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venerdì 30 giugno 2017

La storia della Filosofia contro l'opinionismo spicciolo e la cultura da social




«Come non soccombere alla stupidità contemporanea, minati dal dubbio di poter avere ragione soli contro tutti, se non ci sapessimo appoggiati da tutti i grandi spiriti e da tutte le grandi intelligenze? La nostra resistenza quindi, nella sua apparente presunzione, non è altro che l’umile osservanza di ciò che i più nobili ordinarono e il nostro rifiuto serve per mantenere, nel mezzo dell’anarchia, la coscienza palpitante e viva di una più alta verità umana»
Nicolás Gómez Dávila, Notas

Salvare il mondo dalla rovina





«L’educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l’arrivo dei giovani. Nell’educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balia di se stessi, se li amiamo tanto da non strappargli di mano la loro occasione d’intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d’imprevedibile per noi: e prepararli invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti.».
Hannah Arendt, 'La crisi dell’istruzione', in Tra passato e futuro.

Il Gran Maestro Stefano Bisi: “E’ il gesto del sindaco di Messina Accorinti a non essere accoglibile. Una discriminazione grave nei confronti della Libera Muratoria”


E’ Il gesto del sindaco di Messina Accorinti a non essere accoglibile in una Società civile e democratica. Bisogna avere rispetto di tutti i cittadini, non alzare steccati ideologici o addirittura dare delle patenti di mafiosita’ a Istituzioni che hanno solidi principi e valori e che     hanno contribuito e contribuiscono all’elevazione dell’Uomo.
L’atto del rappresentante dei messinesi  e’ ignobile e grave e viola innanzitutto i principi etici ancor prima eventualmente di quelli costituzionali e giuridici.
Si tratta di una decisione arbitraria e palesemente discriminatoria che genera  immotivato odio nei confronti dei liberi muratori fatti passare – usando un eufemismo – per “donatori non graditi” e che e’ contrario ad ogni principio di uguaglianza e di tolleranza delle altrui visioni e della Libertà di pensiero e di associazione di cui anche il Grande Oriente d’Italia fa parte a pieno titolo.
La persona che rappresenta la nobile città di Messina non e’ la prima volta che senza alcun motivo e con spregiudicato pregiudizio si lancia contro la Massoneria cercando di lederne l’immagine. Ma stavolta si e’ superato ogni limite.
Proprio in questi giorni due insigni magistrati come Il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti e il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri sono intervenuti in modo chiaro per sgombrare il campo da teoremi, sospetti ed illazioni. E, proprio il dottor Gratteri ha parlato di Massoneria deviata e non di Istituzioni ufficiali e storiche come il Grande Oriente d’Italia.
Il sindaco di Messina può decidere di ricevere i fondi per la processione della Vara che vuole e da chi vuole ma non può chiedere certificazioni ed escludere associazioni se il loro legale rappresentante e’ un membro della Massoneria. La nostra Arte, la nostra Opera non e’ quella di fare politica contrariamente al signor Accorinti. Ci sarebbe poi tanto da dire su una frase del sindaco che e’ tutto un programma: “Questo di tenere lontano dalla Cosa Pubblica la Massoneria era nel nostro programma e lo abbiamo realizzato”.
Forse, e lo dicono non solo i fratelli messinesi, al contrario degli spot sarebbe bello sapere quali altri punti del programma sono stati realizzati per rilanciare questa meravigliosa Città.
Al signor Accorinti, che tra l’altro e’ fra i seguaci del Dalai Lama e che dovrebbe avere maturato una spiritualità alta e il senso dell’Unione e non della Divisione, guardiamo con compassionevole tolleranza, virtù che noi pratichiamo con umiltà sin dall’inizio del nostro percorso massonico. E che per altri, Accorinti compreso, e’ ancora una conquista molto, molto lontana.
Rinnoviamo la nostra disponibilita’ a un pubblico confronto.

Il Gran Maestro
Stefano Bisi

giovedì 29 giugno 2017

E’ online il numero di Erasmo di giugno 2017


E’ online il numero di Erasmo di giugno 2017. “Profumo di libertà” il titolo, dedicato alle celebrazioni dei 300 anni di Massoneria, organizzate al Vascello il 24 giugno. In apertura è riportata l’allocuzione pronunciata in questa speciale occazione dal Gran Maestro Stefano Bisi. Seguono un ampio servizio sul dibattito “Per una cultura della libertà, che ha dato via alla serata, e alcuni articoli sulle varie iniziative messe in campo dal Grande Oriente in tutt’Italia per festeggiare questo storico anniversario. Spazio anche all’agenda del Solstizio e ad eventi di attualità, come il convegno organizzato a Milano sul Fine Vita. Sul fronte della solidarietà, focus sugli Asili Notturni di Torino. Tantissime le notizie come sempre dagli Orienti. Chiudono il numero un articolo su “Gli Illuminati tra Germania e Italia” e una riflessione a firma del professore Giovanni Greco dal titolo “Fratelli d’Europa unitevi!”.

Raggiunti 8.000 likes sulla pagina Facebook della Loggia Heredom


Il prezzo delle palle nere: contribuire fuori dal Tempio al blog Arco Reale


di Paolo Callari



«Così come una rete è costituita da una serie di legami, così ogni cosa in questo mondo è collegata da una serie di legami. Se qualcuno pensa che la maglia di una rete sia una cosa indipendente ed isolata, si sbaglia. Si chiama rete perché è costituita da una serie di maglie interconnesse, e ciascuna maglia ha il suo posto e la sua responsabilità in relazione alle altre maglie».
Siddhārtha Gautama



Internet costituisce un luogo nuovo, non fisico, che rappresenta un’opportunità unica nella storia umana soprattutto per chi abita i luoghi al margine, i Sud del mondo, intendendo per Sud una condizione in cui si ha l’isolamento o si è semplicemente una minoranza rispetto a qualcuno. Il sapere non è più relegato, nei centri di cultura, in luoghi felici, nei “Nord progrediti”. La competenza che ognuno noi può raggiungere è disgiunta dalla propria posizione geografica. Chiunque nel mondo, purché abbia la capacità e la possibilità di collegarsi al web, con un solo click, può ottenere nozioni ed informazioni. L’apprendimento è alla portata di chiunque, dovunque ed in maniera paritaria; anche le lingue, grazie ai traduttori in rete, non rappresentano più un limite invalicabile. Non si tratta di solo di cultura alta ed accademica, e tralascio l’arricchimento delle relazioni interpersonali di cui molti si sono giovati grazie alle chat-line, considererei per esempio la varietà di forum presenti in rete utili anche a risolvere anche aspetti spicci della vita quotidiana, come sostituire il rubinetto di casa.
Per accedere alle conoscenze o, usando un termine più roboante alla cultura, non è più necessario spostarsi e coprire una distanza fisica. Si naviga.
Per accedere alle conoscenze o, usando un termine più roboante alla cultura, non è più necessario spostarsi e coprire una distanza fisica. Si naviga con potenzialità ed opportunità di studio notevolmente maggiori di quanto non avvenga nel mondo fisico e reale, in cui l’apprendimento è, infondo, un trasferimento di qualcosa in un definito momento ed in un preciso luogo geografico, basti pensare a com’è avvenuta la nostra formazione: genitori, nonni, zii, maestri, amici, professori, libri, biblioteche, musei, monumenti, film e commedie. Il premio Nobel per l’economia, l’indiano Amartya Sen ha detto: «Un uomo è quello che le circostanze gli consentono di essere. Le circostanze del web sono uguali per tutti quelle territoriali, no !». Il web è a-territoriale. La distanza sul web è zero, il tempo è un tempo unico e indefinito, che è un “non-tempo”, perché permanente. Nella rete siamo tutti su una stessa latitudine e su un parallelo indefinito, non si è più meridionali o settentrionali, e permettetemi la sintesi estrema: si è un poco più uguali.

mercoledì 28 giugno 2017

A Viterbo Festa della Luce con il Gran Maestro


La sera del 14 giugno, nella suggestiva cornice del Parco dei Cimini, sotto la volta stellata del cielo di Viterbo, si è svolta la seconda Festa della Luce organizzata dalla loggia viterbese Labor ad Veritatem (1136). Alla cerimonia ha preso parte il Gran Maestro Stefano Bisi. Erano presenti 75 Fratelli provenienti da 15 Logge diverse, il Consigliere dell’Ordine in Giunta Fabrizio Celani e il Presidente del Collegio Circoscrizionale del Lazio Carlo Ricotti. I lavori rituali, caratterizzati da una profonda armonia, si sono svolti sotto il maglietto del maestro venerabile della Labor ad Veritatem, Cristiano Minniti.
Intenso e significativo l’intervento del Gran Maestro che ha rimarcato il momento delicato che sta vivendo la Libera Muratoria, messa sotto attacco e vittima ancora di gravi pregiudizi. Il Gran Maestro ha evidenziato che è proprio in questo momento storico che la Massoneria del Grande Oriente d’Italia, espressione storica dei valori universali di fratellanza, uguaglianza, tolleranza e solidarietà, non deve vacillare, bensì rinsaldarsi e avanzare compatta, presentandosi, come accade da secoli, quale espressione di libertà, e continuando ad aprirsi alla società civile con più determinazione, per consentire la diffusione delle idee e dei principi votati al bene comune di cui la società ha bisogno.


Roma. Al Mausoleo Ossario l’omaggio a Goffredo Mameli


Anche quest’anno la Loggia Goffredo Mameli (169) di Roma renderà omaggio al giovane eroe del Risorgimento di cui porta il nome. La commemorazione è in programma il 6 luglio, alle ore 18:30, presso il Mausoleo dei Caduti del Risorgimento che si erge sul colle romano del Gianicolo sulla Via Garibaldi. Il monumento celebra le battaglie più significative per la liberazione di Roma (1849 Vascello, San Pancrazio, Palestrina, Velletri, Monti Parioli, Villa Spada; 1862 Aspromonte; 1867 Monterotondo, Mentana, Villa Glori, Casa Ajani; 1870 Porta Pia, San Pancrazio) e custodisce le spoglie dei loro caduti tra cui quelle di Goffredo Mameli. Il giovane poeta genovese, autore dell’inno d’Italia, fu ferito a morte proprio sul Gianicolo nel 1849, a soli 22 anni, nell’ultima strenue difesa della Repubblica Roma. Il Vascello, ora sede nazionale del Grande Oriente d’Italia, fu avamposto garibaldino, eroico scenario di quegli eventi.
L’invito alle celebrazioni è esteso alle logge del Grande Oriente d’Italia, in particolare a quelle capitoline, e a quanti amano il proprio paese.

Il Mausoleo sul Gianicolo per i patrioti del Risorgimento

Mausoleo Ossario Garibaldino al Gianicolo
Il Mausoleo Ossario Garibaldino sorge sul Gianicolo nella località detta Colle del Pino, dove tra il 30 aprile e i primi giorni del luglio 1849, guidata da Giuseppe Garibaldi, si svolse l’ultima strenua difesa della Repubblica Romana proclamata il 9 febbraio dello stesso anno. Progettato dall’architetto Giovanni Jacobucci (1895-1970) e solennemente inaugurato il 3 novembre del 1941, dopo due anni di lavori, il Mausoleo accoglie i resti dei caduti nelle battaglie per Roma Capitale dal 1849 al 1870.
L’esigenza di ricordare degnamente i caduti per Roma fu posta con forza all’indomani della presa di Porta Pia. Nel 1878-79 lo stesso Garibaldi e il figlio Menotti furono tra i promotori della legge che riconobbe nel Gianicolo il luogo dove raccogliere i resti dei patrioti. Fu quindi realizzato il primo sepolcreto sulla base di minuziose ricognizioni effettuate per individuare le salme, alcune delle quali erano tumulate al Campo Verano, mentre quelle del 1870 erano ancora sepolte sui luoghi delle battaglie presso le Mura. L’idea di realizzare un Mausoleo fu ripresa negli anni Trenta del ‘900 da Ezio Garibaldi, figlio di Ricciotti, allora presidente della Società dei Reduci Patrie Battaglie, intitolata all’eroico nonno, e proposta al Governo, che la fece propria sostenendone i costi. La progettazione del monumento fu affidata dalla Società al socio Jacobucci, mentre la realizzazione fu curata dagli Uffici Tecnici del Governatorato.
Al centro di un’area recintata, un austero quadriportico in travertino, costituito da tre archi a tutto sesto su ogni lato, e in posizione elevata su una gradinata, racchiude il nucleo centrale del monumento: un’ara ricavata da un unico blocco di granito rosso di Baveno, arricchito da figurazioni allegoriche ispirate all’antichità romana, tra cui la lupa, l’aquila imperiale, scudi e gladi. Questi motivi si ripetono in tutto l’apparato decorativo del Mausoleo.
In corrispondenza degli angoli del quadriportico, quattro piedistalli in travertino sorreggono altrettanti bracieri bronzei decorati con teste di lupa, che ancora oggi vengono accesi nel corso delle ricorrenze ufficiali. Sui piedistalli sono ricordate le battaglie più significative per la liberazione di Roma: 1849 Vascello, San Pancrazio, Palestrina, Velletri, Monti Parioli, Villa Spada; 1862 Aspromonte; 1867 Monterotondo, Mentana, Villa Glori, Casa Ajani; 1870 Porta Pia, San Pancrazio.
Tomba di Goffredo Mameli
Sul retro del quadriportico, una doppia rampa di scale scende al Sacrario, chiuso da un imponente portale bronzeo. Il suggestivo ambiente è diviso in due zone: un vestibolo con piccole absidi laterali e un vano quadrato, che ha al centro un grande pilastro circolare ornato con palme e croci votive in alabastro. Il soffitto a volta ribassata è ricoperto di tessere musive in oro; marmi policromi rivestono il pavimento e le pareti, sulle quali sono disposti 36 loculi chiusi da lapidi che ricordano i nomi di oltre 1600 eroici caduti. Nei loculi sono conservati solo pochi resti (ca. 200), per lo più anonimi, rinvenuti nel corso delle varie ricognizioni. Nella parete di fondo è posto il sarcofago in porfido con le spoglie di Goffredo Mameli, il giovane poeta genovese, autore dell’inno d’Italia, ferito a morte proprio sul Gianicolo nel 1849 a soli 22 anni.
Tra i caduti ricordati si segnalano: Andrea Aguyar, più noto come il fedele “Moro di Garibaldi”; Ciceruacchio, l’eroico popolano Angelo Brunetti fucilato con due figli a Cà Tiepolo; Francesco Daverio, Enrico Dandolo, Luciano Manara, Emilio Morosini, Giacomo Venezian, Edoardo Negri e tra le donne Giuditta Tavani Arquati e Colomba Antonietti Porzi. In tutto il monumento numerose sono le iscrizioni che ricordano fatti, luoghi, pensieri e testi legati alle vicende storiche e ai personaggi che vi sono celebrati, come le due lapidi della cripta con gli Ordini del giorno del Municipio e del Triumvirato Romano (Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi, Carlo Armellini) e l’epigrafe a mosaico estrapolata dagli scritti mazziniani. (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali)

Sennacherib e la Bibbia: il nuovo libro di Claudio Saporetti




Purtroppo la storia è ancora spesso raccontata attraverso vittorie e sconfitte, scontri e massacri, invasioni e genocidi: insomma, nei suoi aspetti peggiori. Nemmeno è sicuro quanto ci viene raccontato, perché spesso è propinato. Di solito conosciamo i fatti attraverso la voce dei vincitori, o comunque grazie ai racconti dei popoli che li hanno scritti e che hanno avuto la fortuna di farli arrivare fino a noi, aiutati da una tradizione orale che si è tramandata nei secoli. Ultimamente, tuttavia, la decifrazione di migliaia di nuovi documenti che si sono salvati perché di pietra o di terracotta indurita, ha permesso di accostare a certe narrazioni di fatti un’altra voce: quella degli avversari, con risultati sconcertanti. Di tal fatta si rivela, per esempio, la guerra tra l’assiro Sennacherib ed il giudeo Ezechia, così come quella tra il moabita Meša e l’israelita Joram: inconfutabili esempi dell’assoluta necessità del dubbio.
Questo di Claudio Saporetti è l'ultima proposta della Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno. Saporetti è stato professore ordinario di assiriologia all'Università di Pisa ed ha all'attivo una intensa produzione saggistica, per Rusconi, Sellerio, Aracne. Per Tipheret aveva già scritto «Abramo» e «Genesi» e curato la postfazione al «Poema di Ishtar» di Oswald Wirth.


24 giugno 1717-2017. Allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi | video


Il 24 giugno 2017 la Massoneria moderna ha spento 300 candeline. Tre secoli di vita che hanno riempito le pagine più belle di storia. Più belle perché ispirate da valori universali sempre validi, quelli di libertà, uguaglianza, fratellanza, solidarietà, tolleranza. Nella stessa data il Grande Oriente d’Italia ha festeggiato aprendo a tutti i cancelli della propria sede ed è così che massoni e non si sono ritrovati a festeggiare tutti insieme un’idea, un modo di essere, forse in controtendenza, che qualcuno, ancora, vuole cancellare. Ma sono passati 300 anni e i liberi muratori ci sono ancora. “Ci siamo ancora – ha detto il Gran Maestro Stefano Bisi nella sua allocuzione – con il nostro labaro e con il nostro nome che non è cambiato. Noi ci chiamiamo sempre Grande Oriente d’Italia. Altri, quelli che vogliono colpirci, hanno dovuto cambiare nome, cognome, dna per dimostrarci chi sono, per poter esserci”.
“Noi ci siamo – ha detto ancora – anche perché siamo stati capaci, in questi secoli, di fare autocritica quando abbiamo sbagliato e bisognerebbe che anche altri capissero che è necessario fare autocritica. E noi oggi siamo qui, per ricordare le nostre solide radici che ci hanno permesso nel tempo di dar vita a rivoluzioni, che hanno travolto regimi illiberali, aiutando e favorendo il progresso tecnologico e cercando sempre e ovunque di elevare l’Uomo e migliorare l’Umanità”.
“Noi dobbiamo continuare a sognare – ha ribadito il Gran Maestro – perché un sogno diventa realtà se lo facciamo tutti insieme”

24 giugno 1717-2017, Massoneria cultura di libertà. Il dibattito | video


Con una festa che si è tenuta nei giardini del Vascello, il Grande Oriente ha celebrato il trecentesimo anniversario della Massoneria moderna, nata a Londra il 24 giugno del 1717. A dare il via alla manifestazione, un evento dal titolo “Per una cultura della libertà”, al quale hanno partecipato Eugenio Bernardini, Moderatore della Tavola Valdese, Arturo Diaconale, direttore del quotidiano “L’Opinione delle Libertà” e membro del Cda della Rai e Hadeel Azeez Dhaher, pittrice irachena.
Sul palco è salito anche Nicola Alemanno, sindaco di Norcia, che, dopo la Gran Loggia di Rimini, ha rinnovato la sua amicizia al Grande Oriente d’Italia, impegnato a partecipare alla rinascita della comunità della piccola cittadina cuore d’Italia e del vecchio continente. A presentare i relatori il giornalista Claudio Giomini, celebre per le sue telecronache del Palio di Siena, che ha introdotto il tema dell’incontro, sottolineando come esso oggi continui ad essere al centro del dibattito e come la libertà sia un ideale che va vivificato e continuamente difeso. Il numero di giugno di “Erasmo”, notiziario del Grande Oriente d’Italia, pubblica una cronaca dell’evento.

martedì 27 giugno 2017

Il Gran Maestro Stefano Bisi definisce un'aberrazione e un controsenso la persecuzione contro la Libera Muratoria


Premio di studio “Manlio Cecovini”. Vince una tesi sul mito di Trieste tra Ottocento e Novecento


Quarta edizione del Premio di studio istituito dal Centro Studi “Manlio Cecovini” di Trieste per ricordare una figura esemplare della città giuliana e della Massoneria italiana. Cecovini fu infatti sindaco di Trieste, nonché europarlamentare, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia e Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico Accettato che è anche sponsor del Premio.
La cerimonia di premiazione è avvenuta recentemente ed è stato Luigi Milazzi, presidente del Centro Studi “Manlio Cecovini” a consegnare il premio di 1500 euro al vincitore Davide Giardina che è autore di una tesi di laurea magistrale in Lettere Classiche e Moderne intitolata Il Mito di Trieste fra Ottocento e Novecento”. Dopo la consegna del premio Giardina ha presentato ampiamente il suo lavoro stimolando un dibattito.
Dal 2014 il Premio ha evidenziato tesi di laurea di rilievo su fatti e persone locali. Mirta Devidi è stata la prima vincitrice con “Manlio Cecovini: scrittore testimone del suo tempo”; nel 2015 è stata la volta di Vanessa Maggi con “Teodoro Mayer: giornalista e politico triestino fra Irredentismo e Grande Guerra”; lo scorso anno è stato Luca Manenti a vincere la selezione con la tesi Massoneria e Irredentismo. Il Circolo Garibaldi di Trieste tra Ottocento e Novecento”.
Il Centro Studi “Manlio Cecovini” svolge un’intesa attività culturale sotto la presidenza di Luigi Milazzi (Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia ed ex Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese) al quale è stato confermato l’incarico per il triennio 2017-2019. Segretario è stato eletto Alessandro Giadrossi. In occasione dell’assemblea per il rinnovo delle cariche il professor Giovanni Gregori ha tenuto una conversazione pubblica su Le prose arrabbiate di Marin e Cecovini, uomini di frontiera”.
Manlio Cecovini
Il Centro Studi è nato a Trieste nel 2011, con il patrocinio del Rito Scozzese Antico ed Accettato, su impulso di persone vicine a Manlio Cecovini per valorizzarne la figura: persona dai molteplici interessi e dalla personalità poliedrica ha saputo dare e lasciare traccia del suo impegno in tutti i settori delle sue molteplici attività. Combattente sul fronte greco-albanese con la “Julia”, avvocato dello Stato dal 1949 per un trentennio, fertile scrittore e saggista fino agli ultimi anni di vita, consigliere regionale e parlamentare europeo, Cecovini fu sindaco di Trieste dal 1978 al 1983. È stato un uomo che ha dato tanto anche alla Massoneria del Grande Oriente d’Italia che lo ebbe, come abbiamo detto, Gran Maestro Onorario e nel Rito Scozzese Antico e Accettato in cui raggiunse la carica più alta di Sovrano Gran Commendatore.
Il Centro Studi triestino, dopo la sistemazione provvisoria in corso Saba, ora ha sede in via Torrebianca. Qui, con spazi idonei anche per attività aperte al pubblico, ha intensificato l’impegno per il premio di studio e per la raccolta e la catalogazione di scritti e documenti di Cecovini che arricchiscono la propria biblioteca. Il programma del Centro prevde eventi culturali legati alla promozione e alla diffusione degli ideali di libertà e tolleranza. È un progetto di ampio respiro che, attraverso la valorizzazione di Cecovini, potrà anche a contribuire a presentare, nella giusta luce, alcune di quelle idee portanti, in termini di libero pensiero e di impegno civile, che in lui hanno trovato, non solo in sede locale, un’elevata declinazione.


Il Gran Maestro Stefano Bisi ribadisce con forza la trasparenza e il ruolo iniziatico della Massoneria


Festa di San Giovanni Battista alla Loggia Heredom - Venerdì 30 Giugno 2017




Nella concezione esoterica, due volte l’anno, si aprono le porte del cielo ed il Cielo entra in comunicazione con la terra. Ciò avviene in occasione del Solstizio d’estate ed in quello d’inverno, che coincidono con la celebrazione dei due santi che la Massoneria Universale ha eletto a suoi protettori: San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista.

La Loggia Heredom 1224 di Cagliari, il prossimo 30 Giugno, come ogni anno, organizza una Tornata rituale per la celebrazione del San Giovanni d'Estate e ripropone il tradizionale rituale della Festa delle Rose.    

Al Solstizio d’estate – la Festa delle Rose – corrisponde alla porta aperta verso il basso, quindi al passaggio del benefico flusso energetico che consente la maturazione dei frutti della terra ed il rafforzamento di tutti gli Esseri che la popolano. La Festa delle Rose è una festa di prosperità, in cui il G.A.D.U. inonda la terra con le gemme della vita, è un richiamo al Rinnovamento: non è solo l’invito ad eliminare tutto quanto di negativo ci ha recato il passato, bensì l’esortazione a consegnare noi stessi al Principio dell’Iniziazione, a riproporre il Rito della Fenice; rinnova in noi la Luce del Crisma Massonico, ricordandoci che l’iniziato è un uomo in continuo divenire, giacché procede per acquisizioni progressive sulla via della Libertà. 

L'appuntamento è per Venerdì 30 Giugno, alle ore 20,00, presso la Casa dei Liberi Muratori di Cagliari, in Piazza Indipendenza 1. E' gradita la conferma della partecipazione a sardegna.1224@grandeoriente.org.

La tornata sotto le stelle della Loggia Paolo Sarpi n° 925 di San Vito al Tagliamento


Anche Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, fa distinzioni quando si parla di Massoneria


Dopo il procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, anche il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha operato un importante distinguo a proposito delle vicende che collegano la Massoneria con intrecci fra criminalità, politica e pubblica amministrazione istruzione. Il dottor Gratteri ha parlato esplicitamente di Massoneria deviata, ovvero di tutte quelle logge non riconosciute dal Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. Ecco uno stralcio dell’intervista del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri rilasciata a Guido Ruotolo per Notizie.tiscali.It
Dunque, lei sta cercando verifiche dell’esistenza di rapporti tra Ndrangheta, politica, pubblica amministrazione e massoneria?
«Stiamo parlando della massoneria deviata, cioè di quelle logge massoniche non riconosciute da Palazzo Giustiniani dove convivono quadri della pubblica amministrazione, professionisti, e gli esponenti della Santa, quel grado di affiliazione alla Ndrangheta che autorizza i suoi vertici anche a una doppia affiliazione, alla massoneria appunto. Ecco tracce di queste presenze ci sono. È vero che in quarant’anni o poco meno non è stato celebrato un processo con sentenza foss’anche solo di primo grado che certificasse questi rapporti. Dei fascicoli sono stati aperti in passato. Le rispondo ricordando che le indagini vanno fatte in silenzio».


Massoneria: Bisi (Goi), parole Roberti sono per noi speranza | Ansa


(ANSA) – ROMA, 26 GIU – “Quando si analizzano le cose con grande equilibrio, senso del dovere e facendo i necessari distinguo, allora si può ben dire che si è sulla strada giusta per capire il vero e prezioso ruolo della Massoneria all’interno della Società. Le parole del procuratore nazionale Antimafia, dottor Franco Roberti, che nell’intervista su Skytg24 alla giornalista Maria Latella, ha opportunamente fatto chiarezza separando la Libera Muratoria ufficiale e regolare, di cui il Grande Oriente d’Italia rappresenta da oltre 200 anni la più antica Obbedienza nel Paese, da quella occulta e deviata legata a commistioni con la criminalità, sono importanti e costituiscono per noi massoni una salvaguardia ed una speranza”. Lo afferma il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (Goi), Stefano Bisi, commentando le parole del procuratore Roberti ieri a Sky. “Spesso nell’ambito di inchieste giudiziarie e di notizie pubblicate dai media – afferma Bisi – si parla genericamente di Massoneria, facendo di tutta l’erba un fascio, con conseguenze negative per l’onorabilità dei fratelli che fanno parte del Grande Oriente d’Italia. Speriamo che anche altri soggetti comprendano la complessità del fenomeno Massoneria, dove non esiste un copyright, e che la nostra Comunione venga tutelata e preservata da arbitrarie e lesive generalizzazioni. Noi ribadiamo con forza la nostra trasparenza, e l’alto ruolo iniziatico della nostra missione che ci vede portatori di principi e valori sani che elevando l’Uomo combattono le mafie”.(ANSA).


Sabato a Roma, alla presenza del Gran Maestro Stefano Bisi, si è tenuto il IX Emulation Day. Nel 2018 sarà a Milano




Sabato 24 Giugno, nel giorno di San Giovanni Battista e nella ricorrenza del 300° anniversario della Libera Muratoria moderna, presso Casa Nathan a Roma, si è tenuto il IX Emulation Day, la tradizionale Riunione annuale delle “Emulation Lodge” italiane, a cui ha partecipato l'Illustrissimo e Venerabilissimo Gran Maestro Fr. Stefano Bisi. 

A far gli onori di casa è stata la Loggia Jerusalem n° 1199 di Roma, organizzatrice del riuscitissimo evento che, oramai, è divenuto una tradizione consolidata tra le Logge Emulation del Grande Oriente d'Italia. Quest’anno a Roma, negli anni passati a Torino, Bari, Palermo, Pavia, Cagliari, Firenze, Venezia, Compiano.

Erano presenti nel Tempio maggiore di Casa Nathan circa 200 Fratelli, in rappresentanza di 65 Logge provenienti da ogni parte d'Italia.

Tra i presenti anche il Grande Oratore Claudio Bonvecchio, i Gran Tesorieri Aggiunti Giuseppe Trumbatore ed Enzo Liaci, il Consigliere dell'Ordine in Giunta Fabrizio Celani, il Gran Consigliere Federico Donati, il Gran Copritore Esterno Daniele Vanni, il Giudice della Corte Centrale Daniele Vanni, il Gran Rappresentante dello Stato della California Tiziano Busca, l'Ex Presidente della Corte Centrale Carlo Petrone, numerosi Consiglieri dell'Ordine, i Presidenti dei Collegi Circoscrizionali del Piemonte Valle d'Aosta Renato Lavarini, del Veneto Giampiero Metidoro, della Toscana Francesco Borgognoni, del Lazio Carlo Ricotti e della Sicilia Antonino Recca, accompagnati da numerosi Dignitari dei diversi Collegi.

Il X Emulation Day si terrà nel 2018 a Milano, organizzato dalla Loggia San Giovanni 1246, mentre l'edizione del 2019 sarà organizzata dalla Loggia Ariel 1252 a Pescara.    

Durante la Tornata Rituale, oltre all'allocuzione dell'Ill.mo e Ven.mo Gran Maestro, si è tenuta la Cerimonia di conferimento del rango di Fratello Onorario della Loggia Jerusalem a diversi Fratelli e la Cerimonia di Gemellaggio tra le Logge Jerusalem 1199 di Roma, la Loggia Gaetano De Rose 1391 di Cosenza e la Loggia Niccolò Piccinni 1394 di Bari.

Al termine della Tornata Rituale i Fratelli si sono recati alla Villa Il Vascello, sede nazionale del Grande Oriente d'Italia, per partecipare ai festeggiamenti per i 300 anni della Libera Muratoria. 

Il procuratore nazionale Antimafia: «Bisogna distinguere tra Massoneria ufficiale e deviata». Il Procuratore di Catanzaro: «Le generalizzazioni sono una pessima strada da seguire»


Il procuratore di Catanzaro Gratteri

Il procuratore nazionale Antimafia,  Franco Roberti, ospite il 25 giugno del programma di approfondimento condotto dalla giornalista Maria Latella su Skytg24 ha parlato nel corso di una lunga intervista anche della Massoneria operando una importante distinzione fra la Massoneria ufficiale e quella occulta o deviata. E anche il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri
al riferimento tra gli intrecci tra Massoneria e Ndrangheta precisa: «Le generalizzazioni sono una pessima strada da seguire». E quando il cronista incalza sull’esistenza dei rapporti, Gratteri è ancora più chiaro: «Stiamo parlando della massoneria deviata, cioè di quelle logge massoniche non riconosciute da Palazzo Giustiniani».
Parole che dovrebbero fare riflettere i vari Rosy Bindi, Giarrusso, Fava, Turrano...

Storia del Rito di York / 6


di Giuseppe Di Domenica



Ritorniamo con un po’ di storia; Carlo II come già il padre non era un democratico ma sicuramente un grande amante di arte e cultura, era protettore di grandi artisti tra i quali Antoon van Dyck, e fu un munifico patrono delle arti e delle scienze: aiutò la fondazione dell'Osservatorio Reale di Greenwich e della Royal Society, i cui primi membri furono, tra gli altri, Robert Hooke, Robert Boyle e Isaac Newton.  E guarda caso troviamo tra gli artisti favoriti e protetti da Carlo Christopher Wren, il celebre architetto che progettò gran parte degli edifici religiosi e pubblici costruiti subito dopo la devastazione causata dal Grande incendio di Londra (dopo la peste di Londra). Carlo, nel 1683, fu il primo sovrano inglese a permettere che a teatro i ruoli femminili fossero interpretati da donne e non da uomini travestiti, come accadeva sino ad allora, in questo dimostrando una grande apertura di intelletto, e ovviamente di grande attrazione per i muratori speculativi dell’epoca, e che dire del titolo di Royal Art assegnata ai nostri antichi fratelli ?. Aveva assistito alla morte del padre Carlo I decapitato,  prima violazione del Diritto Divino dei reali in favore della nuova sovranità popolare che troverà il proprio culmine nella rivoluzione francese e nel travolgimento dell’idea monarchica di governo.

E è proprio in questo punto che troviamo numerose lacunosità nella storiografia ortodossa della muratoria inglese che onestamente vela ma non nasconde i fatti storici.

È un momento di passaggio fra il regno di un Re amante del bello e protettore dei freemasons, fondatore della Compagnia delle Indie e cugino del Re di Francia, ma in grave odore di cattolicesimo, che passa la Corona al fratello Giacomo II già Duca di York (guarda il caso !), che dovrà per ragioni di stato dare la figlia in sposa al vecchio nemico Guglielmo d’Orange che sarà successore nel regno. Feroce è infatti l’opposizione a tutto quanto sia in prossimità del cattolicesimo romano, e sul Trono dei tre regni potrà sedersi solamente un protestante di sicura fede.

Non resta a questo punto che fuggire dal cugino Luigi XIV Re di Francia che accoglie lo Stuart con il suo seguito, fra cui un reggimento che la leggenda (per la storiografia britannica) vuole dia alla luce la prima Loggia massonica inglese fondata in Francia in quel lontano 1688. Parliamo del mitico Royal Irish Regiment (cattolico) denominato anche Garde Irlandaise  al comando del duca William Dorrington e della R.L. "La Parfaite Égalité" di  Saint-Germain-en-Laye

Gli storici ortodossi inglesi affermano con documenti alla mano che la prima Loggia muratoria (protestante) sia in realtà la "Amitié et Fraternité", fondata nel 1721 a Parigi anche se altri documenti storici attestano con sicurezza che irlandesi cattolici ed esiliati jacobiti si riunissero in una Loggia al  "Louis d'Argent", sempre in rue des Boucheries  ben prima del 1723 quando ottenne una regolare bolla dalla Gran Loggia di Londra con il titolo "Saint Thomas", e che guarda caso si riuniva sempre al "Louis d'Argent", in rue des Boucheries.

1738 la Bolla Papale di scomunica, in quella data oramai tutte le forme rituali si vanno velocemente scristianizzando, il grado di Maestro sorge sulla tomba di Hiram (in forte odore di occultismo) e Noè primo ispiratore è caduto nel dimenticatoio (lo ritroveremo nell’Arco Marinaro), il Papa scrive « ... Noi pertanto, meditando sui gravissimi danni che per lo più tali Società o Conventicole recano non solo alla tranquillità della temporale Repubblica, ma anche alla salute spirituale delle anime, ……. affinché, cioè, non corrompa i cuori dei semplici né ferisca occultamente gl'innocenti; allo scopo di chiudere la strada che, se aperta, potrebbe impunemente consentire dei delitti; per altri giusti e razionali motivi a Noi noti, ………… decretiamo doversi condannare e proibire, come con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, condanniamo e proibiamo le predette Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole dei Liberi Muratori o des Francs Maçons, o con qualunque altro nome chiamate. ... », oramai la rottura è sancita definitivamente.

Concludendo questo scorcio di anni dal 1685 al 1720 ovvero 35 anni, in una serie di suggestive ipotesi; re inglesi in odore di cattolicesimo sono i protettori dei freemasons che sappiamo essere operativi/speculativi, York è realista nelle prime fasi della guerra civile e le prime “logge degli Inglesi” sparse in tutta Europa sono pieni di giacobiti.  La Gran Loggia di Londra (anglicani e protestanti orangisti) del 1717 si proclama senza clamori nuova entità muratoria, ma ben sapendo di avere profonde radicazioni nella eretica muratoria  del nord fatta da scozzesi calvinisti e masnade di irlandesi cattolici e re in odore di cattolicesimo. Dove si praticano gli eretici rituali del Marchio e dell’Arco emendati invece dalla muratoria di Londra; il Papa condanna i liberi muratori cattolici in maniera irrevocabile e quindi di fatto li fa decadere rispetto alla controparte protestante che invece li accetta senza alcun problema. Ed a questo punto come la mettiamo fra le due forme rituali principali? La protestante accettata sintetica forma della Gran Loggia di Londra, o la ridondante Tradizione dei rigettati muratori del Nord (scozzesi/York), la Corona provvederà ad unire queste due anime nella Unione del 1800.

Follie, visioni prive di fondamento ? Forse, ma troviamo delle pietre d’inciampo  assai significative.

La prima in un discorso fatta dal Fr. George W. Speth uno dei fondatori della Loggia di Ricerca " Quatuor Coronati Lodge, No. 2076, - London advises the students to "put no trust whatever in accounts connecting the Stuarts with Freemasonry. We have it in the Young Pretender's own written and verbal statements that they are absolutely baseless, pure inventions.-

L’altra, nella già citata risposta, che il Gran Segretario Spencer nel 1767 rende ad un Fr. a Francoforte, dove stigmatizza l’Arco come “una invenzione seduttiva e deviante”, peccato che lo stesso Spencer l’anno prima fosse stato esaltato come muratore dell’ Arco!

La damnatio memoriae dei latini...

lunedì 26 giugno 2017

La via della Conoscenza. Massimo Agostini, Mauro Cascio, Domenico Fragata: «Tre secoli di sapienzialità massonica»




La via della Conoscenza. Un momento di confronto tra gli studiosi più rappresentativi della Massoneria e delle sue tante eredità sapienziali. Si è svolto nel comasco ieri. Hanno partecipato, ospite di Alberto Iasi che ha moderato l'incontro, Douglas Swannie, che si è soffermato sulle origini del Rito Scozzese, Michele Leone, che ha tentato una definizione condivisa di 'società iniziatica', Massimo Agostini che ha presentato il sistema dei gradi del Rito di York, il più antico e diffuso sistema altograduale del mondo. Michele Fragata ha parlato delle influenze cabalistiche, anche a partire dalle parole di passo della Massoneria simbolica, Mauro Cascio di quelle alchemiche, anche sulla scorta di alcuni libri recentemente pubblicati da Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno, tra cui quello del barone Tschoudy che per la prima volta propone al pubblico italiano i suoi rituali alchemici. Si è parlato anche della Mystica Aeterna di Steiner, un evento anche editoriale dei mesi scorsi sempre per Tipheret che tanto successo ha avuto anche in libreria. Hermeticus ha chiuso i lavori con una lunga chiacchierata sullo Gnosticismo e ribadendo la necessità, per la Massoneria, di essere 'operativa'.

Il Sommo Sacerdote Tiziano Busca a San Galgano




Il Sommo Sacerdote del Rito di York Tiziano Busca ha portato i saluti in uno degli eventi più coinvolgenti del Grande Oriente d'Italia. L’antica Abbazia cistercense di San Galgano, «mostrando i segni del tempo che la rendono così affascinante e particolare, è stata nuovamente testimone di un momento “magico”… circa 500 Fratelli e più di 200 ospiti riuniti parevano aver colmato il vuoto e la solitudine di quelle mura spoglie lontane da tutto e da tutti. Quella valle desolata si è riempita delle emozioni prima suscitate dal sublime tocco del Maestro Francesco Attesti, pianista di fama internazionale, poi dalla ritualità solstiziale, peraltro perfettamente eseguita dai Maestri Venerabili delle Logge senesi guidati da Alessandro Passaponti della RL Arbia 138».

Fonte: GOI 

Procuratore Roberti distingue Massoneria ufficiale da quella occulta e deviata. Gran Maestro Bisi: “Parole importanti, per noi veri massoni una salvaguardia”



Il procuratore nazionale Antimafia,  Franco Roberti, ospite il 25 giugno del programma di approfondimento condotto dalla giornalista Maria Latella su Skytg24 ha parlato nel corso di una lunga intervista anche della Massoneria operando una importante distinzione fra la Massoneria ufficiale e quella occulta o deviata.
Il Gran Maestro Stefano Bisi ha commentato positivamente la dichiarazione del Procuratore Roberti: “Quando si analizzano le cose con  grande equilibrio, senso del dovere e facendo i necessari distinguo, allora si può ben dire che si è sulla strada giusta per capire il vero e prezioso ruolo della Massoneria all’interno della società. Le parole del procuratore nazionale Antimafia, dottor Franco Roberti, che nell’intervista su Skytg24 alla giornalista Maria Latella, ha opportunamente fatto chiarezza separando la Libera Muratoria ufficiale e regolare, di cui il Grande Oriente d’Italia è da oltre 200 anni la più antica espressione nel Paese, da quella “occulta” e “deviata”, sono importanti e costituiscono per noi veri massoni una salvaguardia e una speranza. Spesso nell’ambito di inchieste giudiziarie e di notizie pubblicate dai media si parla genericamente di Massoneria, facendo di tutta l’erba un fascio, con conseguenze negative per l’onorabilità degli iscritti al Grande Oriente d’Italia. Speriamo che anche altri soggetti comprendano la complessità del fenomeno Massoneria, dove non esiste un copyright, e che la nostra istituzione venga tutelata e preservata da arbitrarie e lesive generalizzazioni. Noi ribadiamo con forza la nostra trasparenza, e l’alto ruolo iniziatico della nostra missione che ci vede portatori di principi e valori sani che elevando l’Uomo combattono le mafie”.

San Galgano, festa del Solstizio 2017. Oltre 500 fratelli e tanti ospiti. Il Gran Maestro Stefano Bisi: “Si respira il profumo di Libera Muratoria”


San Galgano 2017. “Che Bellezza! Si respira il profumo della Libera Muratoria”.

Con queste parole il Gran Maestro Stefano Bisi ha proprio colto l’essenza del momento: tutti i presenti vivevano quell’atmosfera particolare che i nostri lavori sanno ricreare ormai da 300 anni e che rappresenta la migliore attrattiva per tutti coloro che desiderano intraprendere la via del miglioramento interiore attraverso la cultura del dialogo, della tolleranza e del rispetto reciproco.
L’antica Abbazia cistercense nei pressi di Montesiepi, mostrando i segni del tempo che la rendono così affascinante e particolare, è stata nuovamente testimone di un momento “magico”… circa 500 Fratelli e più di 200 ospiti riuniti parevano aver colmato il vuoto e la solitudine di quelle mura spoglie lontane da tutto e da tutti. Quella valle desolata si è riempita delle emozioni prima suscitate dal sublime tocco del Maestro Francesco Attesti, pianista di fama internazionale, poi dalla ritualità solstiziale, peraltro perfettamente eseguita dai Maestri Venerabili delle Logge senesi guidati da Alessandro Passaponti della RL Arbia 138. Toccanti e coinvolgenti gli interventi. Prima Giovanni Greco, oratore della serata, fra le molte dotte citazioni ci ha voluto ricordare come le parole usate da D’Alembert nel discorso preliminare all’Encyclopédie per descrivere la “costruzione del sapere” si adattino anche al viaggio iniziatico. Poi gli interventi all’Oriente dei due Presidenti di Collegio, Borgognoni per la Toscana e Melani per la Liguria. Il primo sottolinea come, forse per la prima volta, la Liberia Muratoria italiana abbia trovato nel Gran Maestro Bisi uno strenuo difensore di fronte agli attacchi pubblici: Bisi si è fatto carico per tutti della difesa dei diritti fondamentali, sanciti costituzionalmente, dei cittadini al di là dell’appartenenza massonica. Melani da parte sua conferma questa valutazione e anch’esso ricorda al Gran Maestro che oltre alla gratitudine ha anche l’appoggio dei Fratelli nelle sfide presenti e future.
Infine, il Gran Maestro ha degnamente concluso la serata. Per Bisi più che dei contenuti attacchi mediatici, a San Galgano conviene volgere lo sguardo alle stelle, l’orecchio alle parole ed alle note del Maestro Attesti e lo spirito all’armonia, alla bellezza del momento. Infatti, la Libera Muratoria è capace di suscitare le migliori sensazioni, a San Galgano ne abbiamo vissuto l’essenza, la positività e godendo della peculiare capacità di affratellare tutti gli uomini buoni che lavorando su se stessi nel presente mantengono lo sguardo su un futuro migliore per tutta l’Umanità. La dimostrazione più evidente dell’apprezzamento di molti per ciò che la Libera Muratoria è e rappresenta, si desume da quanti dall’esterno ci guardino con grande interesse e dalla folta partecipazione alle nostre iniziative. Tutto questo ci deve ricordare che non siamo soli e che il fattivo sforzo, prestato in tutto il territorio nazionale, per una corretta elevazione culturale sui grandi temi della vita e dell’attualità ci è sovente ampiamente riconosciuto.
Così la Libera Muratoria esprime le sue migliori qualità, in primis, quella di essere una vera e propria “catena d’unione” formata dalle migliori intenzioni umane: essa deve sempre lavorare affinché il futuro appartenga sempre più a coloro che hanno il coraggio e la forza interiore di operare per il bene comune e la libertà di tutti.(Gianmichele Galassi)

Festa al Vascello per 300 anni della Massoneria moderna. L’allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi


Grande festa al Vascello il 24 giugno per celebrare i 300 anni della Massoneria moderna, nata a Londra nel giorno di San Giovanni del 1717 . Davvero tantissimi i fratelli e gli ospiti che sono intervenuti all’evento, organizzato nel parco della  sede del Grande Oriente d’Italia. A dare il via alla manifestazione un incontro dedicato al tema“Per una cultura della libertà” al quale hanno partecipato  Eugenio Bernardini , Moderatore della Tavola Valdese,  Arturo Diaconale,  direttore del quotidiano “L’Opinione delle Libertà” e Hadeel Azeez Dhaher, pittrice irachena. 
Sul palco anche Nicola Alemanno, sindaco di Norcia, che, dopo la sua presenza alla Gran Loggia di Rimini, ha rinnovato la sua amicizia con il Grande Oriente che sta partecipando alla rinascita di una comunità che non solo è cuore d’Italia ma di tutto il vecchio continente con il suo patrono San Benedetto, patrono d’Europa.
Il celebre artista di fama internazionale Diego Campagna si è poi esibito in un concerto dl titolo “La chitarra, tra virtuosismo e poesia” interpretando brani di Brahms,  di Fernando Sor, Andrew York, F. Moreno Torroba, R. Sainz de la Maza, A. Lauro, R. Dyens. Un viaggio magico ed affascinante, tra virtuosismo e poesia, che ha trasportato il pubblico tra i secoli, dal XVIII fino ai giorni nostri, attraversando l’Europa, il Nord e Sud America, esplorando la storia di uno strumento meraviglioso, toccando alcune delle più celebri e famose composizioni dedicate alla chitarra. Al termine il Gran Maestro Stefano Bisi ha tenuto la sua allocuzione. Ha concluso un buffet solidale con i prodotti grastronomici di Norcia.
Ecco il testo dell’allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi
Benvenuti carissimi Fratelli, gentili signore, amici che siete arrivati al Vascello anche da molto lontano. Grazie di essere qui con noi per condividere questo compleanno. Ci siamo dimenticati le candeline. Rimediamo con gli accendini o con i telefonini.  Accediamoli tutti insieme.  Accendiamo la grande fiamma della libertà e della solidarietà. Ci siamo fatti un regalo: abbiamo messo a posto il pianterreno del Vascello, che vi invito a visitare. Abbiamo anche riportato alla luce un fondo, il cosiddetto Fondo Lattanzi, che è rappresentato da tante opere uniche di valore massonico. Lo porteremo dal sottoscala e lo faremo salire per mostrarlo a tutti. Per mostrare questo grande grande patrimonio che fu acquistato trenta anni fa dal Gran Maestro Armandino Corona.  E poi ci siamo fatti anche un altro regalo oggi. Anche questo un dono molto atteso. Ce l’abbiamo fatta!. Sono i fascicoli che ci vennero sequestrati nel 1992 da pubblico ministero Agostino Cordova. Sono qui. Questi sono il frutto della libertà, di noi alfieri della libertà. Nel  1992 vennero qui a sequestrare queste carte, come pure effettuarono sequestri nelle case dei nostri fratelli in giro per l’Italia. Fratelli, che nottetempo  vennero svegliati dalle forze dell’ordine. Qualche giorno fa mi ha detto un vecchio fratello “il tempo è galantuomo”. Non è vero. Il tempo non è galantuomo o quanto meno non è galantuomo per tutti. Alcuni di quei fratelli che quella notte vennero svegliati dalle forze dell’ordine sono passati all’Oriente Eterno e non avranno la soddisfazione di riprendersi i documenti che erano loro e che vennero ingiustamente sequestrati da quel pubblico ministero. E alla fine,  quell’inchiesta, ricordiamo ancora, era il 3 luglio del 2000, finì con un’archiviazione. Ci siamo fatti quindi questo regalo e oggi più che mai brilla la fiaccola della Libertà. Una ficaccola che noi teniamo sempre accesa, anche in questo periodo in cui ci sono assalti da parte dei nuovi barbari oppositori del libero pensiero, beceri e pericolosi populisti,  falsi democratici, doppio-garantisti. E in cui ci attaccano coloro che chinano le teste e le loro coscienze cercando di costruire dei mostri che non esistono. Questi uomini e donne che pensano di colpirci guardano con le false lenti del pregiudizio ed agiscono in modo ipocrita e violentemente discriminatorio nei confronti di una Comunione che difende da sempre, dalla sua nascita, i valori fondamentali dell’uomo la  Tolleranza, la Solidarietà, la Fratellanza, l’Uguaglianza. Ma i nostri labari garriscono al  vento. Durante gli interventi guardavo il labaro che da oggi è sul tetto del Vascello. Guardavo con commozione ed emozione anche questo labaro, antico, intriso delle lacrime dei nostri fratelli che sono di gioia e di dolore, perché in questi secoli ne abbiamo passate di tutti i colori. Ma noi ci siamo, ci siamo ancora con il nostro labaro e con il nostro nome che non è cambiato. Noi ci chiamiamo sempre Grande Oriente d’Italia. Altri, quelli  che vogliono colpirci, hanno dovuto cambiare nome, cognome, dna per dimostrarci chi sono, per poter esserci. Noi ci siamo anche perché siamo stati capaci in questi secoli anche di fare autocritica quando abbiamo sbagliato e bisognerebbe che anche altri capissero che è necessario fare autocritica. E noi oggi siamo qui, insieme a tanti fratelli venuti da lontano, a tanti amici, che liberi muratori non sono,  siamo qui  per ricordare le nostre forti radici, le nostre solide radici, radici che ci hanno permesso nel tempo di dar vita a rivoluzioni,  che hanno travolto regimi illiberali, aiutando e favorendo il progresso tecnologico e cercando sempre ed ovunque di elevare l’Uomo e migliorare l’Umanita’.
Ma qualcosa negli ultimi tempi sta accadendo in Italia che non ci piace,  perché l’abbiamo già visto, letto sui libri e lo abbiamo appreso da testimoni, che hanno vissuto momenti terribili. C’è qualcuno, anzi più di uno che, nascondendosi dietro la facile bandiera dell’Antimafia ed argomentando assurdi accostamenti e teoremi, vuole servirsi della Libera Muratoria come capro espiatorio dei problemi del mondo.
Prima hanno mandato tredici finanzieri. E, in questa sala, il primo marzo, c’era quel labaro nell’angolo che ci sosteneva, ci confortava. Era la storia che ci confortava. Hanno violato, secondo noi, la legge. Adesso c’è chi pensa di andare oltre, che nutre l’ambizione di marchiare i liberi muratori e di ripetere le “gesta” di un “gentiluomo” che si chiamava Benito Mussolini. Ma lo dico oggi, nella festa di compleanno della Massoneria, e senza giri di parole, lo dico in in modo diretto: Noi liberi muratori siamo buoni, i liberi muratori sono buoni. Amano anche la loro patria, amano i diritti che questa patria concede. E reagiremo e stiamo reagendo con la legge in mano per difendere il libero associazionismo. Noi siamo alfieri delle libertà. Noi siamo alfieri delle libertà di tutti i cittadini. A chi sta a cuore la libertà di tutti ricordo che quando si comincia a perseguitare la Libera Muratoria suona un campanello d’allarme. Lo capì Antonio Gramsci nell’unico intervento che fece alla Camera, quando intervenne per difendere la Massoneria, lui che non era massone, per difenderla da una legge che stava per essere approvata. Una legge che venne approvata e che di  lì a pocodecretò la morte della libertà di tutti. E a chi oggi presenta proposte di legge liberticide consiglio, se mi è permesso di dare un consiglio, di rileggersi la Costituzione della Repubblica italiana, in particolare gli articoli 2 e 18, quella  Costituzione che è il testamento spirituale di centomila morti, come disse Piero Calamandrei. Il 4 novembre siamo andati alle urne per votare sì e votare no. Non mi ha appassionato quel dibattito. Sarebbe stata invece quella un’ occasione per riflettere sulla Costituzione, per adattarla ai tempi che cambiano e allora dico a chi ha scritto quelle proposte di legge:  se oggi avete la libertà di dire, di scrivere, lo si deve a tanti che hanno combattuto per la libertà, che hanno combattuto perché questa nostra  nazione chiamata Italia fosse una, che ci fosse un parlamento che rispettasse il principio della divisione dei poteri.
I liberi muratori del Grande Oriente d’Italia si sarebbero aspettati considerzione, per quanto abbiamo fatto per questa  patria, in occasione del  Risorgimento ma anche durante la  ricostruzione, e la nascita della Repubblica. Un nostro fratello Meuccio Ruini contribuì a scrivere la Costituzione e un altro fratello  Paolo Paschetto, valdese di Torre Pellice, disegnò addirittura l’emblema della Repubblica italiana. E noi oggi dobbiamo difenderci  dagli attacchi di chi è chiamato a rappresentare la Repubblica italiana. E’ questa l’aberrazione. E’ questo il contro senso.
Com’è possibile che ci siano uomini che si divertono a giocare con il cuore e l’anima di migliaia di altri uomini?  Questa è una strada senza via d’uscita. E’ la strada di chi ha un odore stantio, questo sì di democrazie illiberali. L’odore stantio di pensieri fritti e rifritti. L’odore stantio non è quello della Libera Muratoria. La Libera Muratoria profuma, profuma  di libertà, di tolleranza, di uguaglianza, di solidarietà. 
E noi non ci stiamo a rimanere in difesa, arroccati. Chi ha la passione del calcio come me, ricorderà un vecchio allenatore, Nereo Rocco, che quando allenava squadre piccole, deboli, si arroccava in difesa, faceva il catenaccio e quando poi quando ha avuto squadre importanti è andato anche all’attacco. A noi non piace il catenaccio.  A noi piace un altro metodo, quello ad esempio di  Arrigo Sacchi: la ripartenza. Noi da questo evento, da questo fatto del primo marzo, da questo furto di libertà ai danni del Grande Oriente d’Italia, noi ripartiamo, ci rilanciamo. I fratelli sono più uniti, più attivi , più coesi. Noi, cara la nostra Italia, siamo cittadini del mondo ma non di un mondo di cimeli, di oggetti del passato da esibire. I nostri simboli e gli strumenti che usiamo non hanno perso il loro immenso valore costruttivo e spirituale. I ponti e le opere che abbiamo fatto non cadono. Sono indistruttibili. Vorrebbero metterci in una trappola. Pensano che noi vestiti un po’ alla garibaldina con i nostri labari, i nostri grembiuli  saremo spazzati via dalla corrente, dal conformismo, magari esausti e divisi. Non sarà così. Chi vuole questo, si deve mettere il cuore in pace. La Libera Muratoria ci sarà ancora. Le nostre colonne sono forti. Sono solide. Ci sono fratelli straordinari che ogni sera partecipano alle tornate rituali nelle 850 logge di tutta Italia. Ce ne sono alcuni che voglio ricordare. Ce n’è uno che alcuni di voi hanno visto all’inizio di questa festa di compleanno: si chiama Mario Sacconi  ed è arrivato con la sua carrozzella, accompagnato da un fratello. Mario Sacconi ha 91 anni .  E’ stato l’ultimo copritore di Palazzo Giustiniani. E’ stato qui, è tornato nella sua casa, a trovarci, per prendere e dare energia a tutti noi, ai fratelli più giovani, che devono sapere che tra le colonne ci sono ancora fratelli come Mario, o come Franco Basile che ho incontrato a Taranto qualche giorno fa a una tornata della sua loggia.  Franco ha 95 anni, è stato iniziato il 29 maggio del ’47. Io non ero nato. Franco Basile ogni settimana partecipa ai lavori della sua loggia e alla fine della tornata prende il registro e chiama tutti i fratelli assenti e li rimprovera, chiedendo loro perché hanno fatto la corta.  Quando ci siamo salutati mi ha donato una lettera e una sua foto. “Portale con te -mi ha detto -ti porteranno fortuna”. Io le porterò con me. Sono emozioni. Sono forti emozioni che solo la Libera Muratoria sa dare. Come quando l’altro giorno a Bucarest, durante la Conferenza mondiale dei Gran Maestri, quando ho salutato il Gran Maestro della Gran Loggia del Rio Grande do Sur e mi sono presentato,  e lo ho visto fare un balzo, ho pensato di aver fatto un errore, una gaffe. No, lui era sorpreso e mi ha detto che nella sua loggia c’erano ben quattro fratelli che si chiamano Bisi, con i quali poi mi sono sentito. Uno dei quattro mi ha raccontato di essere nato lì da genitori italiani, i nonni erano venuti da Mantova. E ho pensato allo ius soli. E ho pensato a quei bambini che nascono qui, che parlano italiano molto meglio di me, ma hanno un colore diverso dal mio nella pelle, sono italiani o no? Sono italiani. Loro sono italiani come noi e non possiamo emarginarli. E poi c’è un altro fratello, che è passato all’Oriente Eterno: si chiamava Alberto, viveva nelle montagne del Casentino, in provincia d’Arezzo. I fratelli  piu’ giovani andavano a prenderlo a casa per portarlo in loggia, finche’ le forze lo hanno sorretto. A un certo punto non ce la faceva piu’ ma non voleva perdere l’appuntamento con la tornata di loggia. Allora, il giorno della convocazione, si chiudeva nel salotto di casa, indossava il grembiule e i guanti, da solo, recitava il rituale, faceva il maestro venerabile, l’oratore, il primo sorvegliante, il secondo. “Di sicuro non litigo con nessuno”: faceva questa  battuta.  Non vogliono capire che noi siamo uomini sensibili. Vorrebbero farci fare la fine dell’Albatros della poesia di Baudelaire: il gabbiano, un tempo re del mare, simbolo della libertà che viene catturato e deriso dai marinai perché vecchio e stanco. Ed i marinai di oggi nei  nostri confronti chi sono? Coloro che ci calunniano dall’alto del loro scranno? Noi non faremo la figura di quel gabbiano deriso. Noi non ci stiamo a farci mettere in un angolo. Goethe,  fratello nostro,  scriveva che “in principio era l’Azione”. Voltaire, altro fratello nostro, scriveva che “non c’è un male da cui non nasca un bene”.  La verità è che, quella notte del primo marzo, che si è conclusa  alle 6,30 del 2 marzo, ci ha aiutato a capire meglio chi siamo, chi vogliamo essere, che siamo noi il frutto di un albero antico, siamo guardiani della libertà, alfieri delle libertà. Di quella libertà che alcuni nostri fratelli pagarono con la vita come Giovanni Becciolini, ucciso a Firenze dagli squadristi che volevano prendere gli elenchi dei massoni fiorentini  e che lui custodiva come segretario della loggia. O come Achille Ballori, che era stato eletto Gran Maestro, ucciso da uno squilibrato che pensava che tutti i suoi guai dereivassero dalla Massoneria. O come Placido Martini che venne trucidato alle Fosse Ardeatine. Tre nomi, ma ne potrei ricordare tanti altri, per esempio Lando Conti, sindaco di Firenze, morto in un agguato delle Br. Un omicidio preceduto da una campagna denigratoria nei suoi confronti. Ecco noi siamo pronti a vigilare e a batterci per una nuova stagione di diritti , il diritto al lavoro, alla salute, allo studio, alla libertà. Quella libertà che amava un vecchio garante della Privacy, Stefano Rodotà, morto proprio ieri. Voglio ricordarlo. Ma voglio ricordarlo soprattutto a coloro che ci attaccano, invocando trasparenza. Sapete cosa diceva Stefano Rodotà? Diceve: “La trasparenza assoluta è tipica dei regimi totalitari”. E chi i oppone all’invasione dello stato nell’intimo di una persona viene immediatamente collocato nella categoria dei sospettati.  Mi sono sgolato l’altra sera a Lamezia Terme al Festival Trame, dove,  devo dire un gruppo di giovani coraggiosi di quella città mi ha invitato per parlare della Libera Muratoria. E’ stato un dibattito acceso, schietto. Speriamo di aver seminato il seme del dialogo. E noi vogliamo essere in prima fila per diffondere la cultura, per stare attenti  alla scuola, ai bisogni degli studenti. E a questo proposito voglio inviare un “in bocca al lupo” a tutti i ragazzi che affrontano la maturità proprio in questi giorni. In particolare agli studenti delle zone terremotate. Pensate che cosa vuol dire vedere tremare il tavolo su cui si sta studiando. E poi, chi va male, può star tranquillo. Vi do una notizia.  L’esame di quest’anno potrebbe essere annullato. E sapete perché? In una traccia del tema di italiano c’era da riflettere su una poesia di un certo Caproni. Caproni era un poeta livornese e sapete il suo peccato, quello che potrebbe portare all’annullamento della maturità? Era di una famiglia di massoni. E quindi ci sarà sicuramente qualche parlamentare che se ha un po’ studiato presenterà un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, pensando che anche lì c’era la mano di un massone che ha tirato fuori la traccia su un suo quasi confratello. Ma noi non ci spaventiamo, noi continuiamo a seminare. Lo diceva un uomo illuminato, il cardinale Carlo Maria Martini: “Educare è come  seminare: il frutto non è garantito ed immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto”. E noi continuiamo a seminare perché vengano garantiti i diritti previsti nella Costituzione della Repubblica Italiana, che è una e indivisibile. Non c’è  un’Italia del Nord, del Centro, del Sud. C’è un’Italia  una e una sola, solidale, con cittadini che si aiutano. Perché è previsto nell’articolo 2 della Costituzione che parla dei doveri inderogabili della solidarietà economica, politica e sociale. E lo dico proprio in questa occasione, in questi giorni in cui emergono carenze nella ricostruzione delle città terremotate. Sono accanto ai sindaci. Oggi davanti a noi c’è uno dei sindaci più valorosi, che si fa più rispettare in questa fase perché vuole aiutare i propri cittadini, Stanno combattendo con difficoltà di ogni genere, non hanno strutture, non hanno risorse e i cittadini vogliono le case, i campi sportivi, le scuole ricostruite. Noi nel nostro piccolo le popolazioni terremotate non le  abbiamo dimenticate. Il buffet che fra poco spero apprezzerete e’ stato allestito con i prodotti tipici di Norcia, è un buffet solidale  proprio per dare un segnale di vicinanza.
Da Gran Maestro elettricista, vivo con trepidazione e ansia l’arrivo delle luci che illumineranno il campo sportivo di Norcia. Vivo  con la stessa ansia e trepidazione dei ragazzini che vogliono giocare nel loro campo sportivo e vogliono giocare di giorno e di notte.  E di notte quando negli inverni di quelle zone fa buio presto vogliono andare nel campo. Li abbiamo conosciuti alla Gran Loggia di Rimini, hanno diritto ad avere le luci per illuminare il loro campo sportivo. E io voglio essere insieme a loro il giorno in cui accenderemo la luce. Noi dobbiamo essere accanto  questi ragazzi, ai dirigenti della società sportiva, che  sono i loro  educatori.  Noi vogliamo essere vicini  anche ai nostri fratelli. I massoni sono temprati da innumerevoli prove che li portano a levigare senza sosta la loro pietra. Sappiamo da 300 anni come ci si muove sul pavimento a scacchi e nella vita di tutti i giorni. E forse è questo il vero segreto massonico, il segreto della fratellanza universale. Noi dobbiamo continuare a sognare. Perché un sogno diventa realtà se lo facciamo tutti insieme. Festeggiamo con gioia il nostro compleanno! Non ci sono le candeline, ma accendiamola questa fiamma di libertà, ci porterà fortuna. Noi siamo antichi, veniamo da lontano, ma siamo giovani nell’anima, come i ragazzi che vanno  ai concerti. Noi siamo alfieri della  libertà e lo saremo per sempre fino all’ultimo dei nostri giorni e dall’Oriente eterno sappiamo che in questa battaglia abbiamo al fianco tanti fratelli valorosi che ci hanno preceduto nel nostro interminabile viaggio. Viva il Grande Oriente d’Italia, viva la Libera Muratoria universale. Viva tutti noi, viva questo nostro amato paese, questa nostra amata patria.






Per una cultura della della libertà.
Eugenio BernardiniEugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, è nato a Cosenza nel 1954, è sposato e ha tre figli. Laureato alla Facoltà valdese di teologia di Roma nel 1981, ha studiato anche a San José in Costa Rica (Centro America) al Seminario Biblico Latinoamericano e al Dipartimento ecumenico di ricerca teologica approfondendo le tematiche della teologia della liberazione. Consacrato al ministero pastorale nel 1982, è stato pastore a Foggia e Orsara di Puglia (Foggia), Torino, Coazze-Giaveno (Torino), San Secondo di Pinerolo (Torino). Giornalista pubblicista, è stato direttore del settimanale delle chiese battiste, metodiste e valdese “Riforma” dal 1996 al 2003. Tra i vari incarichi nell’amministrazione ecclesiastica, è stato vice moderatore della Tavola valdese dal 2005 al 2010.
Arturo DiaconaleArturo Diaconale è direttore responsabile della testata “L’Opinione delle Libertà” ed è nel Consiglio di Amministrazione della Rai da agosto 2015. È inoltre Presidente della Fondazione “Gran Sasso d’Italia” dopo essere stato, dal 2010 al 2015, Presidente del Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga. Nato a Montorio al Vornano (Te) nel 1945, laureato in Giurisprudenza, inizia l’attività giornalistica nel 1973 nella redazione romana del Giornale di Sicilia, quotidiano di cui diventa direttore nel 1978. Giornalista parlamentare dal 1976, nel 1985 viene chiamato come redattore politico alla redazione romana de Il Giornale. Nel 1992 è direttore della sede di Roma di Studio Aperto e l’anno successivo gli viene affidata la responsabilità di dirigere il quotidiano “L’Opinione”. Nel 1996 riceve l’incarico di vice segretario nazionale della Fnsi e segretario dell’Associazione Stampa Romana. Nel 2014 fonda il Tribunale Dreyfus, associazione nata per la riforma del sistema giudiziario e fiscale italiano dedicata alla difesa dei diritti e delle garanzie dei cittadini. Autore di numerosi saggi politici e appassionato di storia dello Stato unitario, nel 1985 ha ideato e condotto la trasmissione giornalistica Ad armi pari su Rai3. Da diversi anni partecipa come opinionista ai principali programmi televisivi di informazione e approfondimento politico e collabora con Il Giornale.
Hadeel A. DhaherHadeel A. Dhaher è una pittrice “sufi” che ha tenuto in Italia e all’estero mostre di grande successo. Attualmente insegna all’Università Iulm. Nata a Baghdad nel 1981, già a dodici anni i suoi disegni sono notati a scuola da un pittore ed è iniziata così la sua esperienza e formazione artistica. Si concentra dapprima in una pittura impressionista, che punta soprattutto sul valore della luce naturale e sui riflessi generati dagli oggetti di colore diverso, per maturare in seguito un linguaggio artistico personale. Nel 2000 si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Baghdad ma a causa della guerra in Iraq nel 2003 lascia il paese e si trasferisce in Italia interrompendo bruscamente i suoi studi. In questi anni, in Italia, ha realizzato diverse mostre personali e collettive.
La chitarra, tra virtuosismo e poesia. Diego Campagna
Diego Campagna
Chitarrista tra i più noti a livello internazionale, Diego Campagna è conosciuto come un esecutore carismatico famoso per il suo repertorio poetico e virtuosistico. Il 30 gennaio 2015 viene invitato ad esibirsi come solista nella leggendaria Carnegie Hall di New York dove viene osannato con una standing ovation alla fine del suo concerto. Il 23 dicembre 2016 al suo ritorno alla Carnegie Hall il pubblico newyorkese gli dedica tre standing ovations dopo i suoi tre bis alla fine del suo concerto. Riconosciuto quindi tra i massimi esecutori del suo strumento dell’ultima generazione, il “Daily Voice” ha scritto: “A wonderful world class guitarist” ed il New York Times ha scritto di lui “A protègè of Eliot Fisk, Campagna is an excellent guitarist who combines Italian spirit with training from Mozarteum in Salzburg”. Nato ad Imperia, Liguria, ha iniziato a studiare la chitarra in Italia all’età di otto anni, dopo aver ascoltato un disco dall’indimenticabile M° Andrés Segovia. Ha studiato presso il Mozarteum di Salisburgo laureandosi con il massimo dei voti con il M° Eliot Fisk. Tra i grandi interpreti che hanno suonato con lui il grande soprano Mariella Devia, il “Neus Wiener Quartet” di Vienna, il violinista Fation Hoxholli, il violoncellista Katharina Gross, esibendosi in alcuni delle più prestigiose sale da concerto d’Europa e Stati Uniti come la Carnegie Hall di New York, la Jordan Hall di Boston, la Großes Saal al Mozarteum di Salisburgo, la Kawai Hall di Osaka, il Teatro Municipale I. Pane di Asuncion, la Jan Hus Church e la Pisek Hall di Manhattan-NYC per Vox Novus, il Casinò Theatre di Newport, l’Alpen Center di Città del Capo, il Conservatorio Nazionale di Pechino. Nel giugno 2014, dopo i suoi concerti a Newport e Rhode Island, ha ricevuto la chiave della città da parte del Sindaco per il suo importante valore artistico e il 22 giugno è stato dichiarato il “Diego Campagna Day”. Il 5 luglio 2015 dopo il suo recital ad Asunciòn in Paraguay alla presenza del Ministro della Cultura e degli Ambasciatori di sette Paesi, viene insignito del titolo di “Visitatore Illustre” per i suoi alti meriti artistici e culturali; nel 2016 viene proclamato dal Sindaco cittadino onorario di Badalucco (Imperia, Italia) sempre nel 2016 riceve un premio dalle principali scuole pubbliche di New York City per la sua carriera artistica nel mondo ed il suo impegno per i giovani e la musica. È il dedicatario di numerosi brani scritti da alcuni dei più importanti compositori contemporanei. Viene invitato regolarmente a tenere masterclasses in importanti istituzioni mondiali come la Juilliard School di Manhattan, NYC ed il Conservatorio Centrale Nazionale di Pechino.
 “Le sei corde” di Federico Garcia Lorca, libero muratore  La chitarra/fa piangere i sogni./Il singhiozzo delle anime/perdute/sfugge dalla sua bocca/rotonda./E, come la tarantola,/tesse una grande stella/per sorprendere i sospiri/che tremano nella sua nera/cisterna di legno.
I 300 anni della Massoneria moderna
Labaro del Grande Oriente d’Italia
Il 24 giugno 1717, nel giorno di Giovanni Battista e dopo l’arrivo del Solstizio d’Estate, quattro logge massoniche si riunirono a Londra, nei pressi del sagrato della cattedrale di St. Paul, in una locanda molto popolare all’epoca chiamata The Goose & Gridiron. Fu allora che prese vita la prima forma istituzionale della Libera Muratoria. Fu l’alba di un nuovo corso per la Massoneria che, abbandonate da tempo gilde e corporazioni, si avviava a diventare fucina di spirito e conoscenza dopo aver aperto le porte dei propri templi a chi voleva apprendere nuovi saperi ed era pronto a battersi per diffondere e affermare gli ideali di libertà, fratellanza e uguaglianza, che poi furono compiutamente teorizzati dall’Illuminismo. Da quel momento la Massoneria da operativa si trasformò in speculativa e quel 24 giugno 1717 viene festeggiato in tutto il mondo. Di quello storico evento non si sono conservati gli atti, ma rimangono numerosissime attestazioni. In poco tempo ci furono tantissime adesioni e si rese necessario stabilire delle regole. La Costituzione della prima gran loggia massonica, elaborata dal reverendo James Anderson, pastore presbiteriano, fu data alle stampe il 17 gennaio 1723. Quel testo divenne un punto riferimento, e lo è ancor oggi, per tutti i massoni del mondo. La Libera Muratoria infatti si diffuse in poco tempo in tutta l’Europa e in America: Francia (1721), Olanda (1725), Spagna (1726), Russia (1732), Svezia (1735), Svizzera (1736), Polonia (1739), Austria (1742), Danimarca (1743), Norvegia (1745), Massachusetts (1735). Lo stesso avvenne anche in Italia, dove nel Settecento, grazie a influenze inglesi, francesi e tedesche fiorirono logge in gran parte della Penisola. Durante il governo napoleonico, l’attività latomistica ebbe una florida stagione e, nel giugno del 1805, Milano diventò sede del primo Grande Oriente d’Italia. Il viceré Eugenio di Beauharnais fu il primo Gran Maestro. Dopo la Restaurazione, la Massoneria si disperse e solo in poche aree geografiche, soprattutto al Sud, fu garantita la continuità delle logge che si risvegliarono con l’avvento del Risorgimento. Nel 1859, la loggia Ausonia di Torino, animata da ferventi patrioti, diventò la cellula costitutiva di quel Grande Oriente che, ispirandosi alla solida struttura del periodo napoleonico, assunse nel tempo l’identità dell’istituzione nazionale oggi conosciuta. La sua organizzazione andò di pari passo con il processo di unificazione italiana. Torino fu la prima sede, poi fu la volta di Firenze e infine Roma, dopo la Breccia di Porta Pia nel 1870. Fino ad arrivare al fascismo con la sua ondata di violenza che rase al suolo ogni anelito di libertà. La Massoneria continuò però a vivere e s’impegnò per divulgare quei valori tradizionali di libertà, uguaglianza, fratellanza e solidarietà andati perduti. Nacque la nostra Repubblica e la storia continua nel terzo millennio, in Italia e nel mondo.
ALLEGATI