Loggia

Official Web Site

www.heredom1224.it

lunedì 21 agosto 2017

San Vito al Tagliamento. Tre secoli di Massoneria festeggiati sotto le stelle


In occasione dell’importante anniversario dei tre secoli della Massoneria, la loggia Paolo Sarpi di San Vito al Tagliamento (Pordenone), ha organizzato lo scorso 7 luglio una suggestiva tornata sotto le stelle dal titolo “Dopo trecento anni lottiamo ancora per il Libero Pensiero”, suggerito dal fratello Decano Nino Orlandi. La serata si è svolta nel parco di Villa Curtis Vadi in Cordovado, in provincia di Pordenone, ad una decina di chilometri dalla sede del Tempio della Sarpi, con apertura rituale alla presenza di oltre 70 fratelli provenienti da diverse regioni italiane e con la presenza di Orienti Esteri quali quelli di Francia, Olanda, Germania e Slovenia. Scomposti squadra e compasso, ha proseguito a Libro chiuso, permettendo ad un folto pubblico profano di circa 110 persone, composto da familiari ed invitati, di ascoltare la tavola a tema scritta dal fratello oratore del Collegio Massimo Tognolli. Un totale di 180 persone che sebbene si siano trovati, già durante il benvenuto del maestro Venerabile Daniele Franceschi, sotto una fastidiosa pioggerellina che è durata circa mezz’ora, non ha abbandonato un solo posto, tale era l’interesse per i temi affrontati. Serata che con vera alchimia tra terra, cielo, aria, fuoco e acqua – che da sempre è simbolo di purificazione -, si è conclusa con l’uscita di un arcobaleno a dare sfondo alla volta celeste che, una volta scese le tenebre, ha fatto uscire una bellissima luna rendendo la serata ancora più magica. Chiusi i lavori, un folto numero tra fratelli e gentili ospiti si è intrattenuto in una piacevole Agape bianca. (Stefano Cosma)

Sardegna. Convegno il 30 settembre dedicato all’altra metà del cielo


Nell’ambito delle iniziative culturali programmate dalla Commissione Cultura del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili per la Sardegna, il 30 settembre, con inizio alle ore 18,00,  si terrà in Cagliari, nella splendida cornice del Palazzo di Piazza Indipendenza 1, il convegno aperto al pubblico avente per tema: “La parte lunare o L’altra metà del Cielo. La Donna nelle diverse epoche storiche e sociali. La Donna oggi”. 
Sostenuto dal Collegio Circoscrizionale, il convegno è stato programmato in quattro atti (presentazione, proiezione del film “Agorà”, dibattito e convivio offerto ai partecipanti). La Commissione ritiene che il Convegno possa servire, oltre che per affermare una profonda valenza culturale posta in essere dall’Istituzione, anche per precisare l’orientamento universalistico della sua azione nel mondo profano, al di là di viete accuse ed improponibili insinuazioni.

Gramsci e la Massoneria. Appuntamento a Matera


A Palazzo Gattini sarà presentato il volume con l’unico discorso parlamentare del leader comunista. Fu tenuto contro la legge fascista che voleva abolire la Libera Muratoria

Appuntamento a Matera il 7 agosto alle 18 a Palazzo Gattini in piazza Duomo per la presentazione del libro “Gramsci e la Massoneria”. Il volume, edito da Tipheret, riporta l’intervento che il leader comunista tenne alla Camera durante il dibattito sulla legge contro la Massoneria. Era il 16 maggio del 1925 e fu l’unico da lui tenuto da parlamentare per denunciare la deriva liberticida del governo fascista. La legge, dal titolo lunghissimo, “Regolarizzazione dell’attività delle associazioni e dell’appartenenza alle medesime del personale dipendente dallo stato”, entrò in vigore sei mesi dopo e subito fu definita dagli stessi giornali fascisti, e così passata alla storia, come la “legge contro la massoneria” sebbene il termine “massoneria” non comparisse una sola volta nel testo varato.
Il Gran Maestro Stefano Bisi sarà tra i protagonisti dell’incontro a Palazzo Gattini per parlare di oggi alla luce della nuova ondata di intolleranza nei confronti della Massoneria. Recentemente sono stati presentati alla Camera due disegni di legge che ricalcano il dettato mussoliniano di quella legge che l’Italia non avrebbe più voluto ricordare. Ed è interessante mettere a confronto i testi, di ieri e di oggi, per capire il tenore del nuovo ostracismo verso l’istituzione massonica.
Ad Antonio Gramsci, gigante del Novecento italiano ed europeo, nell’ottantesimo anniversario della morte che ricorre quest’anno, il Grande Oriente d’Italia rende il merito di avere compreso, lucidamentequale possa essere il destino di un paese che non ha a cuore i diritti e le libertà di tutti.
Il convegno a Matera è aperto a tutti.

La scheda del libro “Gramsci e la Massoneria”

Circolare n. 4 del 14 aprile 1925 del Partito Nazionale Fascista. Anticipa la discussione alla Camera della legge sulle associazioni n. 2202 del 26 novembre 1925
A compimento di un’ininterrotta sequela di aggressioni e violenze contro uomini e sedi del Grande Oriente d’Italia, entrava in vigore il 26 novembre 1925 la legge sulla “Regolarizzazione dell’attività delle associazioni e dell’appartenenza alle medesime del personale dipendente dallo stato”, immediatamente definita dagli stessi giornali fascisti, e così passata alla storia, come la “legge contro la massoneria”. Prevedendo infatti il licenziamento degli impiegati civili e militari dello stato o di qualunque altra pubblica amministrazione “che appartengano, anche in qualità di semplice socio, ad associazioni, enti od istituti costituiti nel regno, o fuori, od operanti, anche solo in parte, in modo clandestino od occulto o i cui soci sono comunque vincolati dal segreto”, la legge rispondeva al deliberato proposito di infliggere un colpo mortale a un’istituzione ormai da tempo saldamente attestata sul versante dell’opposizione al governo Mussolini. Una legge le cui implicazioni illiberali sfuggirono allora a molti ma non a un osservatore dell’acume del deputato comunista Antonio Gramsci, il cui intervento alla Camera il 16 maggio 1925 costituì una lucida quanto coraggiosa denuncia della deriva liberticida che, con la messa in discussione del diritto d’associazione, si veniva a innescare. Prefazione di Stefano Bisi e introduzione di Santi Fedele.
Il libro è acquistabile anche on line sul sito dell’editore Tipheret.

Castelvetrano, il Gran Maestro Bisi intervistato da Castelvetranonews


Il Gran Maestro Stefano Bisi ai microfoni di Castelvetranonews in occasione di una sua visita proprio a Castelvetrano per un evento del Grande Oriente d’Italia organizzato il 22 luglio dalla loggia cittadina ‘Francisco Ferrer’ (908). Il giorno successivo il Gran Maestro ha tenuto una conferenza stampa. L’intervista è di Elio Indelicato.

Le rotte esoteriche, l’elemento acqua. A Lipari un convegno e il premio Libero Pensiero


“Le rotte esoteriche. L’elemento acqua” il tema al centro dell’incontro che si è tenuto a Lipari il 5 agosto, promosso dalla Eolia Cenacolo Culturale insieme  al Grande Oriente d’Italia. Al convegno moderato dal giornalista Angelo Di Rosa hanno partecipato come relatori il prof. Santi Fedele, il prof. Giovanni Randazzo e il sindaco di Lipari Marco Giorgianni, mentre le conclusioni sono state tracciate dal Gran Maestro Stefano Bisi, che ha dedicato il suo intervento alla Massoneria, che quest’anno celebra i suoi tre secoli di storia moderna  e ai principi di solidarietà cui si ispira. Al termine si è tenuta la cerimonia di  consegna del Premio Libero Pensiero.
Il riconoscimento alla carriera è andato al Gran Maestro Aggiunto Sergio Rosso, da decenni presidente e animatore degli Asili Notturni Umberto I, storico ente benemerito di Torino. Mentre il Premio Libero Pensiero 2017 è stato attribuito  ad Antonino Salsone, presidente del Collegio Circoscrizionale della Lombardia, che ha tracciato anche una riflessione su “libero pensiero quale antitesi alla mafia”.
La manifestazione si è avvalsa del patrocinio del Comune di Lipari e dalla Federalberghi delle Isole Eolie.

“Tre eventi verso i 50 anni…” della Loggia Sigismondo Arquer di Cagliari


“Tre eventi verso i cinquant’anni…”. Con tre appuntamenti culturali a cadenza annuale e aperti al pubblico, la loggia Sigismondo Arquer n. 709 di Cagliari si accinge a celebrare il 50esimo anniversario dell’elevazione delle sue colonne avvenuto il 12 settembre 1969. Gli incontri si terranno tutti nella Casa Massonica di piazza Indipendenza nel giorno stesso della ricorrenza e ruoteranno  intorno alla figura  del giurista e letterato sardo  condannato e giustiziato per eresia nel 1571. Il primo, concomitante anche con il 10° anniversario della fondazione del capitolo De Molay in Sardegna, si terrà il prossimo 12 settembre e si intitolerà  “Jacques De Molay e Sigismondo Arquer – Due uomini integerrimi, due roghi infami” e tratterà la figura di S.Arquer “storico” in parallelo a quella di J. De Molay. I successivi saranno: “Girolamo Savonarola e Sigismondo Arquer – Due processi senza prove e due condannati vittime del pregiudizio” e “Giordano Bruno e Sigismondo Arquer- Due fedeli credenti, due tristi destini”.
Il primo appuntamento il 12 settembre 2017
Saluto e benvenuto agli ospiti di GIOVANNI LOBINA, M.V. della R.L. Sigismondo Arquer n° 709 all’Oriente di Cagliari;
Saluto e benvenuto agli ospiti di NICOLA SULIS ex Maestro Consigliere del Capitolo “Militiae e templi” N° 62026 dell’ordine De Molay in Cagliari;
Saluto e benvenuto agli ospiti del dott. GIANCARLO CADDEO, Presidente del Collegio dei MM.VV. della Sardegna;
Saluto del Sindaco del Comune di Cagliari MASSIMO ZEDDA
RELAZIONE del prof. GIOVANNI MURGIA, docente di Storia Moderna presso ii Dipartimentto di Studi Storici, Geografici e Artistici della Facolta di Scienze della Formazione dell’Università di Cagliari – “Sigismondo Arquer e i conflitti cetuali nella Cagliari del Cinquecento”;
RELAZIONE del prof. MARIO CONETTI , docente di Cultura e linguaggi politici medievali presso ii Dipartimento di Diritto, Economia e Culture del corso di laurea in Scienze della Comunicazione, Università degli Studi dell’lnsubria (Varese), – “Jaques De Molay tra Storia e Mito”;
RELAZIONE della prof. MARIA TERESA ROSARIA LANERI, docente di Letteratura Latina Medievale e Umanistica presso ii Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari- “Sigismondo Arguer, storico”;
CHIUSURA DEi LAVORI del prof. CLAUDIO BONVECCHIO , professore ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali presso ii corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria (Varese) e Grande Oratore del Grande Oriente d’ltalia.
Buffet al piano terreno.

lunedì 31 luglio 2017

Le basi filosofiche della psicologia. Un convegno con Umberto Galimberti




Le basi Filosofiche della Psicologia. È il titolo di un convegno di professionisti della Consulenza filosofica che si terrà il prossimo autunno, il 21 e 22 ottobre, all'Hotel Concord di Torino. Il Convegno si pone come momento di riflessione ed analisi sulle radici filosofiche della psicologia e su come tra queste due discipline vi possa essere un reciproco completamento ed integrazione. Vi è tra Filosofia e Psicologia un proficuo rapporto di sinergia che gli interventi del convegno si propongono di evidenziare e discutere. Questo è infatti uno dei propositi fondamentali dell’ISFiPP che raccoglie i migliori esperti che si dedicano da tempo allo studio dei rapporti tra filosofia, psicologia e psichiatria... Interverranno Umberto Galimberti, Lodovico Berra (Sicof), Ferdinando Brancalone (Isue), Enzo Maria Risatti, Gianfranco Buffardi (Isue)

Da oggi in libreria l'Opus Chemicum del Trevisano


La copertina del libro (Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno)

Da oggi in libreria e negli store online una fantastica avventura dello Spirito. Un capolavoro del XV secolo, curato da Mauro Cascio, illustrato da Luigi Malgherini con la postfazione di Gabriele La Porta ed Egidio Senatore...
C'è qualcosa di folle che attraversa la storia dell'uomo, l'idea che ci sia qualcosa dietro la storia, che possiamo dare un nome alle cose ma che c'è qualcosa dietro le cose, che continuerà a sfuggirci. Si dice che esista una 'pietra' che ha il potere di mettere tutto in discussione, e l'errore degli alchimisti è stato proprio quello di cercarla. Perché il paradosso è che più la si cerca più si allontana l'oggetto della ricerca. Una rivoluzione che parte dal linguaggio, perché anche il linguaggio presuppone ci sia un soggetto e un oggetto, un 'homo faber', un 'artigiano', e una 'cosa' da fare. L'Opus Chemicum, presentata per la prima volta in italiano, ci dice e dà un metodo, ma è quello che potremo davvero fare nostro dopo aver capito che ricercatore, ricerca e cosa ricercata sono la stessa cosa.

Gabriele La Porta

Gramsci e la Massoneria. Convegno a Matera il 7 agosto


A Palazzo Gattini sarà presentato il volume con l’unico discorso parlamentare del leader comunista. Fu tenuto contro la legge fascista che voleva abolire la Libera Muratoria

Appuntamento a Matera il 7 agosto alle 18 a Palazzo Gattini in piazza Duomo per la presentazione del libro “Gramsci e la Massoneria”. Il volume, edito da Tipheret, riporta l’intervento che il leader comunista tenne alla Camera durante il dibattito sulla legge contro la Massoneria. Era il 16 maggio del 1925 e fu l’unico da lui tenuto da parlamentare per denunciare la deriva liberticida del governo fascista. La legge, dal titolo lunghissimo, “Regolarizzazione dell’attività delle associazioni e dell’appartenenza alle medesime del personale dipendente dallo stato”, entrò in vigore sei mesi dopo e subito fu definita dagli stessi giornali fascisti, e così passata alla storia, come la “legge contro la massoneria” sebbene il termine “massoneria” non comparisse una sola volta nel testo varato.
Il Gran Maestro Stefano Bisi sarà tra i protagonisti dell’incontro a Palazzo Gattini per parlare di oggi alla luce della nuova ondata di intolleranza nei confronti della Massoneria. Recentemente sono stati presentati alla Camera due disegni di legge che ricalcano il dettato mussoliniano di quella legge che l’Italia non avrebbe più voluto ricordare. Ed è interessante mettere a confronto i testi, di ieri e di oggi, per capire il tenore del nuovo ostracismo verso l’istituzione massonica.
Ad Antonio Gramsci, gigante del Novecento italiano ed europeo, nell’ottantesimo anniversario della morte che ricorre quest’anno, il Grande Oriente d’Italia rende il merito di avere compreso, lucidamentequale possa essere il destino di un paese che non ha a cuore i diritti e le libertà di tutti.
Il convegno a Matera è aperto a tutti.

La scheda del libro “Gramsci e la Massoneria”

Circolare n. 4 del 14 aprile 1925 del Partito Nazionale Fascista. Anticipa la discussione alla Camera della legge sulle associazioni n. 2202 del 26 novembre 1925
A compimento di un’ininterrotta sequela di aggressioni e violenze contro uomini e sedi del Grande Oriente d’Italia, entrava in vigore il 26 novembre 1925 la legge sulla “Regolarizzazione dell’attività delle associazioni e dell’appartenenza alle medesime del personale dipendente dallo stato”, immediatamente definita dagli stessi giornali fascisti, e così passata alla storia, come la “legge contro la massoneria”. Prevedendo infatti il licenziamento degli impiegati civili e militari dello stato o di qualunque altra pubblica amministrazione “che appartengano, anche in qualità di semplice socio, ad associazioni, enti od istituti costituiti nel regno, o fuori, od operanti, anche solo in parte, in modo clandestino od occulto o i cui soci sono comunque vincolati dal segreto”, la legge rispondeva al deliberato proposito di infliggere un colpo mortale a un’istituzione ormai da tempo saldamente attestata sul versante dell’opposizione al governo Mussolini. Una legge le cui implicazioni illiberali sfuggirono allora a molti ma non a un osservatore dell’acume del deputato comunista Antonio Gramsci, il cui intervento alla Camera il 16 maggio 1925 costituì una lucida quanto coraggiosa denuncia della deriva liberticida che, con la messa in discussione del diritto d’associazione, si veniva a innescare. Prefazione di Stefano Bisi e introduzione di Santi Fedele.
Il libro è acquistabile anche on line sul sito dell’editore Tipheret.


Il Pd vuole bastonare i massoni ma Gramsci non è d’accordo/Il Tempo


Il primo e ultimo discorso parlamentare di Antonio Gramsci, prima che alla sua mente fosse impedita “ogni forma di pensiero” (citazione di un annedoto riferito a Mussolini) dai tribunali speciali del fascismo fu quello dedicato a difendere la Massoneria il 16 maggio del 1925…


venerdì 28 luglio 2017

Equinozio di Autunno e XX Settembre. Il programma delle celebrazioni a Roma dal 16 al 20 settembre


Consuete celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Cinque le date dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale dal 16 al 20 settembre a cura della Massoneria del Grande Oriente d’Italia.

Sabato 16 settembre 

Giornata clou delle celebrazioni sarà sabato 16 settembre con mattina e sera dense di attività al Vascello (Via San Pancrazio 8, Roma), sede nazionale del Grande Oriente.
Alle ore 10 – e fino alle 12,30 circa – è previsto un dibattito con interventi di esponenti del mondo della cultura e della comunicazione. “Oltre. Per una nuova stagione dei diritti” è il titolo dell’incontro, che è poi il tema generale della manifestazione, le cui conclusioni sono affidate al Gran Maestro Stefano Bisi.
Dopo una pausa, i festeggiamenti riprendono nel primo pomeriggio per proseguire fino a sera inoltrata e la tradizionale allocuzione del Gran Maestro sarà il momento centrale di tutta la giornata. Il programma prevede:
ore 16 | “Insieme nel Giardino della Fratellanza”, incontro con il Gran Maestro e la Giunta
ore 17 | Concerto della Banda Nazionale Garibaldina di Poggio Mirteto
ore 18 | Dante Esoterico. Lectura Dantis… in concerto. Recital di Emanuele Montagna con musiche originali di Franco Eco
ore 19:30 | Allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi 
I festeggiamenti del 16 settembre si chiuderanno con un buffet. Tutti gli eventi sono pubblici ma per intervenire nel pomeriggio è necessaria la registrazione. Gli iscritti al Grande Oriente d’Italia e gli altri ospiti potranno accreditarsi scrivendo, entro l’8 settembre, a: xxsettembre@grandeoriente.it.

Domenica 17 settembre

Ancora attività al Vascello. Due gli eventi interni: alle 9:30 la riunione del Consiglio dell’Ordine e alle 15 quella dei Presidenti dei Collegi Circoscrizionali. Gli eventi aperti a tutti avranno inizio nel tardo pomeriggio:
ore 18 | Concerto della Banda Nazionale Garibaldina di Poggio Mirteto
ore18:45 | Un sogno oltre lo sport. Presentazione dell’iniziativa di sostegno alla squadra di basket in carrozzina di Reggio Calabria
ore 19:30 | Consegna Premio Giacomo Treves. Saranno premiati i vincitori della XII edizione della rassegna biennale del Grande Oriente d’Italia che promuove studi specialistici sulla Massoneria ancora inediti. Il Premio è dedicato a Giacomo Treves, membro del “Comitato Segreto” dell’impresa dannunziana di Fiume le cui carte sono state donate al Grande Oriente dai figli Eugenia e Giorgio con la richiesta di istituire, a suo nome, borse di studio per ricerche sulla Libera Muratoria in Italia e all’estero. In questi anni il Premio ha valorizzato molte opere in varie discipline e nell’ultima edizione si è rivolto anche agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori. Giacomo Treves, massone, fu maestro venerabile della storica Loggia Ausonia di Torino e a Trieste, alla fine del primo conflitto mondiale, fondò la Loggia Guglielmo Oberdan.
ore 20:30 | Dio e Popolo. Spettacolo teatrale sulla vicenda della Repubblica Romana liberamente tratto da uno scritto originale di Sandro Giacchetti. Regia di Stefano Alleva.
Michele Cammarano, La carica dei bersaglieri alle mura di Roma (1871, Napoli, Museo di Capodimonte)

Lunedì 18 Settembre

ore 10 Cimitero di Anzio | Onori al Bersagliere Niccolò Scatoli
ore 18 Il Vascello | Un eroe di oggi. Premiazione del giovane atleta Valerio Catoia
ore 18:30 Il Vascello | convegno “Niccolò Scatoli, eroe e spirito di un’epoca”. Il bersagliere Scatoli, la mattina del 20 settembre 1870 ha assistito allo sgretolarsi delle prime mura di Porta Pia, sotto il fuoco dell’artiglieria italiana. È lui uno dei due trombettieri ritratti da Michele Cammarano nel celebre dipinto che celebra l’ingresso dei bersaglieri a Roma.

Martedì 19 Settembre

ore 18 Il Vascello | Vascello Letterario. Rassegna culturale del Grande Oriente d’Italia che vede protagonisti i libri, con i loro autori, in una carrellata di titoli dai generi diversi. L’evento si svolge in collaborazione con il Servizio Biblioteca.
Edizione straordinaria di Paese Sera del 20 settembre 1870

Mercoledì 20 settembre

Sarà un altro giorno di celebrazioni che ricorderà l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica di quegli eventi che sono il culmine dell’epopea risorgimentale e anima dell’identità del nostro paese. Il Gran Maestro Stefano Bisi con una delegazione si troverà, come ogni anno, presso la targa che ricorda i fatti del 20 Settembre 1870 dove sarà deposta una corona d’alloro e lo stesso Gran Maestro terrà un breve discorso commemorativo. Una corona sarà collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Tutti sono invitati a partecipare.
L’appuntamento è alle 15:30 al Gianicolo e alle 16:30 a Porta Pia

Porta Pia fu fatta erigere a Roma nel 1561 da Pio IV, presso l’antica Porta Nomentana, su disegno di Michelangelo. Il 20 settembre 1870 il tratto tra Porta Pia e Porta Salaria fu l’obiettivo dell’attacco principale delle truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna, contro l’esercito papalino per l’occupazione di Roma. I primi colpi di artiglieria raggiunsero le mura alle 5,15. I pontifici alzarono la bandiera bianca alle 10,05, mentre i reparti più prossimi all’ampio varco, che nel frattempo era stato aperto, davano inizio all’ingresso degli Italiani a Roma. Il primo soldato a varcarlo  fu il sottotenente Federico Cocito della 5ª batteria del 9° reggimento artiglieria pesante comandata dal Capitano Giacomo Segre. Tra i giornalisti al seguito degli artiglieri italiani c’era anche Edmondo De Amicis che immortalò con queste parole quello storico momento: “Porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine della Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di mucchi di terra; di materassi fumanti, di berretti di Zuavi, d’armi, di travi, di sassi. Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti”.
‘La presa di Roma’, realizzato nel 1905, è il primo film prodotto in Italia da una casa cinematografica. Il regista, Filoteo Alberini, maestro massone del Grande Oriente d’Italia, ha compreso che il cinema rappresenta uno strumento pedagogico formidabile per costruire un’identità nazionale fondata sui valori morali e civili del Risorgimento.
Breccia di Porta Pia in una foto d’epoca
Da quel giorno soleggiato di fine estate di 147 anni fa, in cui a tuonare erano stati i cannoni, la Breccia di Porta Pia è simbolo dell’Unità d’Italia. L’apertura di quelle mura consentì lo scambio di uomini e di idee e l’avvio del nostro paese alla modernità. Nel 1895 il XX Settembre diventò festa nazionale, poi revocata nel 1930 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Di recente sono stati presentati disegni di legge per ripristinare la festività. Oggi, il dissidio che a lungo oppose Stato e Chiesa è stato superato con la conciliazione dei valori laici e cattolici in nome di un unico spirito nazionale che coniuga tutte le radici culturali del nostro paese. Nel 2010 il cardinale Tarcisio Bertone, che all’epoca era segretario di stato vaticano, ha partecipato per la prima volta alle celebrazioni del XX Settembre a Porta Pia insieme all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
17 settembre 2016. Celebrazioni al Vascello
ALLEGATI

giovedì 27 luglio 2017

Gesù e il primo cristianesimo




Questo saggio di Pierangelo Mengoli, in pubblicazione per Tipheret, inizia con una sintesi della situazione religiosa e politica della Palestina sotto il dominio romano e l’influsso della tradizione classica, e quindi analizza le sia pur esigue fonti protocristiane, per giungere alla predicazione di Gesù in un tentativo di ricostruzione dei momenti più significativi della Sua vita. Viene affrontata la problematica della formazione delle prime chiese e la successiva crisi che, nel passaggio dal II al III secolo, vide il prevalere delle correnti etnico-cristiane. Dopo un excursus sulle persecuzioni dell’Impero si esaminano quattro secoli di dispute teologiche e contese per il potere, fino al giungere all’Età Conciliare che darà luogo ad un’unica Chiesa universale, completamente ellenizzata. Accanto ai dati oggettivi della ricerca, condivisi tanto dagli storici della Chiesa quanto dagli studiosi del Nuovo Testamento, il saggio si conclude con le deduzioni personali dell’autore, risultato di un lungo cammino umano e spirituale.

In libreria da oggi i rituali del barone Tschoudy




È disponibile da oggi in libreria e negli store online la prima edizione italiana dei rituali del Barone Tschoudy, l'autore del Catechismo Ermetico-Massonico della Stella  Fiammeggiante.

Clicca qui per comprare il volume

La modernità della Massoneria




È ravvisabile un’identità attuale della Libera Muratorìa moderna, che le consenta di slanciarsi verso il futuro? Per quanto suoni come un paradosso, si può rispondere a questa complessa domanda solo facendo della libertà, di quella libertà del tutto particolare che costituisce il fondamento stesso della Libera Muratorìa, un vero e proprio metodo.
Lavoro introspettivo e conoscenza di sé, comportamenti etici, dialogicità della comunicazione interpersonale, intreccio tra visione spirituale e vita concreta: l’iniziazione massonica coinvolge tutta la vita, fin nei più insignificanti aspetti del quotidiano. Pur conservando infatti l’iniziazione tutta la sua vertiginosa e profondissima spiritualità, essa deve però trovare un punto di applicazione nella realtà contestuale dell’iniziato: questo sembra essere il “messaggio”, davvero attuale, di quel particolare tipo di iniziazione operativa e speculativa insieme che è l’iniziazione massonica.
La deriva globalizzata dell’economia travalica ormai con evidenza gli stati nazionali, mettendo in crisi le conquiste di democrazia, uguaglianza e libertà delle quali la Massoneria è da sempre convinta portatrice. La Libera Muratorìa mondiale ha quindi un’altissima responsabilità, non solo nei suoi stessi confronti ma anche nei confronti di tutta la nostra difficile e complessa epoca storica: la responsabilità di perseguire una civiltà futura davvero «umana», in tutta la complessità e «dignità» che tale termine comporta..

La collana del Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia





Il supremo maglietto e la collana sono i due oggetti che identificano simbolicamente il magistero massonico e che si trasmettono da Gran Maestro a Gran Maestro.
Il primo sta a rappresentare la forza di volontà, la determinazione ad agire per il bene secondo virtù e coscienza e la costanza del lavoro per ottenere il risultato desiderato: è lo strumento che modella la materia, l’emblema della capacità di agire rapidamente e con precisione. 
Il secondo è un vero e proprio gioiello prezioso con una sua storia relativamente recente e ben documentata che a un certo punto si ammanta di leggenda. Cesellata e gemmata la collana, di cui i Gran Maestri del Grande Oriente si fregiano in alcune occasioni speciali,
è opera dell’orafo Farnesi di Lucca. Fu donata al Gran Maestro Adriano Lemmi dal fratello Achille Ballori, a nome dell’Obbedienza, la sera del 20 settembre 1895 nel Tempio dell’Istituzione ospitato a Palazzo Borghese a Roma. L’occasione era la celebrazione del venticinquesimo anniversario della fine del potere temporale dei papi e della rivendicazione di Roma all’Italia. Alla morte di Lemmi avvenuta, il 23 maggio 1906 a Firenze, la collana fu custodita dal figlio Emilio che la consegnò al Gran Maestro Ettore Ferrari il 2 settembre 1915 affinché rimanesse “in perpetuo fra i cimeli del Grande Oriente” e affinché se ne potessero fregiare i futuri Gran Maestri. 

E così è stato fino ad oggi. Ma ci fu un momento – e qui si entra appunto nella leggenda – in cui la collana scomparve misteriosamente nel nulla. Accadde dopo il 22 novembre del 1925 quando l’allora Gran Maestro Domizio Torrigiani fu costretto a sciogliere tutte le logge. Contro i massoni si scatenò una inarrestabile spirale di violenza. La sede storica di Palazzo Giustiniani venne presa d’assalto e devastata dagli squadristi in camicia nera. 
Ma la preziosa collana del Gran Maestro fu messa in salvo. Si racconta che, passata di fratello in fratello, riuscì a sfuggire ai fascisti, nascosta tra le pieghe della fasciatura di un neonato, Giulio Paolucci, che da adulto verrà poi affiliato alla Loggia Pisacane di Ponza Hod n° 160 di Roma. Ma, ritornando alla storia, a riportare a casa il gioiello tempestato di piccoli brillanti e smeraldi fu ufficialmente Giulio Bacchetti che lo consegnò al Gran Maestro Guido Laj durante la cerimonia della sua investitura nella suprema carica, nel 1945. 

Da una valutazione dattiloscritta non datata e non firmata, presumibilmente redatta da un gioielliere dopo il 1948, si acquisisce una descrizione completa della collana in oro massiccio del peso di gr. 155 e di tutti i pezzi che la compongono, stimata allora in due milioni di lire.
Il rovescio in oro liscio sottostante al medaglione centrale e propriamente al disco
di catena porta la seguente incisione: "Adriano LEMMI 33, 1885-1896".
Segue il rettangolo, dove è inciso: "Ettore FERRARI 33, 1904-1917".
Segue sul disco: "Domizio TORRIGIANI 33, 1919-1932".
Segue il rettangolo con inciso: "Ugo LENZI 1949".
Comincia il primo rettangolo a sinistra del disco centrale con la seguente incisione: "Ernesto NATHAN, 33 1896-1904, 1917-1919".
Segue il disco con l’incisione: "Guido LAJ 1945-1948".

Documentazione fornita dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia.



La perizia

Composta da dischi e rettangoli sui quali sono incisi svariati simboli esoterici, legati tra loro da una catena in oro costituita da una doppia fila di nodi d’amore e sul cui retro è impresso il nome dei Gran Maestri che si sono succeduti alla guida del Grande Oriente, ha un medaglione centrale intitolato a Lemmi in forma di corona d’alloro con al centro un compasso a punta allargato e due mani che si stringono.

Le Commissioni Parlamentari di inchiesta. Diritti incomprimibili. Convegno della Fondazione Einaudi


Le Commissioni Parlamentari di inchiesta. Diritti incomprimibili. E’ questo il tema del convegno, organizzato dalla Fondazione Einaudi, che si è tenuto il 26 luglio a Roma, nella Sala della Regina, Camera dei Deputati e al quale sono intervenuti Piero Tony, presidente del  Dipartimento Giustizia, Comitato Scientifico Fondazione Einaudi; Giampiero Di Florio, Procuratore della Repubblica di Vasto; Davide Giacalone, giornalista e scrittore; Beniamino Migliucci, Presidente Unione Camere Penali Italiane; Enrico Costa, ex  Ministro per gli Affari Regionali. Ha moderato Andrea Pruiti Ciarello, Cda Fondazione Einaudi, che a conclusione dell’incontro ha chiamato al microfono  Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che nei mesi scorsi ha affrontato nel corso di numerosi incontri questo tema, che è un tema di grande interesse giuridico oltre che politico e che solleva innumerevoli interrogativi.
Questi organismi vanno riformati, non garantiscono il cittadino 
Bisi, nel suo intervento, ha ricordato come il Grande Oriente e  lui stesso siano state vittime di un’iniziativa, che ha definito  “illegittima sotto più aspetti”, messa in atto proprio da uno di questi organismi parlamentari al centro del dibattito: la Commissione Antimafia. Il Gran Maestro ha raccontato “l’incubo cominciato il 3 agosto di un anno fa quando venne audito per la prima volta da 50 parlamentari che lo interrogarono  “in maniera violenta”. Un incubo  culminato il primo marzo quando la Commissione inviò  al Vascello, sede del Grande Oriente,  13 finanzieri dello Scico che eseguirono  una perquisizione durata  14 ore e conclusasi con il sequestro degli elenchi degli iscritti alla Massoneria di Calabria e Sicilia. Un vero e proprio abuso, ha detto il Gran Maestro, al quale il  Grande Oriente  ha replicato rivolgendosi  alla Magistratura ordinaria e alla Corte Europea. “Il potere di cui dispongono le commissioni parlamentari –ha sottolineato Bisi- è enorme, strasborda e lede i diritti dei cittadini. Sarebbe ora che il legislatore cominci a ripensare a questi organismi e a rimetterci mano.  Spesso sentiamo dire  –ha aggiunto- che i magistrati fanno un uso politico dello strumento giudiziario,  ma io dico che il politico che usa lo strumento giudiziario per fare politica è molto peggio”.
Il potere delle commissioni d’inchiesta parlamentare è senza limiti 
 “Le norme non devono essere bandiere ma regole che diano garanzie”, ha sottolineato in apertura dei lavori l’ex ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, lamentando che troppo spesso i provvedimenti che vengono presi nella vita parlamentare “trovano il loro principio direttivo nella comunicazione all’esterno” e che in gran parte dei casi “il messaggio che di essi  viene recapitato  sia fuorviante”.  Piero Tony nella sua relazione ha ricostruito la storia dell’istituto della commissione parlamentare, che ha  il suo fondamento –ha ricordato- nell’articolo 82 della Costituzione . “Le commissioni parlamentari di inchiesta –ha osservato- secondo il dettato della nostra carta fondamentale, sono strumenti penetranti, necessari per conoscere la realtà e consentire al parlamento di legiferare nella maniera più adeguata”.  Ma l’articolo 82 che le prevede, conferisce loro gli stessi limiti e poteri dell’Autorità Giudiziara. “Cosa –ha spiegato- che mette a soqquadro le idee chiare che avevamo con Montesquieu”.  Non solo. Mentre infatti il potere dell’Autorità Giudiziaria, che è  costituita dal  Pm, che esercita l’azione penale nei confronti delle persone indagate e dal giudice  che valuta le accuse mosse dal Pm, ascolta la difesa e decreta se debba essere celebrato il procedimento oppure no, è bilanciato, quello delle commissioni d’inchiesta, che possono anche utilizzare la polizia giudiziaria, come ha stabilito una storica sentenza della Consulta nel 1975 (la numero 231), non lo è affatto. “Il potere delle commissioni parlamentari d’inchiesta – ha sottolineato Tony- è senza limiti di sorta”.
Quali garanzie vengono fornite ai cittadini?
Quando questo organismo venne ideato fu in nome dell’interesse pubblico che non si volle creargli un perimetro . Ma oggi le commissioni , ha rimarcato dal canto suo il Procuratore Di Florio,  sono sempre di più un istituto parallelo rispetto all’Autorità Giudiziaria. Possono, ad esempio, disporre le intercettazioni telefoniche più facilmente di quanto sia in grado di fare un magistrato. “Quali garanzie vengono dunque fornite ai cittadini? E’ evidente che il sistema non è corretto e che va senz’altro bilanciato”, anche se c’è chi osserva che  le commissioni garantiscono il diritto alla difesa, ammettendo la presenza in audizione di un proprio legale, e anche se c’è chi ricorda che la loro funzione resta quella  legislativa. “E’ vero che la Commissione non  processa e non condanna”,  ha osservato poi nel suo intervento Giacalone, ma è vero anche che “questo nell’era della comunicazione non ha alcun valore. La questione è grave e pesante, perché la commissione nel suo ruolo conoscitivo rischia di diventare una vera e propria fucina di notizie di reato e di notizie per la stampa”.   Dello stesso avviso Migliucci, Presidente Unione Camere Penali Italiane, che ha ricordato anche il grande potere che hanno le commissioni, attraverso le libere audizioni, la raccolta di prove anche anonime, la stesura di rapporti  di carattere generale,  di influenzare l’autorità giudiziaria e il procedimento penale. Ha concluso l’incontro con un saluto  il presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto.
ALLEGATI

martedì 25 luglio 2017

B.I.C, il Grande Oriente d'Italia regala l'iscrizione della One Power al Campionato







Il presidente Stefano De Felice e tutta l’Associazione Sportiva Dilettantistica “R.C. Basket in Carrozzina” fa il più importante canestro, acquisendo nel team un nuovo compagno di squadra, uno dei più forti. 

Il Grande Oriente d’Italia, infatti, ha abbracciato il progetto di questa nuova società, facendo in modo che i sogni si traducano in realtà, condividendo ancora una volta i problemi dello sport, realtà indispensabile per i ragazzi ed ancor più se con diverse abilità e così permettendo la realizzazione degli obiettivi di integrazione ed inclusione sociale attraverso lo sport del basket in carrozzina.

L’A.S.D. R.C. Basket in Carrozzina è un TEAM creato da uomini e donne, ognuno con il proprio background professionale e sportivo, che dal nulla ha iniziato a creare la propria storia, riuscendo a dare nella trascorsa stagione sportiva un umile insegnamento: con la volontà si possono superare tutti gli ostacoli fisici e/o mentali, andando al di là di qualsiasi barriera!
E loro ce l’hanno fatta. Risultando primi nel Campionato Nazionale di serie B di Basket in Carrozzina 2016/2017- Girone D, qualificandosi alle Final Four per l’accesso alla massima serie e classificandosi come seconda squadra più forte tra le trenta del campionato, così ricevendo l’attenzione dei mass media non da ultimo la Gazzetta dello Sport “In coda al Gruppo” (pagina dedicata agli sport paraolimpici).
Vi è che, le difficoltà economiche, hanno comportato l’unico limite che da soli non potevano superare, non potendo preiscriversi al Campionato Italiano di Basket in carrozzina di serie A, quale squadra tra le candidate alla massima serie.
Ostacolo che appariva insormontabile anche per partecipare al Campionato Nazionale di serie B di Basket in Carrozzina 2017/2018 a causa dei notevoli costi da sostenere, soprattutto, per una squadra della Calabria che deve confrontarsi con team della Puglia e Sicilia (nella c.d. regular season) e del resto d’Italia (Cross Over e successive Final Four).
Ma nel momento in cui la partita ormai sembrava persa, il Grande Oriente d’Italia ha fatto ingresso in campo, concedendo un importante sostegno economico alla A.S.D. R.C. Basket in carrozzina, così permettendo la realizzazione di un sogno, quello di poter vivere un altro anno insieme praticando lo sport del basket in carrozzina, di proseguire con la propria storia per il raggiungimento di quegli obiettivi e di quei sogni che tenta di realizzare quotidianamente, accompagnati dalla musica del rimbalzo della palla sul parquet, dal boato per un canestro sbagliato, dall'urlo di gioia ad ogni canestro realizzato e dallo stridio delle carrozzine in contrasto.

Non si può, quindi, soprassedere dal dire un semplice ma immenso “Grazie al Grande Oriente d’Italia. Grazie al Gran Maestro, dott. Stefano Bisi, Grazie ad Antonio Seminario, Calabrese e membro della giunta del Grande Oriente d'Italia che saranno Ns. ospiti giorno 28 agosto alla presentazione ufficiale della squadra a Reggio Calabria ” per averci concesso alla A.S.D. R.C. Basket in carrozzina ed ai suoi atleti di poter nuovamente provare quelle piccole grandi emozioni, entrando a far parte di una realtà aperta a tutti coloro che ne vorranno far parte.
Il presidente
Stefano De Felice

Tutti insieme con coraggio. Il Gran Maestro Stefano Bisi: “Qui per ringraziare i fratelli di Castelvetrano”


Una bellissima tornata sotto le stelle quella che si e’ svolta a Castelvetrano il 22 luglio alla presenza del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi e che ha visto le colonne ornate da oltre 300 fratelli della Circoscrizione Sicilia e altri giunti dalla Calabria e da altri Orienti della Penisola.
Nel tempio all’aperto realizzato dai fratelli della Loggia Francisco Ferrer di Castelvetrano che ha organizzato l’evento all’interno del Baglio Trinità di Delia si sono svolti gli architettonici lavori rituali che hanno trattato un tema dal titolo significativo: “Essere Massoni in Sicilia e Calabria e’ più difficile”, il tutto anche alla luce delle vicende che hanno portato Castelvetrano alla ribalta per alcune inchieste giudiziarie e per lo scioglimento del Consiglio Comunale. Una terra Castelvetrano che vanta un forte tradizione massonica ed in cui i liberi muratori del Grande Oriente d’Italia operano con laboriosità e con le difficoltà di chi deve fare i conti con i pregiudizi e accostamenti che non hanno motivo di esistere.
Proprio per portare un forte messaggio di vicinanza e di solidarietà ai fratelli di questa terra e’ giunto il Gran Maestro Bisi il quale nel corso della sua allocuzione pubblica a lavori sospesi, ha fatto vibrare il cuore dei presenti ricordando l’impegno dei liberi muratori a favore dell’Umanita’ e la ferrea volontà di tutti di sgombrare il campo da quei pregiudizi e da false accuse e sospetti che generano mostri inesistenti e discriminano il lavoro e l’impegno di tanti massoni.
“Stasera la gioia di essere qui a Castelvetrano – ha detto il Gran Maestro – e’ molto forte. Non sono venuto a portare solidarietà, io sono venuto soprattutto per ringraziare Voi, perché la solidarieta’ l’hanno data i fratelli di Castelvetrano delle logge Francisco Ferrer e Mazzini all’Oriente di Partanna a tutti i fratelli del Grande Oriente d’Italia. Girando per gli Orienti e i collegi d’Italia in tanti mi dicevano: ma i fratelli siciliani di Castelvetrano e quelli calabresi che dicono? Nulla, fanno e continuano a fare quello che hanno sempre fatto; il lavoro rituale nei templi e l’impegno attivo nella vita di tutti i giorni nella Società. Perché non e’ reato essere massoni e al tempo stesso essere amministratori comunali, amministratori della cosa pubblica. Fratelli impegnati nel volontariato, nell’associazionismo che senza fare rumore, senza mettersi medagliette sulla giacca ma portandole nel cuore operano come devono fare i liberi muratori. Sono venuto qui felice di stare insieme a tanti fratelli, accompagnato da membri di Giunta come Tonino Seminario e Giuseppe Trumbatore, che e’ siciliano, dal Rappresentante del Consiglio dell’Ordine Fabrizio Celani, dal Gran Maestro onorario Ugo Bellantoni, da Leo Taroni garante d’amicizia e Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato, proprio per dire grazie ai liberi muratori di Castelvetrano. Perché quella che abbiamo passato, che non e’ finita e continuerà, e’ stata un’aggressione fisica e psicologica violenta, ma la vostra forza, la vostra tenacia, l’essere qui stasera Castelvetrano, in quella che viene dipinta come la patria del male, con il sorriso in volto, con la voglia di vedersi, di guardarsi negli occhi, di abbracciarsi, di stringersi la mano, di fare una foto insieme, di mangiare insieme attorniati dalle sorelle delle stelle d’Oriente, dai giovanissimi dell’Ordine De Molay e da tanti familiari ed amici, credo che sia la risposta forte e più bella che noi diamo all’esterno a chi ci vuole discriminare. Per fortuna nelle ultime settimane tre magistrati autorevoli come il procuratore nazionale Antimafia Roberti, il procuratore Capo di Catanzaro Gratteri e il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Paci hanno fatto delle importanti distinzioni dichiarando che non indagano sulla Massoneria regolare ma su quelle deviate, su quelle occulte. Non c’e’ niente di più regolare e trasparente del Grande Oriente d’Italia. Con il nostro lavoro, con il nostro impegno stiamo aprendo qualche breccia. E in questi giorni e’ stato molto bello ricevere i pensieri affettuosi dei sindaci di Norcia, Amatrice e Camerino, cioe’ delle zone terremotate più colpite che hanno ringraziato la nostra iniziativa denominata “La Scuola del coraggio” con la quale premieremo i maturandi dei comuni terremotati per l’impegno e il coraggio dimostrato quotidianamente nello studio nonostante la paura delle scosse e i disagi subiti. Così come saremo felici di sostenere la squadra femminile di basket in carrozzina di Reggio Calabria che lo scorso anno dopo aver vinto il campionato di B ha dovuto rinunciare alla A per i costi economici. Cercheremo di aiutare queste giovani donne a raggiungere il sogno della A. Questa e’ la Massoneria del Grande Oriente d’Italia che non ha nulla da nascondere e nulla da temere”.
Il Gran Maestro Stefano Bisi e il fratello Leo Taroni hanno ricevuto nel corso della tornata la fratellanza onoraria da parte del Maestro Venerabile della Francisco Ferrer, Quintino Paola, e questo ha dato alla tornata ulteriori emozioni.
La tavola su “Etica laica ed Etica come fratellanza, la specificità massonica” e’ stata tracciata dal fratello Francesco Coniglione della Iside di Catania.
Molta apprezzata per i contenuti e per i numerosi spunti di riflessione ha costituito un arricchimento per tutti i fratelli che hanno partecipato alla tornata. “L’etica della fratellanza – ha detto il relatore – dei massoni ha una sua specificità, e’ un valore aggiunto che non contrasta con quella laica, ma ad essa si unisce corroborandola, fortificandola e rendendola salda solo come e’ possibile da chi parte e si sente sostenuto da una comunità di fratelli. Ecco perché possiamo dire a voce alta di essere massoni e che in questa nostra identità v’e’ non una minaccia per la società – come da molte parti si insinua – ma una ricchezza per essa. E’ la nostra storia a testimoniarlo. Una storia di Libertà, lotta per il miglioramento dell’Umanita’ contro il dispotismo e l’intolleranza”. Ecco il carattere precipuo della fratellanza massonica. L’intensa giornata castelvetranese si e’ conclusa con un’agape fraterna. (a.d.r.)

Il 27 in distribuzione il libro di Almerindo Duranti




La sua nascita è stata annunciata per il giorno 27 luglio: giovedì. Giorno beneaugurante essendo il giorno di Giove, il dio degli dei. Finalmente chi lo desidera potrà acquistare il libro di vignette massoniche umoristiche... ma non solo. C'è anche chi ha pensato bene, avendo avuto occasione di entrare in possesso del libro durante l'Assemblea del Rito di York  lo scorso maggio a Rimini di stampare la sua maglietta con una vignetta. Una modella unica e cara a molti di noi. Grazie. Valentina!