Abramo dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra, 20 e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici”.
Nel Nuovo Testamento si dice che Gesù nell’ultima cena  “spezza il pane e versa il vino alla maniera di Melchisedec”; e nel Salmo 4: “Il Signore ha giurato e non si pentirà: Tu sei Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec”.

Gesù non è, quindi una reincarnazione di Melchisedec ma il Supremo lo ha inviato fra di noi per aiutarci a discernere  ciò che è buono da ciò che è cattivo.

Citiamo Ebrei: 7,1-4 “Questo Melchisedec infatti, Re di Salem, sacerdote del Dio Altissimo, andò incontro ad Abramo mentre ritornava dalla sconfitta del re e lo benedisse; a lui Abramo diede il decimo di ogni cosa.
Essendo senza padre e senza madre, senza genealogia, non avendo né principio di giorni né fine di vita, ma essendo stato reso simile al Figlio di Dio egli rimane sacerdote in perpetuo”.

Chi è, quindi, questa figura tanto importante a cui Abramo attribuisce il privilegio del riconoscimento delle decime e che, addirittura, benedice Abramo stesso? Leggiamo in Ebrei 7: «Ora, senza alcuna disputa, il minore è benedetto dal maggiore».
Ci troviamo, sicuramente, di fronte a qualcuno di rilievo visto che anche San Paolo, per innalzare la figura di Gesù, fa riferimenti alla sua persona.

Egli è Re di Salem, quindi Re di pace. Non vi è traccia delle sue origini e tutto è avvolto nel mistero.
Melchisedec era allo stesso tempo Re e Sacerdote eterno, come il Signore Gesù Cristo, per questo è scritto: “ma fatto simile al figlio di Dio, egli rimane sacerdote in eterno (Eb. 7:3).

A differenza di Gesù di lui non si conosce una genia. Non si ha notizia di una madre o di un padre. Egli appare in maniera repentina senza che si parli dei genitori. Tuttavia, in un manoscritto ritrovato in Etiopia, si attribuisce la maternità a Sopanima, donna ormai avanti negli anni e sterile e sposata con Nir figlio di Matusalemme e fratello di Noè. Si legge: «Sopanima è ormai vecchia, e pur avvicinandosi il giorno della sua morte, concepisce un bimbo nel suo utero. Nir, il sacerdote, non si è unito a lei da quando il Signore lo ha designato sacerdote davanti al popolo. Sopanima, accortasi della gravidanza, si vergogna, si sente umiliata. E fino al termine della gravidanza si nasconde». Essa, umiliata ed impaurita muore al cospetto del marito. Nir ed il fratello Noè scavano la fossa che accoglierà il cadavere ma al momento in cui vanno a prelevare la salma si accorgono di una stranezza: «Allora da solo nasce il bambino della morta Sopanima. Ha il corpo sviluppato come uno di tre anni. Parla già e  benedice il Signore. Il Sigillo sacerdotale appare sul suo petto. La sua apparenza è gloriosa! Viene chiamato Melchisedec, il Re vero».
Una notte a Nir appare il Signore che gli dice ”Nir, non posso sopportare oltre le grandi iniquità che state commettendo sulla terra. Perciò giungerà sulla terra la grande distruzione. Ogni vivente perirà. Non affliggerti, tuttavia per il bambino, egli non morirà insieme a quelli di questa generazione che saranno distrutti, ma diverrà il Grande Sacerdote Santo. Farò di Lui, Melchisedec, il Re giusto, il più grande di tutti”.

Cosa strana, però, il suo nome scompare o diventa molto raro nella storia futura della Chiesa, un po’ come accaduto con la Maddalena. Eppure egli è un personaggio straordinario, citato nella Bibbia, ma che poi non viene adorato, non viene fatto conoscere, non viene spiegato, si appalesa però come simbolo del “Sempre Veniente”.
Anche San Paolo quando parla di Gesù dice che è venuto come il Re Sacerdote Melchisedec e si comprende da questa affermazione che Melchisedec era come Gesù, era un altro Gesù, venuto migliaia di anni prima.
Come per gli indiani Krishna.

Nel manoscritto 11 Q 13/11 rinvenuto nella grotta 11 di Qumran, viene rivelato che dopo Melchisedec ci saranno altri dodici grandi sacerdoti che verranno al mondo sempre per opera di Dio ed in assenza di figura paterna.
Questo concepimento divino fa capo al fenomeno conosciuto come “Shekinà”, termine aramaico che può essere interpretato come “viene, penetra, trasforma”.
È in questo continuo e ciclico nel tempo manifestarsi sulla terra di esseri superiori, emanazione del Divino, che si realizza l’ordine sacerdotale di Melchisedec.
Con Melchisedec, quindi, ha inizio una linea Sacerdotale che si estrinsecherà con la stirpe di Davide.
I Re-Sacerdoti, per divenire tali erano soggetti ad una consacrazione mediante unzione: Salmo 45,8 «Dio, il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia».
L’unzione, quindi, con olio benedetto può significare ergere la persona scelta  ad un livello divino per decisione presa dall’Altissimo. Il prescelto sarebbe, quindi, un designato ed inviato da Dio sulla terra ed egli rappresenterebbe una energia trasmessa dal Cielo per realizzare la Sua volontà rappresentandolo fra gli uomini.
Il Re ed il Sacerdote sono “investiti” dall’anima del Grande architetto.
Nel portale di Rosslyn, Melchisedec ha in mano un Calice.
Nella cattedrale di Chartres, Melchisedec è raffigurato con sul petto, sostenuto dalla mano sinistra, un calice che rappresenta il sacro Graal, la discendenza divina, la discendenza dei Re Sacerdoti.
Infatti, la figura di Melchisedec è presente, insieme ad altri dieci personaggi ad ornare l’entrata centrale della porta nord  della Cattedrale di Chartres. La statua è insieme a quelle di Abramo, Mosè, Samuele, Davide, Isaia, Geremia, il vecchio Simeone, Giovanni Battista.
La sequenza inizia con la statua di Melchisedec che benedice Abramo e finisce con Pietro. Abbiamo già sottolineato come Paolo definisca Gesù “Sommo Sacerdote alla maniera di Melchisedec” infatti sia Melchisedec che Pietro hanno le mani sul Calice della Santa Cena.
Lo studioso Emile Màle, in merito al succedersi delle undici statue scrive: «Il misterioso Calice che appare all’inizio della storia nelle mani di Melchisedec, si ritrova in quelle di Pietro. In tal modo il ciclo si chiude. Ciascuno di questi personaggi è, quindi, una specie di Christophoro (portatore di Cristo) che si trasmettono di generazione in generazione il Segno misterioso».
Cosa rappresenta, quindi, il misterioso Calice?
Sappiamo che il Graal è stato descritto in molteplici modi.
Può essere una coppa, semplicemente una pietra, oppure una pietra in un calice. Prima di Cristo si identificava con un piatto o anche con un calderone.
A Chartres Melchisedec ha in mano  una coppa all’interno della quale c’è una pietra. Pietra Filosofale o la Manna? Oppure una gemma di grande valore?
Ci piace interpretare tale scena come una sorta di passaggio di un qualcosa di prezioso, altamente simbolico e immensamente misterioso in una sorta di 'staffetta' dinastica che si è verificata nei secoli nei successori del Sacerdote Melchisedec.
Sappiamo che, con l’avvento di Gesù Cristo, la successione dinastica di Melchisedec proseguì con il suo evolversi sempre con una discendenza maschile, mediante i Re Pescatori (Re Sacerdoti).
Approdiamo, quindi nella linea del Sangreal di Davide da alcuni chiamata 'famiglia del Graal'. Ma questo è uno spunto per altri approfondimenti!

Nel libro di Daniele al capitolo 7: 1-28, il profeta dice di aver visto, ancorché in sogno, una maestosa figura il cui “vestimento era bianco proprio come la neve, e i capelli della sua testa erano come lana pura”, che egli definisce come l’Antico dei Giorni.
Nel testo letterale è scritto: “l’antico dei giorni si sedette”.
Verrebbe da pensare che abbia visto Dio, ma sappiamo bene che così non potrebbe mai essere.
“Nessun uomo ha mai visto Dio”, dice infatti la Bibbia (Giovanni 1:18) - “Dio ha un aspetto così glorioso che nessuna creatura di carne e ossa potrebbe vederlo e continuare a vivere” (Esodo 33:20).
Andando avanti nel racconto un aiuto a comprendere chi esso sia, oltre il contesto, lo fornisce l’azione del sedersi, egli infatti si siede per amministrare giustizia.
Viene quindi spontaneo il pensare che esso sia non altro che Melchisedec, sacerdote in eterno e da sempre, in cui sin dal suo nascere nella notte dei tempi si incarna l’essenza della giustizia e della pace.
È stata già sottolineata l’impossibilità di vedere Dio.
L’Altissimo misterioso si manifesta e si appalesa, quindi, con le fattezze di un essere umano che possa risultare “capibile e riconoscibile” ai limitati sensi dell’uomo.
Melchisedec, perciò’, rappresenta quella che, nel Vecchio Testamento, è una TEOFANIA, cioè una manifestazione visibile dello Spirito invisibile di Dio.
L’Onnipotente, non potendosi svelare in modo diretto e tangibile, sceglie una rivelazione della Sua natura misteriosa, spesso incomprensibile all’uomo, creando una Teofania rappresentata, in questo caso, dal Sommo Sacerdote Melchisedec.
Egli è dunque il giudice massimo delle azioni dell’uomo.
Melchisedec non è altro se non il manifestarsi del divino, una delle sue manifestazioni nel tempo, non ha padre, non ha madre, ma la sua discendenza è una discendenza sacra e pura.

Accadde Oggi, nel 1826 nasce a Firenze il Fratello Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini, famoso in tutto il mondo come l'autore di Pinocchio.


giovedì 23 novembre 2017

Il 3 Dicembre a Milano "Son et Lumière. La Libera Muratoria incontra le arti". Evento conclusivo delle celebrazioni lombarde per i 300 anni della Massoneria moderna.






Al Conservatorio di Milano, il prossimo 3 dicembre, evento conclusivo delle celebrazioni lombarde per i 300 anni della Massoneria moderna: "Son et Lumière. La Libera Muratoria incontra le arti". Varie perfomance in programma.
Interviene il Gran Maestro Stefano Bisi che sarà intervistato da Alessandro Cecchi Paone.

mercoledì 22 novembre 2017

E’ online il numero di Erasmo di novembre 2017


E’ online il numero di Erasmo di novembre 2017. “Solidarietà e legalità” il titolo che sintetizza e sottolinea la mission nella quale è impegnato il Grande Oriente d’Italia con numerose iniziative, nella consapevolezza che il futuro si debba costruire tutti insieme e sulle basi solide delle colonne della fratellanza, continuando a difendere diritti e libertà conquistate. L’apertura è  dedicata all’incontro che si è tenuto a Reggio Calabria il 5 novembre “Sviluppo e produttività tra legalità e territorialità”. In primo piano anche il convegno organizzato a Bologna e incentrato sulla figura di Ugo Bassi, frate barnabita, patriota e libero muratore; la rievocazione a 100 anni dalla morte di Achille Ballori, il fratello martire ucciso da un uomo mentalmente instabile imbevuto di teorie complottista, allora come oggi tanto di moda; il dibattito su Chiesa e Massoneria, che a Siracusa ha visto confrontarsi i due Gran Maestri Aggiunti Sergio Rosso e Santi Fedele con Monsignor Maurizio Aliotta dell’Arcidiocesi della città siciliana e Monsignor Antonio Staglianò Vescovo di Noto. Nella sezione La Nostra Storia, l’evento che si è tenuto ad Ancona, che ha analizzato il ruolo che ebbe la Massoneria nella decisione dell’Italia di entrare in guerra, durante il primo conflitto mondiale. Tra gli eventi, per citarne alcuni  l’iniziativa di aprire per due weekend le porte della Casa Massonica di Genova, che ha riscosso grande successo di pubblico e mediatico e  la rilettura che di Platone hanno rifatto in chiave nuova alcuni studiosi nel corso di un incontro che si è tenuto a Bari. Tantissime come sempre e tutte di grande interesse le news sulle iniziative messe in campo dai fratelli degli Orienti d’Italia.
ALLEGATI

Son et Lumiere, Arti e Massoneria. Alessandro Cecchi Paone presenta al Conservatorio di Milano una serata di grande prestigio




Nell'ambito delle celebrazioni per i 300 anni della Massoneria si svolgerà a Milano, nella Sala Verdi del Conservatorio, un evento presentato da Alessandro Cecchi Paone intitolato "Son et Lumiere", con il concerto “Arpeinsieme” diretto dal Maestro Gianrosario Presutti, l'esibizione del baritono Franco Vassalli, accompagnato al piano dalla Prof.ssa Beatrice Benzi e l'esibizione di Walter Rolfo. Quello della musica con la Massoneria è un rapporto molto intenso, a partire dal musicista più noto di tutti, Mozart, che ai 'fratelli' dedicherà le pagine più belle delle sue ultime opere e un capolavoro immortale come Il flauto magico. Nel corso della serata Cecchi Paone intervisterà il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Stefano Bisi.

400 partecipanti ad Agrigento per un convegno del Grande Oriente d'Italia sull'emergenza immigrazione con il Gran Maestro Bisi.


Il 21 Novembre 1694, nasce a Parigi, l'illustre Fratello Voltaire, filosofo dell'lluminismo.


Il Gran Maestro Stefano Bisi. “C’è bisogno di noi, della Libera Muratoria, di un’organizzazione di uomini che cercano di fare del bene all’Umanità, migliorando in primo luogo se stessi”.


Dai ricoveri per i miseri agli Asili Notturni di Torino, il filo rosso della Solidarietà della Massoneria.


Gemellaggio tra gli Asili Notturni e i City Angels: una squadra vincente in seno alla comunità all'insegna della Solidarietà verso i bisognosi e gli emarginati.


Appuntamento con la storia: massoni e non affrontano il problema immigrazione/Unmondoditaliani


380 le persone presenti tra massoni e non massoni. Hanno tutti puntato verso una Coscienza universale che faccia comprendere quanto siano folli le divisioni, in razze ed etnie, i conflitti e le disuguaglianze. Stefano Bisi che ha richiamato tutti al dovere di essere presenti in questo momento che è un momento difficile, un momento in cui realmente c’è da riflettere su quanto discusso.
(UMDI – UNMONDODITALIANI) Sabato 18 Novembre nella città dei Templi si è tenuto l’appuntamento con “Il Grande Oriente d’Italia Giurisdizione Massonica di Palazzo Giustiniani“. L’evento, aperto al pubblico, ha accolto persone di spicco come il critico d’arte Paolo Battaglia, che vi ha assistito preso dalla gioia di incontrare il Ven.mo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, il Presidente del Collegio dei MM. VV. della Sicilia Antonino Recca, il giornalista Alessandro Cecchi Paone e, non ultima, la docente universitaria e antropologa Desirée Panger. Nella ricca cornice dell’Hotel Akrabello di Agrigento, sono convenuti massoni da tutta Italia unitamente al pubblico che ha potuto partecipare liberamente e senza vincoli d’ingresso, dando luogo ad una manifestazione degna di nota e di merito per il numero e la qualità dei partecipanti. 380 le persone presenti tra massoni e non massoni. Gli interventi a tema col titolo del convegno “La porta del Mediterraneo: Immigrazione ed integrazione”, hanno puntato tutti verso una Coscienza universale che faccia comprendere quanto siano folli le divisioni, in razze ed etnie, i conflitti e le disuguaglianze. “Un coraggioso afflato muova le nostre intelligenze verso più nobili principi di coesione universale” è la sintesi del lungo ed illuminate intervento del Gran Maestro Stefano Bisi che ha richiamato tutti al dovere di essere presenti in questo momento che è un momento difficile, un momento in cui realmente c’è da riflettere su quanto discusso, in modo profondo e molto serio.

Un po’ di storia..

La Massoneria del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani è un Ordine iniziatico i cui membri operano per l’elevazione morale e spirituale dell’uomo e dell’umana famiglia. Essa lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilità delle proprie opinioni religiose, ma nessuno può essere ammesso in Massoneria se prima non abbia dichiarato esplicitamente di credere nell’Essere Supremo. Ernesto Nathan, apprezzatissimo sindaco di Roma dal 1907 al 1913, lasciò un’impronta decisiva nella Massoneria italiana durante la sua gran maestranza. Con Nathan, il Grande Oriente d’Italia si trasferì nel 1901 nello storico Palazzo Giustiniani (ora residenza del Senato della Repubblica italiana), acquistato dal Grande Oriente dieci anni più tardi. Con l’ascesa al potere di Mussolini il Grande Oriente d’Italia non ebbe vita facile, e il 20 novembre del 1925, con l’approvazione al Senato della legge volta a disciplinare l’attività delle associazioni segrete, la ragione fu evidente: far tacere tutte le voci che ormai si opponevano apertamente al regime e alle limitazioni, sempre più forzate e violente, di libertà. Il Grande Oriente si piegò alla norma e il Gran Maestro Domizio Torrigiani, sciolse le logge per evitare ripercussioni. Palazzo Giustiniani, trascorsi due mesi, fu confiscato dallo Stato. Nel 1947 il Grande Oriente d’Italia rivendicò la proprietà del Palazzo con un atto di citazione nei confronti del Demanio dello Stato. Iniziò così un iter amministrativo irrisolto che portò all’abbandono forzato di Palazzo Giustiniani nel 1985. Da allora nessun Fratello, nessun Gran Maestro, in veste ufficiale, varcò la soglia della storica sede. Lo ha fatto il Gran Maestro Stefano Bisi il 29 ottobre 2014.

martedì 21 novembre 2017

In ricordo del Fratello Voltaire




«I piaceri sensuali passano e svaniscono in un batter d'occhio, ma l'amicizia tra noi, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l'incantesimo dell'anima, queste cose non periscono, non possono essere distrutte. Ti amerò fino alla morte».

Oggi nel 1694 nasceva il massone Voltaire.

Emergenza immigrazione, anche Cecchi Paone tra i massoni riuniti ad Agrigento - Agrigento Notizie

Emergenza immigrazione, anche Cecchi Paone tra i massoni riuniti ad Agrigento


Ben 380 le persone presenti tra massoni e non massoni. Tutti gli interventi si sono concentrati su “La porta del Mediterraneo: immigrazione ed integrazione”



Emergenza immigrazione, anche Cecchi Paone tra i massoni riuniti ad Agrigento
C'era anche il giornalista Alessandro Cecchi Paone tra i massoni riuniti ad Agrigento per discutere del problema immigrazione. 
Il Grande Oriente d’Italia Giurisdizione Massonica di Palazzo Giustiniani si è aperto al pubblico, ieri sera, nella città dei Templi. Fra loro anche il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese che vi ha assistito preso dalla gioia di incontrare il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, il presidente del Collegio della Sicilia Antonino Recca, il giornalista Alessandro Cecchi Paone e, non ultima, la docente universitaria e antropologa Desirée Pangerc.
Nella ricca cornice dell’Hotel Akrabello di Agrigento sono convenuti massoni da tutta Italia assieme al pubblico che ha potuto partecipare liberamente e senza vincoli d’ingresso, dando luogo ad una manifestazione degna di nota e di merito per il numero e la qualità dei partecipanti.
Emergenza immigrazione, anche Cecchi Paone tra i massoni riuniti ad Agrigento
Ben 380 le persone presenti tra massoni e non massoni. Gli interventi a tema col titolo del convegno “La porta del Mediterraneo: immigrazione ed integrazione”, hanno puntato tutti verso una coscienza universale che faccia comprendere quanto siano folli le divisioni, in razze ed etnie, i conflitti e le disuguaglianze. “Un coraggioso afflato muova le nostre intelligenze verso più nobili principi di coesione universale” è la sintesi del lungo intervento del Gran Maestro Stefano Bisi che ha richiamato tutti al dovere di essere presenti in questo momento che è un momento difficile, un momento in cui realmente c’è da riflettere. 


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Storia dell'Alchimia - Video



Una scienza esoterica da cui deriva la moderna chimica. L'oggetto di studio dell'Alchimia è la trasmutazione metallurgica al fine di convertire i metalli di base in oro puro. L'intero processo denota un'affascinate commistione tra simbolismo e filosofia, conferendogli un'aura sacra che rende l'alchimista una sorta di mago, un esperto di arti potenti quanto occulte, un conoscitore delle leggi arcane che regolano il mondo e i piani invisibili agli uomini comuni. Grandi menti ma anche ciarlatani appertenevano alla cerchia degli Alchimisti. Tutti concorrevano verso il traguardo ultimo di tale scienza: la creazinone della Pietra Filosofale. Una panacea capace di curare ogni malattia e fornire l'onniscienza al suo creatore. Di questi e molti altri aspetti sull'Alchimia tratta l'affascinante documentario che vi propongo. Buona visione.