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lunedì 1 febbraio 2016

Massoneria e storia d’Italia, Domenico Mondelli, Generale nero e libero muratore


Domenico Mondelli
Domenico Mondelli è stato a livello mondiale, il primo aviatore militare ad avere la pelle nera. Un primato che l’Italia non ha mai rivendicato, forse per non dover anche ricordare che, proprio questo giovane ufficiale, dopo aver combattuto in Libia e nella Grande Guerra, era stato discriminato dal fascismo che non accettava l’idea che un militare italiano nero potesse comandare un militare italiano bianco. E a nulla erano valse le due medaglie d’argento e le due medaglie di bronzo ottenute combattendo come aviatore, bersagliere e comandante di reparti d’assalto arrivando al grado di tenente colonnello. Di sicuro, Domenico Mondelli non è stato l’unico ufficiale italiano nero o meticcio ad essere discriminato dopo aver combattuto nella Grande Guerra. Ma, a differenza di altri, è stato l’unico a provare ad opporsi alle misure anti-neri adottate dal fascismo, nulla potendo, però, contro la legislazione razziale. Solo dopo la seconda guerra mondiale è riuscito a riprendere in quella carriera che il fascismo aveva bloccato, arrivando fino al grado di Generale di Corpo d’Armata-Ruolo d’Onore. Mondelli riprese anche l’attività massonica iniziata poco prima della Grande Guerra e interrotta durante la dittatura, a causa del regime antidemocratico, confermando una vera passione e una nota distintiva per gli ambienti dell’epoca. Entrato in Massoneria nel 1912 nella Loggia Stretta Osservanza di Palermo, nel 1919 raggiunse il grado di Maestro Libero Muratore. Nel secondo dopoguerra lo ritroviamo iscritto in una loggia di Roma, la “Domizio Torrigiani” sempre del Grande Oriente d’Italia.
La storia sommersa di Domenico Mondelli si manifesta grazie agli studi di Mauro Valeri, sociologo e psicoterapeuta, esperto di diversità culturali e attivista antirazzista, che ne ha fatto un libro. “Il Generale nero. Domenico Mondelli: bersagliere, aviatore e ardito” (Odradek Edizioni) racconta la storia di Ovaldi Selassi, questo è il nome originario, nato nel 1886 ad Asmara e che nel 1891 arriva in Italia con il colonnello parmense Attilio Mondelli che lo adotta. Le sue vicende sono completamente inedite e hanno qualcosa di straordinario perché raccontano le radici multietniche e multirazziali del nostro paese, come già Mauro Valeri ha fatto scrivendo altre storie, che nessuno ha mai considerato forse per non riflettere abbastanza sulle discriminazioni che cittadini italiani, neri e meticci, hanno subito. “Il Generale nero” è un libro di grande attualità che ci mette a confronto con il nostro passato e che ci offre l’occasione di fare una lettura critica del presente per declinare al meglio il futuro della nostra società.
Prossima presentazione del libro sarà a Parma il 5 febbraio (ore 18), nel Palazzo del Governatore (Piazza Garibaldi), alla presenza dell’autore. L’evento è organizzato da: Comune di Parma, Comitato di Parma dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Associazione Nazionale Arma di Cavalleria-sez. di Parma, con la collaborazione dell’Archivio Storico Comunale di Parma e del Servizio Biblioteche.