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mercoledì 26 agosto 2015

Most Worshipful Grand Masters of Michigan: Alanson Partridge

da Masonic Times



Il Gran Maestro Stefano Bisi: “Il barbaro assassìnio a Palmira del professor Khaled Al Assaad è un attacco alla Cultura ed al cuore della Civiltà”



“Non ci sono più parole ormai per commentare la barbarie criminale dell’Isis. L’uccisione del professor Khaled Al Assaad è un attacco alla Cultura ed al cuore della Civiltà. Hanno voluto colpire un insigne studioso, l’angelo custode del sito archeologico di Palmira che è patrimonio dell’Umanità per colpire tutti noi. Ma non è cercando di cancellare la storia e i suoi simboli secolari o trucidando personalità come Al Assaad che questi disumani uomini neri del terrore potranno portare avanti il loro progetto di tirannia e di morte. Il Grande Oriente d’Italia partecipa al dolore della comunità internazionale e in base ai suoi principi universali di pace, dialogo e tolleranza si opporrà sempre a chi vuole riportare il mondo nel caos e confinarlo nella terra di mezzo dell’orrore”. Queste le parole del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi dopo la tragica notizia arrivata da Palmira e che ha provocato sdegno e rabbia nel mondo. Il Grande Oriente d’Italia con una nota era già intervenuto per sensibilizzare le coscienze nel momento in cui lo scorso mese di maggio le milizie dell’Isis avevano conquistato la zona di Palmira e si erano verificati i primi saccheggi del sito archeologico che dal 1980 è patrimonio dell’Unesco. Ecco cosa avevamo scritto il 22 maggio con il titolo Palmira: difendiamo tesoro dell’Umanità e simbolo della cultura universale: ”I luoghi del sapere rappresentano per noi massoni-costruttori un inestimabile tesoro dell’Umanità. Aver appreso che l’antica città siriana di Palmira è caduta nelle mani dei fanatici del terrore è motivo di sgomento per la barbara uccisione di soldati e civili e di grande apprensione per le sorti di quello che è considerato uno dei siti archeologici più importanti non solo del Medio Oriente. Palmira è dal 1980 città patrimonio dell’Unesco. È menzionata nella Bibbia come Tadmor, la città del deserto che fu fortificata da Salomone, ed è citata negli archivi dei re Assiri. Nell’antichità era uno dei punti di sosta per le grandi carovane che attraversavano il deserto. La cultura per noi è universale e Palmira è la cultura con il suo fiorente passato e ciò che è rimasto della città che ebbe un potente sviluppo nel periodo romano. Chi ha visitato il sito archeologico sa bene che quelle colonne hanno un valore immenso. Permettere di distruggerle sarebbe delittuoso per chi ha un solo obiettivo: eliminare tutti i grandi simboli della civiltà, cancellare la storia dell’uomo e dare vita al nero simbolo del terrore e della intolleranza. Noi massoni del Grande Oriente d’Italia invitiamo tutte le nazioni a impedire la distruzione di Palmira, vera e propria culla della civiltà, e il saccheggio delle preziose rovine romane. La convenzione del 1954 sulla protezione del patrimonio dell’Umanità durante i conflitti stabilisce che i siti archeologici non devono essere usati per scopi militari. Bisogna evitare che allo scempio perpetrato nelle assire Nimrud, Hatra e Ninive in Iraq, ora si aggiunga quello di Palmira. Il mondo non può perdere questo prezioso e straordinario scrigno che unisce il passato al presente”. Il professor Khaled Al Assaad ha cercato di farlo pagando con la propria vita. Tocca ora a tutti gli uomini far sì che il suo sacrificio non sia stato vano.

“Il dialogo per superare ogni confine”, Convegno a Lido di Camaiore il 28 agosto in ricordo del fratello Roberto Mei. Partecipa il Gran Maestro Stefano Bisi



Anche quest’anno si terrà a Lido di Camaiore il tradizionale incontro in ricordo del fratello Roberto Mei. L’iniziativa che si svolgerà venerdì 28 agosto alle ore 18.00 presso il ristorante “Villa Ariston” (Viale Cristoforo Colombo 660) avrà come tema “Il dialogo per superare ogni confine”. Alla serata parteciperanno il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi e il presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana Francesco Borgognoni. A conclusione dell’incontro, previsto alle ore 20.00, si svolgerà, sempre nella stessa location, l’Agape Bianca.

Equinozio di Autunno e XX Settembre 2015. Seguendo Dante, dedicate al Sommo Poeta le tradizionali celebrazioni di fine estate

 
“Seguendo Dante” è il titolo delle tradizionali celebrazioni del Grande Oriente d’Italia di fine estate che inaugurano, con l’Equinozio di Autunno, la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva e ricordano l’anniversario del XX Settembre, data storica della Breccia di Porta Pia del 1870. L’appuntamento è a Roma i prossimi 19 e 20 settembre. Nel 2015 i consueti festeggiamenti delle logge italiane sono dedicati a Dante Alighieri e ai suoi 750 anni di nascita che in questi mesi sono celebrati in tutto il mondo. Anche il Grande Oriente d’Italia partecipa, rendendo omaggio a una figura fondamentale della cultura universale perché il Sommo Poeta, con la sua opera artistica, continua ovunque a segnare il cammino delle idee. Fu esempio anche nel Risorgimento italiano: i padri della patria, ricordiamo Mazzini, lo definirono primo patriota e primo convinto europeista. Uno spirito più che mai vitale nella nostra epoca. Lume v’è dato a bene e a malizia, / e libero voler (Pg XVI 76) è il verso dantesco che farà da filo conduttore alla tavola rotonda, aperta al pubblico, in programma la mattina del 19 settembre, dalle ore 10:30 alle 13:00, a Villa Il Vascello, sede nazionale del Grande Oriente d’Italia. Il testo di Dante evidenzia le potenzialità dell’Uomo nella propria esistenza e le contraddizioni insite nella sua essenza. Antinomie, oggi, ancora poco superate e così gravi da richiedere molto impegno da parte di tutti, in ambito sociale, culturale, giuridico, politico ed economico. La precarietà dei nostri tempi, in tutte le sue manifestazioni, sarà perciò al centro del dibattito di esponenti della cultura e delle istituzioni che confronteranno le proprie esperienze, affidando al Gran Maestro Stefano Bisi le conclusioni. Le attività del pomeriggio, sempre al Vascello, avranno carattere interno e si potrà partecipare solo su invito. “Insieme nel Giardino della Fratellanza” è il titolo dell’incontro con il Gran Maestro e la Giunta in programma alle ore 16 che introdurrà le celebrazioni del tardo pomeriggio ancora dedicate a Dante. Con “Il Viaggio”, spettacolo di musica e parole, sarà tratteggiato il profilo di Dante Alighieri uomo e poeta con le esibizioni di Alfredo Altieri e Marco Feroci e gli intermezzi musicali del pianista Andrea Feroci che interpreterà brani di Beethoven e Liszt. Chiuderà la serata l’allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi. Il giorno successivo il Grande Oriente d’Italia ricorderà l’anniversario del XX Settembre 1870, “tappa fondamentale – si legge nel tradizionale Manifesto del Gran Maestro – sulla strada dell’evoluzione civile del nostro Paese”. L’appuntamento è alla Breccia di Porta Pia alle ore 15 per la deposizione di una corona di alloro ai piedi della targa che ricorda lo storico evento e, a seguire, il discorso commemorativo del Gran Maestro. Visualizza il programma dell’evento sul sito

LiberaMente Massoneria


Tre giorni per conoscere la Massoneria del Grande Oriente d’Italia attraverso incontri, dibattiti, conferenze e talk shows. In contemporanea una piccola fiera ed alcuni eventi sparsi per la cittadina offriranno l’occasione per visitare questo meraviglioso territorio che sa offrire un’eccellente selezione di prodotti tipici ed una ospitalità squisita… Fortunatamente, nel nostro Paese, esistono molti luoghi che per la loro storia richiamano alla mente personaggi, azioni, idee e principi, luoghi che sono capaci di regalare sensazioni ed atmosfere assai suggestive e ricche di emotività. Il piccolo e caratteristico centro di Radicofani, nel sud della provincia senese, durante il Medioevo è stato teatro di avvenimenti curiosi legati ad una figura tanto nota ai contemporanei quanto dimenticata ai giorni nostri, Messer Ghino di Tacco, ghibellino convinto, eroina del popolo, dannazione del potere guelfo e papale. La maggioranza di coloro che ricordano il nome di Ghino di Tacco al giorno d’oggi, lo collegano a Bettino Craxi che amava Radicofani e la sua storia, tanto da firmarsi con questo pseudonimo che, appunto, richiamava nello statista -che ne conosceva bene la biografia- un “personaggio condannato ingiustamente” e paladino di alcuni valori a lui assai graditi. Quest’uomo che molti definirono un Robin Hood, dopo esser fuggito dalla condanna capitale che colpì l’intera famiglia, conquistò la fortezza di Radicofani in modo da controllare il vicino tratto di Via Francigena (la romana Cassia) che tutti conosciamo per l’importanza rivestita nella viabilità dell’epoca, indomito assertore degli ideali ghibillini fece della roccaforte la base delle sue scorrerie che colpivano i ricchi viandanti che la percorrevano in viaggio da e per Roma. Ghino ebbe un momento di grande notorietà quando fu citato da Dante nella Commedia: « Quiv’era l’Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte » (Purgatorio VI, vv. 13-14) e, quando, Boccaccio lo dipinge come “brigante buono” raccontando la vicenda del sequestro dell’abate di Cluny, nella II novella del X giorno: “Ghino di Tacco piglia l’abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte di Roma, lui riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello Spedale”. Il Grande Oriente d’Italia ha scelto di promuovere una manifestazione, aperta al pubblico e focalizzata sulla conoscenza della Libera Muratoria, dal titolo “LiberaMente Massoneria” che intende presentarsi per quello che è in realtà, proprio in questo luogo suggestivo che oltre ad offrire la giusta ambientazione ricca di storia e significati è, ad oggi, un angolo incontaminato dov’è ancora possibile prendersi un momento di pausa per sé stessi. Riflettere, camminando nella pace del bosco iniziatico, sarà la giusta conclusione delle giornate dedicate all’apprendimento della storia e dei valori del mondo massonico, magari dopo aver assaporato i piatti genuini della tradizionale cucina locale e fatto due passi nel caratteristico ed accogliente borgo medievale. Infine, non può mancare una visita alla Fortezza che domina il panorama a 360 gradi con una vista mozzafiato sulla Val d’Orcia e la Val di Chiana: nelle giornate più tèrse è possibile vedere le montagne dell’Appenino fino a quelle in Abruzzo… Adesso non resta che partecipare. Leggi il programma completo sul sito.

La storia della Massoneria in Basilicata. Appuntamento a Matera l’11 settembre



Francesco Mario Pagano (1748-1799), autore del progetto di Costituzione della Repubblica napoletana. Cadde sul patibolo. Nel 1786 fu maestro venerabile della Loggia Philantropia di Napoli che abbandonò la dipendenza inglese. La storia della Massoneria in Basilicata sarà alla ribalta l’11 settembre a Matera nell’ambito di un incontro organizzato dal Grande Oriente d’Italia. L’appuntamento è a Palazzo Gattini Hotel, in piazza Duomo 13 alle 17. Nel corso del convegno si ricostruiranno le vicende della Libera Muratoria nella regione seguendone il cammino dalle origini fino ai giorni nostri in parallelo con il resto d’Italia, d’Europa e del mondo occidentale e attraverso una figura chiave, emblema di cultura e di modernità di questa terra del sud, quella di Mario Francesco Pagano, giurista, filosofo, politico e drammaturgo italiano, tra i massimi esponenti dell’Illuminismo, iniziatore della scuola storica napoletana del diritto, personaggio di spicco della Repubblica Partenopea del 1799. A lui, che si meritò l’appellativo di Platone di Napoli, si ispira la Massoneria lucana che ne tramanda il nome anche attraverso una delle sue logge. All’evento, al quale parteciperà il Gran Maestro Stefano Bisi, interverranno Livio De Luca, presidente del Collegio Circoscrizionale di Campania e Basilicata, Vittorio Prinzi e Tommaso Russo, autori del libro “La Massoneria in Basilicata dal decennio francese all’avvento del Fascismo”.

“La posa della prima pietra”, tornata in grado d’Apprendista delle logge aretine il 26 settembre a Monte S. Savino alla presenza del Gran Maestro Stefano Bisi

 

Grazie all’opera congiunta delle Officine degli Orienti delle Valli Aretine e con il patrocinio dei Collegi Circoscrizionali dei Maestri Venerabili della Toscana e dell’Umbria si rinnoverà anche quest’anno la festa in ricordo della “Posa della prima pietra” del Tempio di Salomone. L’importante tornata rituale in grado di Apprendista libero muratore si svolgerà sabato 26 settembre alle ore 9.30 presso il Village Crocodile (Uscita Autostrada A1 a dx – Via Culle) di Monte S.Savino (AR). E’ prevista la presenza del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi. Terrà il maglietto la Loggia Elia Coppi n° 930 all’Oriente di Cortona. Il programma, prevede alle 9.30 l’inizio dei lavori nel Tempio. Al termine della tornata, prevista per le 12.30, si svolgerà un’Agape Bianca nel ristorante “Da Domenico” di Monte San Savino.

“Il silenzio e la parola”, incontro-dibattito su Bent Parodi di Belsito il 28 agosto a Villa Piccolo. Sarà presentato il premio letterario alla memoria



“Il silenzio e la parola” è il titolo dell’incontro-dibattito su Bent Parodi di Belsito, promosso dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, nell’ambito del ciclo “Le Porte del Sacro – Ingressi di paesaggi 2015, che si terrà venerdì 28 agosto, dalle 18,30 a Villa Piccolo (Strada Statale 113, km. 109 Capo d’Orlando). Nel corso dell’incontro sarà presentato il premio letterario intitolato a Bent Parodi, giornalista, scrittore, studioso del mito e della Tradizione, che per venticinque anni, dal 1984 al 2009, ha presieduto fino alla sua morte, la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Palco aperto: interventi programmati di Claudio Saporetti, Anna Maria Corradini, Andrea Pruiti Ciarello, Alberto Samonà, Mauro Bonanno. L’incontro di Villa Piccolo sarà un’occasione per approfondire le fonti del pensiero di questo studioso e le analogie della sua visione con i sistemi filosofici orientali e occidentali, rivelando alcuni dati del tutto originali che emergono in merito ai suoi scritti. Fra questi, l’idea rivoluzionaria di un “esoterismo sociale” e il sogno di Parodi di una “aristocrazia dello spirito”, quale unione mistica di coloro che sono in cerca della verità. Bent Parodi è stato definito “l’ultimo dei Gattopardi siciliani” per provenienza familiare, frequentazioni e parentele (da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ai fratelli Casimiro e Lucio Piccolo), ma anche uno dei massimi studiosi italiani contemporanei dell’universo tradizionale e delle religioni. È stato per anni presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, filosofo, massone (E’ stato Grande Oratore Aggiunto del Grande Oriente d’Italia) e autore di numerosi libri, fra cui il romanzo “Il principe mago” incentrato sulla figura di Raniero Alliata e sul declino dell’aristocrazia siciliana nel secondo dopoguerra.

Italo Calvino, gli ideali politici e la massoneria



Italo Calvino si dimise dal Partito Comunista italiano con una lettera dall’incipit piatto e dimesso (“cari compagni, devo comunicarvi la mia decisione ponderata e dolorosa…”), pubblicata dall’Unità il 7 agosto 1957. Una bella biografia di Calvino. Scioltosi dal partito, Calvino cominciò a guardarsi alle spalle con spirito più sereno. E fece i primi conti con la memoria domestica, messa tra parentesi negli anni della militanza. Nel 1960 narrò la sua “infanzia sotto il fascismo”. Vi rievocò i genitori: “Non più giovani, scienziati, adoratori della natura, liberi pensatori, personalità diverse tra loro ed entrambe all’opposto dal clima del Paese”. Il padre di famiglia mazziniana repubblicana anticlericale massonica; la madre sarda, di famiglia laica, cresciuta nella religione del dovere civile e della scienza, socialista interventista nel 1915 ma con tenace fede pacifista. Marchiata da Antonio Gramsci quale “partito della borghesia”, la massoneria non era comunque il covo di reazionari condannato dalla Terza Internazionale comunista e annientata da tutti i regimi totalitari, se vi militavano, appunto, il padre e lo zio di Italo, Mario e Quirino Calvino, la cui schietta dimestichezza verso la povera gente metteva addirittura a disagio il futuro scrittore. Italo sognò con Eugenio Scalfari di dar vita a un “partito aristocratico-sociale” e poi al Mul, Movimento universitario liberale. Non sorprende che, con tali premesse, la sua “scelta del comunismo” non fosse affatto sorretta da motivazioni ideologiche e dovesse prima o poi fare i conti col grado di libertà effettivamente praticato nelle cellule, nelle federazioni, nel rapporto tra partito e società. L’antico casolare di Cadorso “con ancora la traccia sbiadita, sopra la porta, del simbolo massonico che i vecchi Calvino mettevano sulle loro case” (già, perché il padre e lo zio non erano i primi massoni della famiglia) dimostrava come a San Remo, del resto, la Libera Muratoria contava una tradizione gloriosa. Il 13 maggio 1874 – dicono i verbali di loggia scoperti e proposti da Luca Fucini e Roberto Colombo – dieci massoni sanremaschi già iscritti al Grande Oriente di Napoli, dettero vita alla “Liguria”. Il medico e floricoltore GioBernardo Calvino nella matricola del Grande Oriente d’Italia figurò al n. 1211 e poco oltre GioBatta Calvino (1194). La “Liguria” non fece molta strada malgrado vi bussassero decine di aspiranti massoni. Il 26 marzo 1900, come un quarto di secolo prima, dieci massoni alzarono le colonne di una nuova officina: la “Giuseppe Mazzini”. Erano, in gran parte, fratelli già attivi nella “Liguria”, compreso GioBernardo, di lì a poco raggiunto dai figli, Mario (matricola n. 13.414) e Quirino (n. 15.915). Vulcanico promotore della floricoltura, il 15 gennaio 1909 Mario Calvino salutò gli “amici” e gli “agricoltori” della sua terra e partì per il Messico, ov’era atteso da Porfirio Diaz, garante – assicurò – di “un grande avvenire di prosperità pel lavoro e pel capitale”. Rientrato in Italia per sposare Eva Mameli, assistente all’Università di Pavia, e passato dall’irrequieto Messico alla non meno turbolenta Cuba, Mario Calvino diresse la stazione sperimentale di agricoltura di Santiago di Las Vegas. Lì nacque Italo. Rientrato a San Remo proprio quando le Comunità libero muratorie vennero costrette ad autosciogliersi sotto la pressione del fascismo (1925), Mario collaborò col Duca degli Abruzzi quale consulente della Società Saccarifera Italo-Somala, viaggiando in Kenia, Libia, Rodi, Zanzibar. Libero docente nella Regia Università di Portici (Napoli) l’anno stesso della nascita del secondogenito Floriano, Mario Calvino conciliò il suo immutabile abito liberomuratorio con le realizzazioni sociali del “regime” che del resto si valeva in posizione eminente di Alberto Beneduce, già componente della Giunta di governo del Grande Oriente d’Italia ma chiamato da Mussolini alla guida dell’Iri. Italo nella lettera autobiografica in francese a Franco Maria Ricci per la straordinaria edizione dei Tarocchi (1970), scrisse: “Sono nato nel 1923 sotto un cielo in cui il Sole raggiante e il cupo Saturno erano ospiti dell’armoniosa Bilancia…”: la “volta celeste” dipinta sui soffitti delle logge. Neppure nei decenni perigliosi del fascismo i Calvino cancellarono i simboli massonici dall’ingresso delle loro case. E Libereso Guglielmi – al quale Mario confidò essere un trentatrè del Rito scozzese antico ed accettato – non fu certo il solo a sentir dire dal padre di Italo, mentre scendevano a San Giovanni con le gerle d’insalata e frutta, che la Massoneria è “una società libera che cerca di fare del bene a tutti. Una società di individui dove si tutela la libertà di pensiero”. Un legame, quello di Calvino con la massoneria, che fu comunque sempre negato dagli studiosi per non smentire il mito dello scrittore comunista, l’intellettuale pubblicato dalla progressista Einaudi. (Da cultura universale.blogspot.it) Fonti: – Aldo A. Mola, “Il Giornale”, 4 maggio 2000 – Erasmo Notizie, anno 2, n. 5, 15 maggio 2000

“L’alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la massoneria russa” di Raffaella Faggionato


Giovedì 22 ottobre a Casa Nathan – Centro Polifunzionale del Grande Oriente d’Italia a partire dalle ore 18 si terrà la presentazione del volume “L’alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la massoneria russa” di Raffaella Faggionato (Viella, 2015). «Bezuchov, lui è blu, blu scuro e rosso, ed è quadrato…». Cosa si cela dietro queste misteriose parole di Nataša Rostova, o dietro la strana allusione del principe Andrej Bolkonskij a dei guanti da donna? Qual è il significato della rinascita di Pierre sullo sfondo dell’incendio di Mosca del 1812? E da dove ha origine l’immagine di Platon Karataev, con la sua rotondità? Seguendo tracce e indizi disseminati nel testo di uno dei romanzi più letti al mondo, Raffaella Faggionato ci guida in un avvincente percorso a ritroso, alla scoperta di manoscritti, testi ermetici, rituali massonici – un materiale ricchissimo, tuttora sepolto negli archivi di Mosca, che ha nutrito l’immaginazione creativa di Tolstoj nei sette anni di gestazione di “Guerra e pace”. Aggirandoci nel laboratorio in cui hanno preso forma personaggi divenuti immortali, tra foglietti, appunti, varianti e brutte copie, scopriremo come sono cambiati l’impianto del romanzo e la tecnica narrativa dello scrittore sotto la suggestione del simbolismo massonico e del linguaggio delle scienze ermetiche. Una prospettiva nuova, che apre squarci imprevedibili sull’epoca e sugli uomini che l’hanno abitata e getta una diversa luce sulla controversa questione del rapporto di Tolstoj con il mondo della massoneria russa. Raffaella Faggionato insegna Lingua e letteratura russa all’Università di Udine. L’autrice ha intrapreso un’indagine sulla storia della massoneria russa che non è mai stata tentata in precedenza. La sua premessa è che l’illuminismo russo presenta caratteristiche peculiari, che impediscono l’applicazione del quadro interpretativo comunemente usato per la storia del pensiero occidentale. Si occupa di storia della massoneria e del rosacrocianesimo nella Russia settecentesca (argomento cui è dedicato il suo saggio A Rosicrucian Utopia in Eighteenth-Century Russia. The Masonic Circle of N.I. Novikov, Springer, 2005) e delle connessioni tra cultura massonico-rosacrociana e letteratura russa, in particolare nell’opera di Puškin e di Tolstoj. Intanto in Gran Bretagna, come è stato già anticipato nello scorso numero di “Erasmo notizie” la Bbc ha annunciato che il capolavoro letterario del grande scrittore russo diventerà una serie tv in sei puntate della durata ciascuna di un’ora che andranno in onda sull’emittente britannica e vedranno fra gli interpreti l’attrice italiana Greta Scacchi.

Convegno a Vigevano il 26 settembre su “Italia Multietnica e Multireligiosa: nuove realtà”



In occasione delle celebrazioni per il venticinquesimo anno della presenza della Libera Muratoria a Vigevano le tre logge cittadine “il Dovere”, “Obbedienza e Libertà” e “Sabato Giannitti-Viglebanum” organizzano una tavola rotonda, aperta anche ai profani, sugli attualissimi temi della convivenza in Italia tra le nuove etnie che sono giunte tra noi e le nuove realtà religiose che ci si presentano. Si tratta solo di nuove difficoltà oppure anche di nuove opportunità di conoscenza? Cosa divide e cosa unisce le nostre culture? Porteranno i loro contributi la professoressa Grazia Marchianò, esperta di storia delle religioni, il professor Domenico Devoti, psicologo delle religioni, la professoressa Maria Immacolata Macioti, sociologa delle religioni, ed il Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia, Claudio Bonvecchio. Modererà l’incontro Marco Gregoretti, giornalista. La storica e prestigiosa Sala della Cavallerizza del Castello di Vigevano ospiterà l’incontro che si terrà sabato 26 settembre 2015 alle ore 16.00.

martedì 18 agosto 2015

“Il dialogo per superare ogni confine”, Convegno a Lido di Camaiore il 28 agosto in ricordo del fratello Roberto Mei. Partecipa il Gran Maestro Stefano Bisi

 

Anche quest’anno si terrà a Lido di Camaiore il tradizionale incontro in ricordo del fratello Roberto Mei. L’iniziativa che si svolgerà venerdì 28 agosto alle ore 18.00 presso il ristorante “Villa Ariston” (Viale Cristoforo Colombo 660) avrà come tema “Il dialogo per superare ogni confine”. Alla serata parteciperanno il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi e il presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana Francesco Borgognoni. A conclusione dell’incontro, previsto alle ore 20.00, si svolgerà, sempre nella stessa location, l’Agape Bianca.
 

Equinozio di Autunno e XX Settembre 2015. Seguendo Dante, dedicate al Sommo Poeta le tradizionali celebrazioni di fine estate



“Seguendo Dante” è il titolo delle tradizionali celebrazioni del Grande Oriente d’Italia di fine estate che inaugurano, con l’Equinozio di Autunno, la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva e ricordano l’anniversario del XX Settembre, data storica della Breccia di Porta Pia del 1870. L’appuntamento è a Roma i prossimi 19 e 20 settembre. Nel 2015 i consueti festeggiamenti delle logge italiane sono dedicati a Dante Alighieri e ai suoi 750 anni di nascita che in questi mesi sono celebrati in tutto il mondo. Anche il Grande Oriente d’Italia partecipa, rendendo omaggio a una figura fondamentale della cultura universale perché il Sommo Poeta, con la sua opera artistica, continua ovunque a segnare il cammino delle idee. Fu esempio anche nel Risorgimento italiano: i padri della patria, ricordiamo Mazzini, lo definirono primo patriota e primo convinto europeista. Uno spirito più che mai vitale nella nostra epoca. Lume v’è dato a bene e a malizia, / e libero voler (Pg XVI 76) è il verso dantesco che farà da filo conduttore alla tavola rotonda, aperta al pubblico, in programma la mattina del 19 settembre, dalle ore 10:30 alle 13:00, a Villa Il Vascello, sede nazionale del Grande Oriente d’Italia. Il testo di Dante evidenzia le potenzialità dell’Uomo nella propria esistenza e le contraddizioni insite nella sua essenza. Antinomie, oggi, ancora poco superate e così gravi da richiedere molto impegno da parte di tutti, in ambito sociale, culturale, giuridico, politico ed economico. La precarietà dei nostri tempi, in tutte le sue manifestazioni, sarà perciò al centro del dibattito di esponenti della cultura e delle istituzioni che confronteranno le proprie esperienze, affidando al Gran Maestro Stefano Bisi le conclusioni. Le attività del pomeriggio, sempre al Vascello, avranno carattere interno e si potrà partecipare solo su invito. “Insieme nel Giardino della Fratellanza” è il titolo dell’incontro con il Gran Maestro e la Giunta in programma alle ore 16 che introdurrà le celebrazioni del tardo pomeriggio ancora dedicate a Dante. Con “Il Viaggio”, spettacolo di musica e parole, sarà tratteggiato il profilo di Dante Alighieri uomo e poeta con le esibizioni di Alfredo Altieri e Marco Feroci e gli intermezzi musicali del pianista Andrea Feroci che interpreterà brani di Beethoven e Liszt. Chiuderà la serata l’allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi. Il giorno successivo il Grande Oriente d’Italia ricorderà l’anniversario del XX Settembre 1870, “tappa fondamentale – si legge nel tradizionale Manifesto del Gran Maestro – sulla strada dell’evoluzione civile del nostro Paese”. L’appuntamento è alla Breccia di Porta Pia alle ore 15 per la deposizione di una corona di alloro ai piedi della targa che ricorda lo storico evento e, a seguire, il discorso commemorativo del Gran Maestro. Visualizza il programma dell’evento sul sito
 

Il sindaco di Prato Matteo Biffoni parteciperà a Roma alle celebrazioni del XX Settembre in programma a Villa il Vascello



(Il Tirreno) Sono sempre più cordiali i rapporti tra il sindaco di Prato, Matteo Biffoni e il Grande Oriente d’Italia, la più numerosa obbedienza massonica del paese con circa 22.000 membri, alcune decine dei quali vivono e lavorano a Prato. Dopo la visita, a suo modo storica, dello scorso 9 giugno, quando Biffoni, primo sindaco dei tempi recenti, varcò la soglia del Tempio di via Padre Pio da Pietralcina, sede della loggia “Meoni e Mazzoni”, la più grande di Prato (37 affiliati) e la seconda per anzianità in Italia, il primo cittadino si appresta a fare un salto di qualità: il prossimo 19 settembre parteciperà a Roma all’Equinozio d’autunno, in pratica l’apertura dell’anno massonico con la ripresa dei lavori delle Logge dopo la pausa estiva. Biffoni è stato invitato insieme al senatore Riccardo Nencini, sottosegretario ai Trasporti nel governo Renzi (l’anno scorso era toccato al deputato del Pd Ermete Realacci e al senatore forzista Lucio Malan). Una cosa impensabile fino a non molti anni fa, quando non pochi tra gli antenati politici di Biffoni vedevano la Massoneria come fumo negli occhi e quasi certamente avrebbero declinato l’invito. Un segno dei tempi, dunque, sia per il Partito democratico che per gli stessi liberi muratori, che sembrano puntare sempre di più, almeno a Prato, sulla strategia della trasparenza. Per recapitare l’invito all’Equinozio di autunno si è scomodato il Gran Maestro Stefano Bisi in persona, grazie ai buoni uffici di Francesco Borgognoni, presidente del Consiglio circoscrizionale dei grandi maestri della Toscana, che era stato tra i “registi” anche dell’incontro di giugno insieme a Massimo Taiti, maestro venerabile della “Meoni e Mazzoni”. Un paio di settimane fa il gran maestro Stefano Bisi è venuto a Prato da Roma per sondare il sindaco e ha ricevuto una risposta positiva. Dunque Buffoni parteciperà all’Equinozio d’autunno il 19 settembre a Villa Il Vascello, sede del Goi, un incontro dedicato al 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri, di cui i massoni hanno scelto una citazione dal XVI canto del Purgatorio legata al libero arbitrio (Lume v’ è dato a bene e a malizia, e libero voler). Il sindaco del Pd sarà chiamato a parlare della sua esperienza in una città con oltre cento etnie, dunque un tema che conosce bene, anche se è evidente che in questo caso la forma è sostanza e quel che conta è la presenza del sindaco all’apertura dell’anno massonico, più dell’analisi che Biffoni vorrà fare sui problemi dell’integrazione. L’evento prevede una sessione pubblica dalle 10,30 alle 13 (quella a cui prenderà parte il sindaco) che sarà seguita da una a porte chiuse. “Insieme nel Giardino della Fratellanza” è il titolo dell’incontro con il gran maestro e la Giunta in programma alle 16 che introdurrà le celebrazioni del tardo pomeriggio ancora dedicate a Dante. In realtà l’appuntamento di settembre è su due giorni, perché il 20 la Massoneria celebrerà l’ anniversario della breccia di Porta Pia, ma a quel punto il sindaco Buffoni sarà già tornato a Prato. La precedente visita al tempio della loggia “Meoni e Mazzoni”, pur essendo insolita, non ha creato particolari polemiche o discussioni in città. Sulla trasferta romana di Biffoni, però, saranno puntati molti più riflettori. Paolo Nencioni RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Templarismo e Massoneria, il convegno “Il cuore e la spada, l’ora delle scelte” a Castignano. Il Gran Maestro Stefano Bisi: “Una cavalleria dello spirito con valori ancora attuali da tramandare alle future generazioni”



Grande partecipazione a Castignano (AP) per il convegno “Il Cuore e La Spada: L’ora delle scelte” promosso dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili delle Marche che ha dato il via alla 26ª edizione di Templaria Festival. Un titolo suggestivo e spiritualmente significativo vista l’importanza ricoperta dal piccolo centro del Piceno uno dei presidi più importanti dell’Ordine Templare come crocevia dei crociati diretti a Gerusalemme. Presenti il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, Il Grande Oratore Claudio Bonvecchio, il Presidente del Collegio delle Marche Fabrizio Illuminati, Paolo Corallini e Fabrizio Bartoli rispettivamente Gran Priore e Alto dignitario dei Templari O.S.M.T.H., l’Ispettore generale del Rito Scozzese Antico e Accettato Francesco Tenella, Il Sindaco di Castignano Fabio Polini e il presidente della Proloco Giuseppe Benigni.“Il collegamento storico con i Templari è un argomento – ha detto Illuminati aprendo i lavori – che divide la massoneria in due correnti: quella inglese che data nel 1717 l’inizio della massoneria escludendo ogni altra teoria, e quella scozzese che vede i Templari sopravvissuti all’epurazione del 1313 unirsi all’esercito di Robert Bruce per poi confluire nella proto massoneria degli scalpellini e delle gilde di costruttori”. Illuminati ha poi ricordato come il discorso del cavaliere Ramsey abbia segnato la nascita dei sistemi alto graduali, anche se non venne mai pronunciato, scatenando le ire della chiesa fino alla scomunica da parte di Clemente XII. Il professor Claudio Bonvecchio (nella foto a destra) ha individuato nella crisi di spiritualità contemporanea la causa della diffusione dei nuovi ordini cavallereschi . “I Templari hanno dato uno slancio a questo fenomeno che fino al VII e VIII secolo era inteso come esclusivo strumento di guerra. Dopo l’anno mille si struttura in vero e proprio Ordine fino al 1400, quando diventa appannaggio dei nobili con l’introduzione delle staffe per i cavalli e del porta lancia. Il principio di eguaglianza si riflette nei rituali delineando l’appartenenza in base al merito e non alla classe sociale”. Bonvecchio ha ricordato la diffusione di miti cavallereschi, come quello di Re Artù riscontrabile da San Galgano a Glastombury, che si diffondono in tutta Europa sopratutto, quando la Chiesa si irrigidisce con l’emanazione di tutte quelle regole che limitarono la libertà umana. “Miti come S.Giorgio e il Drago e il ciclo del Santo Graal, danno la spinta – ha concluso il Grande Oratore – per ricercare la spiritualità nel nuovo esoterismo iniziatico. I Templari diventano simbolo di coraggio per la difesa della libertà e le assonanze con la Massoneria vanno al di là delle prove documentali”. Con la ricerca “Massoni e Templari: antichi confratelli?” presentata da Paolo Corallini e Fabrizio Bartoli il convegno è entrato nel vivo. “Nel 1049 un gruppo di cavalieri tornarono in Terra Santa sotto la protezione del Papa – ha spiegato Corallini – e per nove anni scavarono sotto il tempio di Gerusalemme. Tornarono in Europa. con un enorme bagaglio di conoscenze (il Graal) e negli anni successivi finanziarono la costruzione di 90 cattedrali gotiche all’interno delle quali scolpirono i loro segreti di pietra. In quel periodo tra il XII e il XIV secolo i Templari entrarono in contratto con la protomassoneria e furono inclusi nella loggia numero zero a Kilwinning nel 1140, la loggia madre della Scozia. La presenza di gradi Templari nel sistema alto graduale suffragherebbe questa teoria”. La presentazione multimediale illustrata da Fabrizio Bartoli ha ripercorso dieci anni di viaggi e di ricerche fatte con l’aiuto della Gran Loggia di Scozia e la collaborazione del Clan Sinclair: le tombe templari con simboli massonici, le corrispondenze dei mark mason, dai simboli della cappella Rosslyn fino al cuore imbalsamato di Robert Bruce nell’Abazia di Melrose e la sua tomba i simboli della squadra e del compasso. Una serie di prove che rafforzerebbero la tesi della ricerca ma che secondo Illuminati andrebbero verificate con estrema prudenza.Nel suo intervento programmato Francesco Tenella ha ripercorso la storia del Rito Scozzese Antico e Accettato dal suo sviluppo in Italia fino alla sopravvivenza durante la soppressone fascista, gli anni bui dell’omicidio Matteotti e la successiva rinascita con l’impegno politico fino i giorni nostri. Le conclusioni sono state affidate al Gran Maestro che ha parlato della cavalleria dello spirito. “Il compito più importante di chi oggi studia e divulga – ha detto Bisi – il pensiero e l’Opera Templare è quello di ricordare e tramandare, alle generazioni successive, un’eredità di valori ancora viva e attuale più che mai, in un tempo di grande decadimento, di tanti valori morali e spirituali, e soggiogato dall’imperante cultura dell’apparire e non dell’essere. I valori che hanno ispirato la vita dei templari, di questa Cavalleria dello Spirito, sono stati improntati alla lealtà, al coraggio, all’onestà, alla tolleranza, alla comprensione, all’amore. Una cavalleria che si prefiggeva anche la creazione di una civiltà multietnica sulla base della Tolleranza e del sincretismo religioso. Quella stessa missione che anche la Libera Muratoria persegue da secoli per il Bene dell’Umanità. L’uomo moderno ha smarrito la capacità templare di credere in se stesso, di lottare per un ideale ritenuto giusto e difendere sacrosanti diritti. E se gli antichi cavalieri si prefiggevano la difesa dei luoghi santi a Gerusalemme, come altrove, oggi coloro che si rifanno ai loro principi hanno da difendere con il cuore e con la spada, il Tempio dell’Uomo. Dobbiamo riuscire a fare riemergere dai profondi abissi del nostro essere, quella scintilla divina che è in ogni uomo. E allo stesso tempo, continuiamo ad onorare la memoria del templari nella nostra crescita interiore leggendo qualche volta in silenzio la loro Regola, un passaggio importante per la Conoscenza di ogni iniziato”.
 

Il 10 agosto sotto le stelle a Villa Basti-Ortona Agape logge “Fra’ Dolcino e Americo Bomba”



Le logge “Fra’ Dolcino” (1163) e “Americo Bomba” (1426) di Lanciano (Chieti) hanno impeccabilmente organizzato anche quest’anno l’ormai tradizionale agape estiva sotto le stelle che si è svolta a Villa Basti-Ortona il 10 agosto scorso. All’appuntamento che da tanti anni rappresenta un importante momento di incontro, di confronto, di riflessione e d’armonia hanno partecipato alcune centinaia di fratelli abruzzesi ai quali si sono aggiunti diversi fratelli provenienti da altre Circoscrizioni. Tutti i partecipanti hanno vissuto un’opportunità di crescita e di fraterna letizia vivendo tra storia, tradizioni e astronomia, una notte magica ed osservando l’evento delle Perseidi, la pioggia delle stelle cadenti. Alla volta celeste, custode dei nostri sogni possibili, i liberi muratori hanno affidato simbolicamente aspettative e speranze.
 

Agape d’Estate “Caprera” di Tempio Pausania Ricordato il fratello Simone Columbano



La loggia “Caprera” (893) di Tempio Pausania ha rinnovato la bella tradizione dell’agape bianca d’agosto. L’appuntamento, che è stato dedicato alla memoria del Fratello Simone Columbano, passato all’Oriente Eterno, si è svolto l’8 agosto ad Arzachena, in Costa Smeralda, a 20 minuti da Olbia. L’agape rappresenta da sempre l’idea di amore che parte dalla consapevolezza di appartenenza al tutto, dall’incontro tra i Fratelli in cui nasce il confronto e il cambiamento per la crescita della società e per la costruzione del nostro cammino comune. E’ con questo spirito che la “Caprera” estende annualmente il proprio invito ai partecipanti che sono sempre più numerosi nell’aderire all’importante evento. Crescente anche quest’anno il numero di Fratelli provenienti da tutta la penisola e dalla vicina Corsica con la presenza costante di numerosi Fratelli della Gran Loggia Nazionale di Francia.
 

“La posa della prima pietra”, tornata in grado d’Apprendista delle logge aretine il 26 settembre a Monte S. Savino alla presenza del Gran Maestro Stefano Bisi



Grazie all’opera congiunta delle Officine degli Orienti delle Valli Aretine e con il patrocinio dei Collegi Circoscrizionali dei Maestri Venerabili della Toscana e dell’Umbria si rinnoverà anche quest’anno la festa in ricordo della “Posa della prima pietra” del Tempio di Salomone. L’importante tornata rituale in grado di Apprendista libero muratore si svolgerà sabato 26 settembre alle ore 9.30 presso il Village Crocodile (Uscita Autostrada A1 a dx – Via Culle) di Monte S.Savino (AR). E’ prevista la presenza del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi. Terrà il maglietto la Loggia Elia Coppi n° 930 all’Oriente di Cortona. Il programma, prevede alle 9.30 l’inizio dei lavori nel Tempio. Al termine della tornata, prevista per le 12.30, si svolgerà un’Agape Bianca nel ristorante “Da Domenico” di Monte San Savino.
 

LiberaMente Massoneria



Tre giorni per conoscere la Massoneria del Grande Oriente d’Italia attraverso incontri, dibattiti, conferenze e talk shows. In contemporanea una piccola fiera ed alcuni eventi sparsi per la cittadina offriranno l’occasione per visitare questo meraviglioso territorio che sa offrire un’eccellente selezione di prodotti tipici ed una ospitalità squisita… Fortunatamente, nel nostro Paese, esistono molti luoghi che per la loro storia richiamano alla mente personaggi, azioni, idee e principi, luoghi che sono capaci di regalare sensazioni ed atmosfere assai suggestive e ricche di emotività. Il piccolo e caratteristico centro di Radicofani, nel sud della provincia senese, durante il Medioevo è stato teatro di avvenimenti curiosi legati ad una figura tanto nota ai contemporanei quanto dimenticata ai giorni nostri, Messer Ghino di Tacco, ghibellino convinto, eroina del popolo, dannazione del potere guelfo e papale. La maggioranza di coloro che ricordano il nome di Ghino di Tacco al giorno d’oggi, lo collegano a Bettino Craxi che amava Radicofani e la sua storia, tanto da firmarsi con questo pseudonimo che, appunto, richiamava nello statista -che ne conosceva bene la biografia- un “personaggio condannato ingiustamente” e paladino di alcuni valori a lui assai graditi. Quest’uomo che molti definirono un Robin Hood, dopo esser fuggito dalla condanna capitale che colpì l’intera famiglia, conquistò la fortezza di Radicofani in modo da controllare il vicino tratto di Via Francigena (la romana Cassia) che tutti conosciamo per l’importanza rivestita nella viabilità dell’epoca, indomito assertore degli ideali ghibillini fece della roccaforte la base delle sue scorrerie che colpivano i ricchi viandanti che la percorrevano in viaggio da e per Roma. Ghino ebbe un momento di grande notorietà quando fu citato da Dante nella Commedia: « Quiv’era l’Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte » (Purgatorio VI, vv. 13-14) e, quando, Boccaccio lo dipinge come “brigante buono” raccontando la vicenda del sequestro dell’abate di Cluny, nella II novella del X giorno: “Ghino di Tacco piglia l’abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte di Roma, lui riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello Spedale”. Il Grande Oriente d’Italia ha scelto di promuovere una manifestazione, aperta al pubblico e focalizzata sulla conoscenza della Libera Muratoria, dal titolo “LiberaMente Massoneria” che intende presentarsi per quello che è in realtà, proprio in questo luogo suggestivo che oltre ad offrire la giusta ambientazione ricca di storia e significati è, ad oggi, un angolo incontaminato dov’è ancora possibile prendersi un momento di pausa per sé stessi. Riflettere, camminando nella pace del bosco iniziatico, sarà la giusta conclusione delle giornate dedicate all’apprendimento della storia e dei valori del mondo massonico, magari dopo aver assaporato i piatti genuini della tradizionale cucina locale e fatto due passi nel caratteristico ed accogliente borgo medievale. Infine, non può mancare una visita alla Fortezza che domina il panorama a 360 gradi con una vista mozzafiato sulla Val d’Orcia e la Val di Chiana: nelle giornate più tèrse è possibile vedere le montagne dell’Appenino fino a quelle in Abruzzo… Adesso non resta che partecipare. Leggi il programma completo sul sito.
 

“Anatomia dei quadri di loggia nelle loro forme simboliche e allegoriche” di Percy John Harvey


Quadro di loggia del XVIII secolo “Anatomia dei quadri di loggia nelle loro forme simboliche e allegoriche” di Percy John Harvey (Edizioni Mediterranee, 2015) è il libro che il Servizio Biblioteca del Grande Oriente presenterà Il 12 ottobre a Roma alle 18,30. Vi parteciperanno il professor Bernardo Nante (Universidad del Salvador di Buenos Aires) e il Grande Oratore Claudio Bonvecchio. I relatori illustreranno le possibilità della tecnica dell’”Immaginazione attiva” applicata allo studio dei quadri di loggia. Il Quadro di Loggia è una modalità di descrizione del Rituale del grado mediante immagini; viene tracciato sul pavimento della Loggia oppure su un quadro che si pone a terra in occasione delle cerimonie. In questo libro l’autore analizza e spiega le relazioni esistenti tra i testi classici della massoneria e le immagini presenti in esso. Al di là della sua complessità e dei suoi significati, il Quadro di Loggia è l’elemento simbolico essenziale per tutti i riti massonici, una sorta di promemoria che riunisce i principali simboli del grado. In senso più tecnico si può aggiungere che, in virtù della sua forma grafica, il Quadro di Loggia è una rappresentazione sinottica della Loggia stessa. La sua rappresentazione permette di trasformare un locale ordinario o un Tempio massonico in una Loggia. La sua sola presenza, associata alle luci del rito, autorizza lo svolgimento dei Lavori della Loggia, e senza di esso non può esservi una cerimonia. Percy John Harvey, di origine e cultura franco-britannica, oltre ad occuparsi, come ingegnere, di sistemi di automazione in ambito aeronautico e spaziale, è appassionato di iconografia religiosa e di ermeneutica. In quest’opera egli espone le sue osservazioni e le riflessioni elaborate nel corso di un trentennio di pratica massonica. Claudio Bonvecchio è professore ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali, coordinatore del dottorato in Filosofia delle Scienze Sociali e Comunicazione Simbolica all’Università degli Studi dell’Insubria (Varese) e membro di numerosi comitati scientifici e di prestigiosi istituti di ricerca italiani e stranieri. Tra le sue pubblicazioni dedicate alla simbologia e al mito politico: Il sacro e la cavalleria (2005), Esoterismo e massoneria (2007), I viaggi dei filosofi (2008), La magia e il sacro (2010). Bernardo Nante insegna Filosofia della religione e Mitologia generale e comparata all’Universidad del Salvador di Buenos Aires. E’ presidente della Fundación Vocación Humana. Studioso delle relazioni tra filosofia, antropologia e religione, si è occupato in particolare delle fonti alchemiche del pensiero junghiano. E’ curatore dell’edizione in lingua spagnola di alcuni volumi delle opere di Jung e del Libro rosso.

Libri in valigia per l’estate


Le vacanze possono essere anche un momento di approfondimento e riflessione da dedicare alla lettura. Un romanzo e un saggio da non perdere… Maestro libero muratore. Manuale o avviamento ad uso degli iniziati al grado di Maestro di Gianmichele Galassi, 174 p., ill., brossura, Secreta Ed, 2015. “[…] Il saggio, in particolare, s’incentra sul tema dell’elevazione al Grado di Maestro proponendo, come già accennato, una serie di contenuti e di riflessioni che sono fondamentali per il percorso della Maestria. Tra questi, l’Autore si sofferma, oltre che sulla leggenda di Hiram, sul potere della Spada e quindi sul suo significato per il Terzo Grado, e ancor più sul Grande Architetto dell’Universo. Rispetto a quest’ultimo, centrale e fondamentale per ogni istituzione massonica, l’Autore fa riferimento a diversi modi d’intrepretarlo e, oltre alla significazione strettamente teologica, ne rileva quella simbolica e rituale. […] il saggio di Gianmichele Galassi è un valido strumento per poter acquisire nuove conoscenze e riflettere in modo diverso su altre che già si possiedono. […] Il saggio di Gianmichele Galassi offre queste opportunità e al contempo permette di avere una maggiore conoscenza di molti aspetti e in generale del significato esoterico-iniziatico del grado di Maestro e delle sue valenze culturali anche con riferimento al mondo umano.” Mariano Bianca (dalla Prefazione al testo) “Vibenna. Una saga etrusca” di Gerardo Lonardoni, 400 p., brossura, Bietti, 2012. «… alla morte di Tarquinio Prisco, grazie agli sforzi della regina (Tanaquil), Servio fu posto sul trono al posto del re, come se fosse una misura non definitiva, ma conservò il regno conquistato con l’inganno con tanta abilità, che sembrava lo avesse ottenuto in modo legittimo.» (Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 6.2.). Questo romanzo storico, pubblicato da Bietti editore, dà vita alla leggendaria vicenda romano-etrusca del VI Re di Roma, Servio Tullio. Ed è di quelli non solo che si leggono tutto d’un fiato, ma anche da annoverare tra i lavori di ricerca di un certo valore storico, su una vicenda ancora avvolta da mistero e sconosciuta al grande pubblico. Una storia che narra della fusione di due civiltà quale prolifico seme della futura “grandezza” di Roma e del suo sogno. Nelle pagine di Lonardoni è reso, con bella evidenza, l’innesto di cultura e costume etruschi nella giovane Urbe, il cui eterno successo è ascrivibile ad un insieme di fattori vincenti, molti dei quali ereditati dalle altre culture, prima fra tutte quella etrusca, ancora dominante all’epoca dei fatti narrati. I dettagli descrittivi, mai eccessivi, sono capaci poi di generare immagini vivide dei vari episodi, così da trasportare – letteralmente – il lettore nella dimensione socio-culturale dell’epoca. Infine, ma non per ultimo, sono evidenti e ricorrenti nel testo valori e principi che trasformano la vicenda in mito, ovvero quello che definirei l’esempio senza tempo che si rinnova e si ripete ciclicamente nella storia; numerose le citazioni di grandi verità e conoscenze antiche quali ad esempio: “L’uomo comune ha bisogno di dei e di signori, per sapere sempre qual è il suo compito; l’uomo superiore ne fa a meno ed è legge a se stesso” (p. 375). Fra le righe del libro, a ben guardare, si può individuare una sorta di cammino iniziatico che conduce il rude e grossolano mercenario all’affinamento e consapevolezza necessari a divenire un leader, un condottiero, uno zilath ed, infine, un Re amato, seguito e soprattutto saggio. (G.G.)

Sorpresa, sempre più italiani chiedono di diventare massoni del Grande Oriente d’Italia


(L’Inkiesta) Con buona pace di complottisti e cospirazionisti vari, i massoni d’Italia si aprono al grande pubblico. La parola d’ordine è trasparenza. Due settimane fa il Grande Oriente d’Italia ha inaugurato un nuovo sito internet. Per accedere a contenuti un tempo appannaggio di pochi eletti, adesso ai profani basta navigare in rete. «Ci siamo modernizzati» ammette Stefano Bisi. Il merito è anche suo. Il giornalista senese è stato eletto un anno e mezzo fa il Gran Maestro della principale comunione massonica italiana. E la novità è sorprendente: ormai gli italiani fanno la fila per entrare in loggia. «Abbiamo superato i 22.500 fratelli – racconta – il massimo storico mai raggiunto nella nostra storia»… Leggi l’articolo completo di Marco Sarti sul sito.

lunedì 17 agosto 2015

Most Worshipful Grand Masters of Michigan: Oliver L. Spaulding, MWGM



da Masonic Times

On The Level with Grand Master Russ Charvonia - Ep. 14



da Masonic Times

Journey in Stone - Looking Inward



da Masonic Times

Raul Arturo Gomez Mariscal (President of the Confederation of Regular Grand Lodges of Mexico) passed to the Eternal Lodge

On June 15, 2015, at 6 AM, Past Grand Master of the Grand Lodge of Baja California, Raul Arturo Gomez Mariscal, passed to the Eternal Lodge. Brother Gomez Mariscal was Chairman of the Confederation of Regular Grand Lodges of the United Mexican States, Sovereign Grand Inspector General of the Supreme Council for Mexico and member of the Commission of Regularity of the World Conference of Regular Grand Lodges.


da Masonic Times

Detroit's Masonic Temples



da Masonic Times

On The Level with Grand Master Russ Charvonia - Ep. 13



da Masonic Times

On The Level with Grand Master Russ Charvonia - Ep. 10




da Masonic Times

Romania hosted the III World Meeting of the Francophone Lodges

On 11-13 June 2015 took place the 3rd World Meeting of Francophone Lodges. The event was organized by Les Sages d'Heliopolis Lodge #53 of Bucharest (jurisdiction of the National Grand Lodge of Romania).



The world meeting was held at the Intercontinental Hotel in downtown Bucharest. On Thursday the organizers offered a cocktail reception for all Brethren attending the evetd. Friday was by two conferences: "Culture and Masonic esotericism" & "History and Society", and on Saturday was held a Masonic (ritualistic) meeting (at the Brâncovenesc Hall of the Parliament Palace) followed by a gala dinner. Saturday's event was attended by Grand Master Radu Balanescu, Executive Secretary of the World Conference of Regular Grand Lodges.


da Masonic Times

Masonic Press Agency: Serbia hosted the European Conference of Grand Masters

From 5 to 7 June 2015 took place the European Conference of Grand Masters, event organized by the Regular Grand Lodge of Serbia. On Friday evening was offered a reception and the conference began on Saturday morning. On Sunday took place the 47th Annual Communication of the Regular Grand Lodge of Serbia. The conference was attended, among others, by Peter Lowndes (Pro Grand Master of the United Grand Lodge of England), Radu Balanescu (Grand Master of the National Grand Lodge of Romania & Executive Secretary of the World Conference of Regular Grand Lodges), Jean Pierre Servel (French National Grand Lodge), Stefano Bisi (Grand Orient of Italy), Rudiger Templin (United Grand Lodges of Germany), Andrei Bogdanov (Grand Lodge of Russia), Alfonso Ortega (Grand Lodge of Spain) etc.



It was the largest and most important Masonic event ever organized in Serbia. The leaders of (regular) Freemasonry discussed about the contribution of Freemasonry to the development of humanity, generally speaking, and particularly in Europe.

Grand Master Ranko Vujacic was reelected, and at the Annual Communication which took place on Sunday were awarded medals for those Brethren who have contributed to the development of the Regular Grand Lodge of Serbia.


A few days earlier, the Masonic Academy of Serbia was inaugurated on June 1, 2015. The initiative belongs to the Regular Grand Lodge of Serbia headed by Grand Master Ranko Vujacic. The event was attended, among others, by Thomas Jackson (Honorary President of the Academy) and Rudiger Templin (Grand Master of Germany) who gave a lecture on: "Freemasons in civil society and their responsibility in the 21st century".


da Masonic Times

Masonic & European Union leaders (Frans Timmermans & Antonio Tajani) meeting | 2015


da Masonic Times

Religious and Masonic leaders will have a multilateral dialogue with the leaders of the European Union

On June 2, 2015 took place the meeting of the First Vice-President of the European Commission (Frans Timmermans) with the leaders of 7 European Masonic organizations and of 4 secular organizations. The discussions were focused on how we can live together respecting disagreements. Within the multilateral dialogue were reached topics such as freedom of expression, youth education, immigration and economic crisis.



The event was attended by Nieves BAYO GALLEGO (Spanish Symbolic Grand Lodge), Catherine Jeannin-NALTET (Women's Grand Lodge of France), Daniel KELLER (Grand Orient of France), Dimitrios LYBERIS (International Masonic Order DELPHI), Yvette RAMON (International Mixed Masonic Order HUMAN RIGHT), Tomasz SZMAGIER (Grand Orient of Poland) and Steven WARMOES (Grand Lodge of Belgium).

For the first time since this multilateral meeting is organized it was requested that the next meeting to be attend also by religious leaders during the same session with those of Freemasonry in Europe. According to the Masonic Press Agency, both First Vice-President of the European Commission (Frans Timmermans) and Vice President of the European Parliament (Antonio Tajani) agreed.


da Masonic Times

Steven P. Boring was elected Grand Master of the Grand Lodge of Florida

At the end of May the Grand Lodge of Florida announced that Steven P. Boring (Past Senior Grand Warden) was installed as Grand Master. He will be assisted by Stanley Hudson (Deputy Grand Master).



Steven P. Boring (born in Elizabethton, Tennessee) worked for 28 years at Florida Power Corporation and served in the Army National Guard in Florida for 36 years. He was initiated into Freemasonry in East Gate Lodge #355 in Clearwater, being raised to the sublime degree of Master Mason on December 23, 1974.

da Masonic Times

Templarismo e Massoneria, il convegno “Il cuore e la spada, l’ora delle scelte” a Castignano. Il Gran Maestro Bisi: “Una cavalleria dello spirito con valori ancora attuali da tramandare alle future generazioni”



“Il cuore e la spada, l’ora delle scelte”. Ecco il suggestivo e spiritualmente intenso titolo dell’importante convegno svoltosi a Castignano, incantevole borgo medievale della valle del Piceno, e promosso dal Collegio circoscrizionale della Marche del Grande Oriente d’Italia, con lo scopo di fare rivivere, ricordare ed attualizzare la storia, gli ideali ed i sublimi valori dell’Ordine dei Templari. I monaci-combattenti dai bianchi mantelli, hanno indicato una strada all’Uomo che gli iniziati, e la Massoneria, hanno sempre cercato di seguire e valorizzare. Un cammino fatto di principi, quali la tolleranza, il dialogo con le altre fedi, la difesa dei bisognosi, la cura degli indigenti, la bellissima ed utopica visione di creare una Fratellanza universale. I valori templari ancora oggi consentono all’uomo di elevarsi dalla materiale modernità dei tempi e di creare un ponte costruttivo fra passato e presente. Non è stato un caso che l’evento sia stato realizzato proprio a Castignano, uno dei comuni del Piceno che ha rappresentato uno dei presidi più importanti dell’Ordine Templare nell’Italia centrale, e che è sede di Templaria Festival, una bellissima rassegna di rievocazione storica medievale che quest’anno dopo Ferragosto festeggerà la sua 25esima edizione. Al tempo delle Crociate, Castignano è stato il crocevia dei Cavalieri nei loro viaggi verso Gerusalemme. I lavori del convegno voluto dalla Massoneria marchigiana si sono svolti nella Sala riunioni “Le Grotte” (Via Sante Scaramucci-Castignano) e si sono aperti con l’introduzione del presidente circoscrizionale del Grande Oriente, Fabrizio Illuminati. Il quale ha dato il benvenuto al Gran Maestro Stefano Bisi ed agli ospiti lasciando poi la parola a tanti qualificati relatori, specialisti su Templarismo e Massoneria. I temi toccati hanno affascinato il folto pubblico presente. Hanno portato il loro prezioso contributo al dibattito: il Grande Oratore del Goi, Claudio Bonvecchio che ha sviscerato a 360 gradi il rcastignano2 uolo della “Cavalleria nel Terzo Millennio”, Sebastiano Fusco che si è occupato di “Templari e tradizione iniziatica”, Fabrizio Bartoli, Paolo Corallini e Francesco Tenella che sono intervenuti sul tema: “Templari e Massoni: antichi confratelli?”. Le conclusioni sono state affidate al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani, Stefano Bisi che ha parlato di una Cavalleria dello Spirito. “Il compito più importante di chi oggi studia e divulga – ha detto il Gm – il pensiero e l’Opera Templare è quello di ricordare e soprattutto, tramandare e donare alle generazioni successive, un’eredità di valori ancora viva ed attuale, più che mai in un tempo di grande decadimento, per non dire di quasi totale scomparsa, di tanti valori morali e spirituali, e soggiogato dall’imperante cultura dell’apparire e non dell’essere. I valori che hanno ispirato la vita dei templari, di questa Cavalleria dello Spirito, sono stati improntati alla lealtà, al coraggio, all’onestà, alla tolleranza, alla comprensione, all’amore. Una cavalleria che si prefiggeva anche la creazione di una civiltà multietnica e fraterna sulla base della Tolleranza e del sincretismo religioso. Quella stessa missione che anche la Libera Muratoria persegue da secoli per il Bene dell’Umanità. L’uomo moderno ha smarrito la capacità templare di credere in se stesso, di lottare per un ideale ritenuto giusto e difendere sacrosanti diritti. E se gli antichi cavalieri si prefiggevano la difesa dei luoghi santi a Gerusalemme, come altrove, oggi coloro che si rifanno ai loro principi hanno da difendere con il cuore e con la spada, il Tempio dell’Uomo. Bisogna, quindi, continuare a cercare la rivalutazione dell’essere, dei suoi valori, della sua bellezza interiore. Dobbiamo riuscire a fare riemergere dai profondi abissi del nostro essere, quella scintilla divina che è in ogni uomo. E allo stesso tempo, continuiamo ad onorare la memoria del templari nella nostra crescita interiore leggendo qualche volta in silenzio la loro Regola, un passaggio importante per la Conoscenza di ogni iniziato”.
 

“Il dialogo per superare ogni confine”, Convegno a Lido di Camaiore il 28 agosto in ricordo del fratello Roberto Mei. Partecipa il Gran Maestro Stefano Bisi



Anche quest’anno si terrà a Lido di Camaiore il tradizionale incontro in ricordo del fratello Roberto Mei. L’iniziativa che si svolgerà venerdì 28 agosto alle ore 18.00 presso il ristorante “Villa Ariston” (Viale Cristoforo Colombo 660) avrà come tema “Il dialogo per superare ogni confine”. Alla serata parteciperanno il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi e il presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana Francesco Borgognoni. A conclusione dell’incontro, previsto alle ore 20.00, si svolgerà, sempre nella stessa location, l’Agape Bianca.
 

Sorpresa, sempre più italiani chiedono di diventare massoni del Grande Oriente d’Italia



(L’Inkiesta) Con buona pace di complottisti e cospirazionisti vari, i massoni d’Italia si aprono al grande pubblico. La parola d’ordine è trasparenza. Due settimane fa il Grande Oriente d’Italia ha inaugurato un nuovo sito internet. Per accedere a contenuti un tempo appannaggio di pochi eletti, adesso ai profani basta navigare in rete. «Ci siamo modernizzati» ammette Stefano Bisi. Il merito è anche suo. Il giornalista senese è stato eletto un anno e mezzo fa il Gran Maestro della principale comunione massonica italiana. E la novità è sorprendente: ormai gli italiani fanno la fila per entrare in loggia. «Abbiamo superato i 22.500 fratelli – racconta – il massimo storico mai raggiunto nella nostra storia»… Leggi l’articolo completo di Marco Sarti sul sito.
 

Equinozio di Autunno e XX Settembre 2015. Seguendo Dante, dedicate al Sommo Poeta le tradizionali celebrazioni di fine estate



“Seguendo Dante” è il titolo delle tradizionali celebrazioni del Grande Oriente d’Italia di fine estate che inaugurano, con l’Equinozio di Autunno, la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva e ricordano l’anniversario del XX Settembre, data storica della Breccia di Porta Pia del 1870. L’appuntamento è a Roma i prossimi 19 e 20 settembre. Nel 2015 i consueti festeggiamenti delle logge italiane sono dedicati a Dante Alighieri e ai suoi 750 anni di nascita che in questi mesi sono celebrati in tutto il mondo. Anche il Grande Oriente d’Italia partecipa, rendendo omaggio a una figura fondamentale della cultura universale perché il Sommo Poeta, con la sua opera artistica, continua ovunque a segnare il cammino delle idee. Fu esempio anche nel Risorgimento italiano: i padri della patria, ricordiamo Mazzini, lo definirono primo patriota e primo convinto europeista. Uno spirito più che mai vitale nella nostra epoca. Lume v’è dato a bene e a malizia, / e libero voler (Pg XVI 76) è il verso dantesco che farà da filo conduttore alla tavola rotonda, aperta al pubblico, in programma la mattina del 19 settembre, dalle ore 10:30 alle 13:00, a Villa Il Vascello, sede nazionale del Grande Oriente d’Italia. Il testo di Dante evidenzia le potenzialità dell’Uomo nella propria esistenza e le contraddizioni insite nella sua essenza. Antinomie, oggi, ancora poco superate e così gravi da richiedere molto impegno da parte di tutti, in ambito sociale, culturale, giuridico, politico ed economico. La precarietà dei nostri tempi, in tutte le sue manifestazioni, sarà perciò al centro del dibattito di esponenti della cultura e delle istituzioni che confronteranno le proprie esperienze, affidando al Gran Maestro Stefano Bisi le conclusioni. Le attività del pomeriggio, sempre al Vascello, avranno carattere interno e si potrà partecipare solo su invito. “Insieme nel Giardino della Fratellanza” è il titolo dell’incontro con il Gran Maestro e la Giunta in programma alle ore 16 che introdurrà le celebrazioni del tardo pomeriggio ancora dedicate a Dante. Con “Il Viaggio”, spettacolo di musica e parole, sarà tratteggiato il profilo di Dante Alighieri uomo e poeta con le esibizioni di Alfredo Altieri e Marco Feroci e gli intermezzi musicali del pianista Andrea Feroci che interpreterà brani di Beethoven e Liszt. Chiuderà la serata l’allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi. Il giorno successivo il Grande Oriente d’Italia ricorderà l’anniversario del XX Settembre 1870, “tappa fondamentale – si legge nel tradizionale Manifesto del Gran Maestro – sulla strada dell’evoluzione civile del nostro Paese”. L’appuntamento è alla Breccia di Porta Pia alle ore 15 per la deposizione di una corona di alloro ai piedi della targa che ricorda lo storico evento e, a seguire, il discorso commemorativo del Gran Maestro. Visualizza il programma dell’evento sul sito
 

LiberaMente Massoneria



Tre giorni per conoscere la Massoneria del Grande Oriente d’Italia attraverso incontri, dibattiti, conferenze e talk shows. In contemporanea una piccola fiera ed alcuni eventi sparsi per la cittadina offriranno l’occasione per visitare questo meraviglioso territorio che sa offrire un’eccellente selezione di prodotti tipici ed una ospitalità squisita… Fortunatamente, nel nostro Paese, esistono molti luoghi che per la loro storia richiamano alla mente personaggi, azioni, idee e principi, luoghi che sono capaci di regalare sensazioni ed atmosfere assai suggestive e ricche di emotività. Il piccolo e caratteristico centro di Radicofani, nel sud della provincia senese, durante il Medioevo è stato teatro di avvenimenti curiosi legati ad una figura tanto nota ai contemporanei quanto dimenticata ai giorni nostri, Messer Ghino di Tacco, ghibellino convinto, eroina del popolo, dannazione del potere guelfo e papale. La maggioranza di coloro che ricordano il nome di Ghino di Tacco al giorno d’oggi, lo collegano a Bettino Craxi che amava Radicofani e la sua storia, tanto da firmarsi con questo pseudonimo che, appunto, richiamava nello statista -che ne conosceva bene la biografia- un “personaggio condannato ingiustamente” e paladino di alcuni valori a lui assai graditi. Quest’uomo che molti definirono un Robin Hood, dopo esser fuggito dalla condanna capitale che colpì l’intera famiglia, conquistò la fortezza di Radicofani in modo da controllare il vicino tratto di Via Francigena (la romana Cassia) che tutti conosciamo per l’importanza rivestita nella viabilità dell’epoca, indomito assertore degli ideali ghibillini fece della roccaforte la base delle sue scorrerie che colpivano i ricchi viandanti che la percorrevano in viaggio da e per Roma. Ghino ebbe un momento di grande notorietà quando fu citato da Dante nella Commedia: « Quiv’era l’Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte » (Purgatorio VI, vv. 13-14) e, quando, Boccaccio lo dipinge come “brigante buono” raccontando la vicenda del sequestro dell’abate di Cluny, nella II novella del X giorno: “Ghino di Tacco piglia l’abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte di Roma, lui riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello Spedale”. Il Grande Oriente d’Italia ha scelto di promuovere una manifestazione, aperta al pubblico e focalizzata sulla conoscenza della Libera Muratoria, dal titolo “LiberaMente Massoneria” che intende presentarsi per quello che è in realtà, proprio in questo luogo suggestivo che oltre ad offrire la giusta ambientazione ricca di storia e significati è, ad oggi, un angolo incontaminato dov’è ancora possibile prendersi un momento di pausa per sé stessi. Riflettere, camminando nella pace del bosco iniziatico, sarà la giusta conclusione delle giornate dedicate all’apprendimento della storia e dei valori del mondo massonico, magari dopo aver assaporato i piatti genuini della tradizionale cucina locale e fatto due passi nel caratteristico ed accogliente borgo medievale. Infine, non può mancare una visita alla Fortezza che domina il panorama a 360 gradi con una vista mozzafiato sulla Val d’Orcia e la Val di Chiana: nelle giornate più tèrse è possibile vedere le montagne dell’Appenino fino a quelle in Abruzzo… Adesso non resta che partecipare. Leggi il programma completo sul sito.